MOLDOVA
 
Moldova: accordo fra partiti pro europei, riparte il percorso verso Bruxelles
 
 
Chisinau, 22 lug 2015 15:16 - (Agenzia Nova) - Il Partito liberale democratico della Moldova (Pldm), il Partito democratico (Pdm) e il Partito liberale (Pl) hanno siglato un nuovo accordo per la formazione dell’Alleanza per l’integrazione europea (Aie III) che sembra essere il preludio alla fine della crisi politica che ha coinvolto il paese balcanico negli ultimi mesi. Secondo il documento siglato il candidato all’incarico di premier dovrà essere presentato dal Pldm, mentre al Pdm toccherà il presidente del parlamento. "È stato siglato un accordo per formare una maggioranza parlamentare. L'accordo politico è positivo, equilibrato, e garantirà una maggioranza stabile alla Moldova e nel più breve tempo possibile formerà un governo che ristabilirà l'ordine nel paese", ha detto il leader del Pldm, Vlad Filat. Inoltre, i tre leader hanno ribadito che la carica del capo dello stato non verrà assegnata sulla base di criteri politici ma attraverso consenso tra i tre partiti di governo.

"L’Aei che sembrava morta ha cominciato a muoversi, il che significa un buon segnale per i nostri cittadini e per i nostri partner europei", ha detto il leader liberale, Mihai Ghimpu. "A breve ci incontreremo per determinare la composizione del Consiglio dei ministri per recarci presto in parlamento e ottenere la fiducia. La scadenza per l’investitura del nuovo governo verrà rispettata", ha dichiarato il leader del Pd, Marian Lupu. Anche se l'accordo non è stato ancora reso ancora pubblico, alcune fonti hanno rivelato la ripartizione dei vari ministeri: il Pldm avrà i dicasteri delle Finanze, dell’Interno, il ministero degli Esteri e dell’Integrazione europea, l’Agricoltura e il Lavoro. Al Partito democratico invece dovrebbero spettare la Sanità, la Giustizia, Costruzioni e Sviluppo regionale, il ministero della Cultuta, delle Telecomunicazioni e dell’Economia. I liberali, infine, avranno i dicasteri dell’Ambiente, della Difesa, dell’Istruzione e dei Trasporti.

Questo non è un periodo per niente semplice per la Moldova, che sta fronteggiando una grave crisi economica che non potrà essere superata senza un governo e una coalizione parlamentare pro europea, ovvero la richiesta espressa dei desideri dei cittadini moldavi che sia alle elezioni parlamentari dell’anno scorso che alle elezioni amministrative del mese scorso hanno detto chiaramente quale è la loro scelta e quale è il percorso che la Moldova dovrebbe intraprendere. Qualche settimana fa, il leader del Pldm Vlad Filat sosteneva che entro la fine di luglio i partiti pro europei avrebbero dovuto trovare un’intesa e formare una maggioranza parlamentare, altrimenti il paese sarebbe rimasto senza finanziamenti per il 2015.

"Secondo la Costituzione, il termine ultimo per la formazione del governo è l'inizio di settembre ma dobbiamo ancora trovare un accordo con l’Fmi e la Banca mondiale, in modo da ottenere il sostegno finanziario dell'Unione europea per la copertura del deficit di bilancio. Dobbiamo ottenere questo 'certificato sanitario' che garantirà l’arrivo di investitori. In caso contrario, ci troveremo ad affrontare una catastrofe finanziaria. Il benessere sociale sarà garantito, ma non ci sarà denaro per lo sviluppo", dichiarava Filat. Dopo la crisi del sistema bancario e le dimissioni del premier Chiril Gaburici, la situazione della Moldova è peggiorata. L’Fmi e la Banca mondiale hanno interrotto i progetti di finanziamento della Moldova e l'Unione europea potrebbe congelare i fondi destinati alla riforma giudiziaria a causa del mancato rispetto degli impegni, e in queste circostanze entro poche settimane, il paese andrà in default.

L’Fmi aveva posto come condizione, oltre un mese fa, la ripresa dei prestiti destinati alla Moldova con la liquidazione delle tre banche – Banca de Economii, Banca Sociale e Unibank – coinvolte in un caso di appropriazione indebita di un miliardo di dollari dal settore bancario. La coalizione di governo moldava, invece, si era espressa esattamente all’opposto, dando il via alla nazionalizzazione di una delle tre banche, la Banca de Economii, fatto che ha portato, assieme ad altre cose, alla decisione di Chiril Gaburici di rassegnare le dimissioni dalla carica di premier.

La vicepremier e ministro degli Esteri e dell'Integrazione Europea, Natalia Gherman, è stata nominata primo ministro ad interim e, dopo la visita a Bruxelles avvenuta qualche settimana fa ha dichiarato che l’unica modalità per ristabilizzare il paese era la via europea. Anche il presidente Nicolae Timofti ha sostenuto che “la volontà dei cittadini deve essere rispettata e attuata” e ha esortato i partiti parlamentari pro europei a mettersi d’accordo a breve sulla creazione di una maggioranza parlamentare in grado di votare per un nuovo governo che dovrà continuare e attuare l'Accordo di associazione all'Unione europea e tutte le riforme istituzionali ed economiche con i partner esterni e assunte politicamente dalla maggioranza dei partiti”.

Il capo della delegazione dell'Unione europea in Moldova, Pirkka Tapiola era intervenuto anche lui su questo tema e aveva dichiarato che la moldova ha bisogno che venga formata quanto prima una nuova coalizione di governo e che l'Unione europea è pronta ad aiutare Chisinau, ma serve la volontà ad attuare le riforme. "Vogliamo avere al più presto una coalizione di maggioranza stabile, a prescindere dal colore politico, che venga formato un governo che garantisca la stabilità macroeconomica, che venga firmato l'accordo con l’Fmi e che le riforme vengano attuate", ha detto l'ambasciatore Tapiola. Facendo riferimento alla concessione di un sostegno finanziario da parte dell'Unione europea per coprire il deficit di bilancio della Moldova, Tapiola ha detto che Bruxelles al momento si astiene.

"In primo luogo il governo moldavo dovrebbe attuare l'indirizzo politico da noi proposto e garantire la stabilità macroeconomica. Il denaro che l'Unione europea è pronta ad offrire non è rimborsabile ma l'Ue deve essere sicura che il denaro verrà utilizzato per lo scopo previsto", ha detto Topiola che ha aggiunto che in Moldova le riforme non sono avanzate e che l'Ue è pronta a contribuire all'attuazione delle riforme, ma aspetta di vedere che ci sia veramente un tale desiderio. Ora che la coalizione è stata formata e che presto verrà nominato un premier e investito un nuovo governo, la Moldova spera di riuscire a risolvere parte dei suoi problemi e proseguire il suo percorso d’avvicinamento all’Unione europea nonostante una consistente fetta della popolazione preferirebbe un riavvicinamento alla Russia. (Moc)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..