Esteri
 
I fatti del giorno - Medio Oriente
 
 
Roma, 16 set 12:00 - (Agenzia Nova) - Iraq: Mobilitazione popolare respinge drone di provenienza sconosciuta nel nord - Le Unità di mobilitazione popolare (Pmu), le milizie a maggioranza sciita protagoniste in Iraq della lotta contro lo Stato islamico, hanno respinto un drone di provenienza sconosciuta nella provincia di Salah al Din, nel nord del paese. Lo si legge in un comunicato diramato dalle stesse Pmu. “Le brigate 41 e 43 della Mobilitazione popolare sono riuscite ieri ad affrontare un drone sconosciuto che sorvolava il fronte delle operazioni nella provincia di Salah al Din”. Le Pmu hanno fatto sapere anche di aver contattato il Comando delle operazioni congiunte per assicurarsi che il drone non appartenesse alle forze irachene. Già nel mese di agosto una base delle Pmu è stata oggetto di un attacco da molti attribuito alle forze israeliane.

Energia: linee elettriche, Iraq firma accordo con Consiglio di cooperazione del Golfo - L’Iraq ha firmato ieri un accordo con il Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg) per una linea di trasmissione che permetta l’importazione di 500 megawatt di elettricità a partire dal 2020. Lo ha annunciato il ministro dell’Elettricità di Baghdad, Luay al Khatteb, che ha firmato l’intesa assieme al capo dell’Autorità per l’interconnessione del Ccg, Ahmad Ibrahim, a margine di una conferenza sull’energia a Baghdad. La linea di trasmissione, lunga 300 chilometri, collegherà il Kuwait al porto iracheno di Faw, nel sud del paese, e sarà finanziata dal Ccg. Si tratta del secondo accordo firmato dall’Iraq per rafforzare le proprie forniture di elettricità, attualmente inferiore di 9 gigawatt rispetto alla domanda interna. Khatteb ha annunciato nell’occasione che il governo di Baghdad sta conducendo colloqui paralleli con Arabia Saudita, Giordania e Turchia per l’importazione di elettricità.

Iraq: al via operazione anti-terrorismo nella provincia di Karbala e nel sud dell’Anbar - Le forze di sicurezza irachene e le milizie a maggioranza sciita delle Unità di mobilitazione popolare (Pmu) hanno avviato stamane una nuova operazione di anti-terrorismo nella parte nord della provincia di Karbala e nella zona meridionale di quella dell’Anbar. Lo si apprende da un comunicato diramato dalle Pmu, secondo cui l’operazione è appoggiata dall’esercito, dalla polizia federale e dalle forze aeree irachene. Si tratta della quinta offensiva lanciata da Baghdad per contro le cellule dormienti dello Stato islamico. Nel 2014, l’Iraq è stato travolto dall'ascesa dello Stato islamico, che per tre anni ha occupato vaste porzioni di territorio. Da allora, l'esercito iracheno ha combattuto con successo contro lo Stato islamico, con l’aiuto della Coalizione internazionale guidata dagli Usa. Nel 2017 è stata conquistata Mosul, principale roccaforte dello Stato islamico in Iraq. Dopo la sconfitta militare dell’autoproclamato califfato, annunciata ufficialmente il 9 dicembre 2017 dal governo di Baghdad, permangono tuttavia alcune cellule dell’organizzazione terroristica in diverse zone dell’Iraq, prevalentemente nelle regioni a forte incidenza sunnita. Secondo i dati della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (Unami), 939 civili sono stati uccisi in Iraq in atti di terrorismo e in episodi di violenza in Iraq nel corso del 2018. Il bilancio delle vittime di attacchi terroristici nel paese è di 413 morti, di cui 289 civili e 124 militari, da gennaio a luglio 2019. Inoltre, nei primi sette mesi dell'anno in corso sono 705, di cui 299 civili e 406 militari, rimasti feriti in atti di terrorismo.

Iraq: cinque miliziani dello Stato islamico arrestati a Mosul - Altri cinque militanti dello Stato islamico sono stati arrestati nella zona ovest di Mosul, nel nord dell’Iraq. Lo ha annunciato il comandante delle operazioni dell’esercito nella provincia di Ninive, generale Hamad Namis al Jubouri. “Un contingente congiunto dell’esercito e della polizia ha arrestato cinque terroristi ricercati dalla magistratura”, si legge in un comunicato diramato dall’ufficiale. “Tre di loro – ha aggiunto Jubouri – combattevano per il cosiddetto Diwan al Jund. Gli altri si occupavano di sicurezza durante il periodo in cui lo Stato islamico controllava Mosul”. Nel 2014, l’Iraq è stato travolto dall'ascesa dello Stato islamico, che per tre anni ha occupato vaste porzioni di territorio. Da allora, l'esercito iracheno ha combattuto con successo contro lo Stato islamico, con l’aiuto della Coalizione internazionale guidata dagli Usa. Nel 2017 è stata conquistata Mosul, principale roccaforte dello Stato islamico in Iraq. Dopo la sconfitta militare dell’autoproclamato califfato, annunciata ufficialmente il 9 dicembre 2017 dal governo di Baghdad, permangono tuttavia alcune cellule dell’organizzazione terroristica in diverse zone dell’Iraq, prevalentemente nelle regioni a forte incidenza sunnita. Secondo i dati della Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (Unami), 939 civili sono stati uccisi in Iraq in atti di terrorismo e in episodi di violenza in Iraq nel corso del 2018. Il bilancio delle vittime di attacchi terroristici nel paese è di 413 morti, di cui 289 civili e 124 militari, da gennaio a luglio 2019. Inoltre, nei primi sette mesi dell'anno in corso sono 705, di cui 299 civili e 406 militari, rimasti feriti in atti di terrorismo.

Medio Oriente: Trump minaccia ritorsioni dopo attacco a infrastrutture petrolifere saudite - Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scritto ieri sul proprio profilo Twitter che gli Stati Uniti ritengono di "essere a conoscenza" dei responsabili dell'attacco contro una importantissima installazione petrolifera dell'Arabia Saudita. L'attacco, effettuato per mezzo di droni e rivendicato dai combattenti sciiti Houthi, contro cui Riad è impegnata in conflitto sul suolo dello Yemen, ha causato una significativa battuta d'arresto nella produzione petrolifera saudita. "La fornitura petrolifera saudita è stata attaccata. Riteniamo di conoscere i responsabili", ha scritto Trump, in un apparente riferimento all'Iran. "Siamo preparati e pronti in attesa di una verifica, ma attendiamo notizie dal Regno in merito a chi ritengano sia colpevole di questo attacco, e su quali termini procedere", ha scritto il presidente Usa. Il tweet dell'inquilino della Casa Bianca ha sollevato lo spettro di un intervento armato statunitense della regione; le parole di Trump richiamano quelle pronunciate lo scorso giugno, quando all'ultimo minuto il presidente aveva richiamato un attacco aereo contro l'Iran in risposta all'abbattimento di un drone Usa.

Energia: petrolio segna aumento record dopo attacco in Arabia Saudita - L’attacco che ha colpito lo scorso 14 settembre due raffinerie petrolifere della compagnia saudita Aramco ad Abqaiq e il giacimento di Hijrat Khurais, circa 140 chilometri a est della capitale dell’Arabia Saudita Riad, ha provocato il maggiore aumento dei prezzi del petrolio dl 14 gennaio 1991, giorno dell’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein. Questa mattina in apertura dei mercati i prezzi del petrolio hanno toccato 71 dollari al barile, in crescita del 20 per cento rispetto ai circa 60 dollari del 13 settembre scorso, scendendo gradualmente a 66 dollari al barile. Il repentino aumento è avvenuto in seguito alle prime notizie riguardanti l’entità del danno provocato dagli attacchi, rivendicati dai ribelli sciiti Houthi, che hanno ridotto la capacità di produzione saudita a 5,7 milioni di barili al giorno a fronte di un output di circa 10 milioni di barili al giorno (9,78 milioni di barili estratti lo scorso giugno).

Arabia Saudita: attacchi Aramco, Mosca invita parti a non trarre conclusioni affrettate - La Federazione Russa condanna i recenti attacchi di droni contro installazioni petrolifere di Aramco nella provincia orientale dell’Arabia Saudita, ma invita tutte le parti coinvolte a non trarre conclusioni affrettate sull’identità del mandante. Questo quanto si legge all’interno di un comunicato diffuso oggi dal ministero degli Esteri russo. “Le autorità di Mosca sono fortemente preoccupate per la situazione: qualsiasi attacco teso a causare danni e distruzione alle infrastrutture socio-economiche di un paese è da condannare, così come tutte le provocazioni volte a destabilizzare il mercato energetico e l’economia globale”, si legge nel documento, in cui viene tuttavia sottolineata la necessità di “non trarre conclusioni affrettate sull’identità dei mandanti”.

Arabia Saudita: l’Iraq smentisce che l’attacco con i droni sia partito dal suo territorio - Il primo ministro dell’Iraq, Adel Abdul-Mahdi, ha ricevuto nella notte una telefonata dal segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, per colloqui sulla cooperazione bilaterale, i prossimi incontri tra i funzionari dei due paesi, ma soprattutto sui recenti attacchi con i droni che hanno colpito l’Arabia Saudita. “Il compito dell'Iraq è mantenere la sicurezza e la stabilità ed evitare qualsiasi escalation, oltre a impedire l'uso del suo territorio contro qualsiasi paese vicino fraterno o amico”, si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio del capo del governo. “L'Iraq - prosegue il testo - cerca di svolgere un ruolo positivo per disinnescare le crisi e i conflitti nella regione e cacciare lo spettro della guerra dall'Iraq e dalla regione”. Da parte sua, il capo della diplomazia statunitense “ha confermato che in base alle informazioni in suo possesso il governo iracheno non ha utilizzato il proprio territorio per perpetrare l'attacco”.

Israele: domani le elezioni anticipate, si profila un testa a testa tra Netanyahu e Gantz - Oltre 4.330.000 israeliani saranno chiamati domani a votare i membri della ventiduesima legislatura della Knesset, il parlamento. Per la prima volta in 71 anni della storia dello Stato ebraico gli elettori andranno al voto nell’arco di soli cinque mesi. Occhi puntati sul premier incaricato e capo dell’esecutivo uscente, Benjamin Netanyahu, leader del partito Likud, e sull’outsider Benny Gantz, leader della della coalizione Kahol Lavan. I sondaggi delle ultime settimane vedono un testa a testa del Likud e di Kahol Lavan, che otterrebbero 31 seggi ciascuno. L’ago della bilancia potrebbe essere il partito Yisrael Beiteinu dell’ex ministro della Difesa, Avigdor Lieberman. Dopo le elezioni anticipate dello scorso 9 aprile, infatti, il premier incaricato e capo dell’esecutivo uscente, Benjamin Netanyahu, non è riuscito a formare la squadra di governo per le divergenze tra i due partiti alleati del Likud, il partito di Netanyahu: da un lato l’insieme dei partiti ortodossi; dall’altro il partito Yisrael Beiteinu dell’ex ministro della Difesa, Avigdor Lieberman. A pochi giorni dal giorno delle elezioni, il ruolo di Lieberman peserà non poco sulla formazione del nuovo esecutivo. Anzi, secondo i sondaggi Yisrael Beiteinu potrebbe essere addirittura l’ago della bilancia in favore dell’outsider Benny Gantz, leader della della coalizione Kahol Lavan.

Italia-Kuwait: Carlo Baldocci è il nuovo ambasciatore a Kuwait City - Carlo Baldocci è il nuovo ambasciatore dell’Italia in Kuwait. Lo ha riferito il ministero degli Affari esteri in un comunicato pubblicato a seguito del gradimento del governo interessato. “Vogliamo costruire su tradizionali rapporti di amicizia e collaborazione una cooperazione ancor più strutturata ambiziosa e reciprocamente proficua. Questa dimensione bilaterale delle relazioni si inserisce nel comune impegno di Italia e Kuwait per la promozione della stabilità e della sicurezza regionale e internazionale”, ha detto Baldocci nel suo messaggio di insediamento. Nato a Roma nel 1966, si è laureato a Roma (La Sapienza) in Giurisprudenza nel 1990 con una tesi sulle sanzioni nel diritto internazionale. E’ entrato, per concorso, al ministero degli Affari esteri nel 1992, dove ha prestato servizio prima alla Direzione generale degli Affari politici - ufficio Medio Oriente, poi in segreteria generale. Nel 1995 è destinato in sede presso l’ambasciata d’Italia a Teheran, dove svolge le funzioni di capo dell’ufficio economico e commerciale e, successivamente, dal 1999 presso quella a Washington dove è il capo segreteria dell’ambasciatore. Rientra a Roma nel 2003, come consigliere diplomatico del ministro dell’Economia e delle Finanze, ruolo che ricopre per dieci anni con tutti i Ministri che si succedono nella carica in quel periodo a via XX Settembre. (Res)
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