SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Italia e Francia si contendono le commesse nel settore navale in Libano
 
 
Roma, 12 set 15:15 - (Agenzia Nova) - Il governo del Libano guidato dal primo ministro Saad Hariri deciderà a breve se assegnare a una società italiana o francese la commessa per incrementare le proprie capacità navali. L’esecutivo di Beirut deve scegliere tra la soluzione proposta dall’Italia o l’offerta della Francia per l’acquisto di sei unità navali del valore di 350-400 milioni di euro. La riserva potrebbe essere sciolta già durante la visita di Hariri in Francia, prevista il prossimo 20 settembre, proprio mentre in Italia sta assumendo le funzioni il nuovo esecutivo di Giuseppe Conte. Recentemente, il polo Sace Simest (gruppo Cassa depositi e prestiti) ha aumentato il plafond per le esportazioni in Libano: una mossa che potrebbe consentire alle aziende del settore di vendere “a credito” le unità navali al paese dei cedri. Da parte sua, la Francia ha recentemente ufficializzato la linea di credito del valore di 400 milioni di euro annunciata durante la seconda Conferenza di Roma, ospitata Farnesina il 15 marzo 2018 e dedicata al sostegno delle Forze armate e di sicurezza del paese dei cedri. Una delle aziende italiane che in passato ha avuto contatti frequenti con le autorità libanesi è Fincantieri. L’azienda di Trieste ha mostrato interesse per i programmi di incremento della capacità navali del Libano con il sostegno della filiera dell’export. Secondo quanto si apprende, Beirut è rimasta colpita dai prodotti della società italiana, in particolare da cinque pattugliatori e da un naviglio minore. Sul versante transalpino, l’ufficializzazione della linea di credito avvenuta a inizio estate potrebbe favorire una proposta fatta dai cantieri privati Cnm di Cherbourg. La mossa di Parigi potrebbe fare pressioni sull’esecutivo di Beirut, “indeciso” se affidare la commessa all’Italia o alla Francia, due Stati per diverse ragioni legati al paese dei cedri a livello storico, culturale, economico e nell’ambito della difesa. L’esecutivo di Hariri avrebbe pensato di superare l’impasse affidando parte della commessa ad aziende italiane e un’altra parte a società francesi. Tuttavia, a poco più di una settimana dall’incontro fra Hariri e il presidente francese Emmanuel Macron, mentre l’Italia è impegnata a dare forma al Conte-bis, il governo libanese potrebbe essere orientato a scegliere la proposta di Parigi. (Res)
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