LIBIA
 
Libia: ambasciatore Tarhuni, “l’Italia ci aiuti a salvare il nostro patrimonio archeologico”
 
 
Roma, 16 set 12:35 - (Agenzia Nova) - L’Italia aiuti la Libia a salvare il suo patrimonio archeologico, eredità culturale dell’intera umanità, dalla guerra e dal terrorismo. Questo l’appello lanciato oggi l’ambasciatore della Libia a Roma, Omar Tarhuni, al primo incontro tra il dipartimento delle Antichità del Governo di accordo nazionale libico e i rappresentanti delle missioni archeologiche italiane in Libia. “Conoscete bene la situazione preoccupante in Libia”, ha detto il diplomatico libico. La mancanza di sicurezza, infatti, non consente alle missioni italiane di operare sul terreno. Dal 2014 archeologi e restauratori possono andare in Libia a titolo personale, ma non con un gruppo di lavoro. Ai danneggiamenti degli scontri armati si aggiungono l’incuria e la mancanza di manutenzione, dovuti all’assenza di missioni archeologiche, soprattutto quelle italiane. Ecco perché Tarhuni ha rivolto un appello alle università e agli istituti di formazione professionale: “Aprite le vostre porte per formare i nostri quadri nei settori della manutenzione e del restauro”. Il ragionamento dei libici è chiaro: se gli italiani non possono venire perché c’è la guerra, almeno ci aiutino “da remoto” per salvare il salvabile. Anche perché i reperti archeologici fanno gola ai terroristi di Daesh, acronimo arabo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante.

“Vorremmo che ci sia una presa di coscienza internazionale per combattere i furti dei reperti archeologici. La guerra al terrorismo rappresenta una ulteriore minaccia per le città che contengono reperti archeologici”, ha detto ancora l’ambasciatore Tarhuni. Un riferimento diretto alla città costiera di Sabrata, sede di uno splendido anfiteatro romano considerato dall’Unesco come uno dei patrimoni più a rischio, ma anche ex hub dei terroristi tunisini dello Stato islamico dislocati in Libia. “Vorrei lanciare un appello chiaro per la guerra contro il terrorismo, soprattutto le formazioni terroristiche armate e Daesh. Noi sappiamo che la Libia contiene un grande patrimonio archeologico, iniziato nel periodo preistorico e proseguito con berberi, greci, romani, musulmani e arabi. E’ una eredità culturale dell’umanità: non possiamo lasciarla in balia della guerra e del terrorismo”, ha detto il diplomatico libico. “Mi auguro - ha concluso - che il ministero degli Esteri italiano possa riprendere il suo sostegno alle missioni archeologiche italiane operanti in Libia”. (Asc)
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