BRASILE
 
Brasile: Bolsonaro, segretario Agenzia delle entrare allontanato per divergenze con governo
 
 
Brasilia, 12 set 01:00 - (Agenzia Nova) - l presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha affermato che il tentativo di ricreare la tassa sul Contributo provvisorio sul movimento finanziario (Cpmf) è costato la poltrona al segretario generale dell'Agenzia delle entrate, Marcos Cintra, che ha lasciato l'incarico ieri, 11 settembre. "Il tentativo di ricreare il Comf costa la destituzione del capo dell'Agenzia delle entrate. Paolo Guedes ha esonerato, a seguito della richiesta di dimissioni, il capo dell'Agenzia delle entrate per divergenze nel progetto di riforma tributaria. La creazione del Cpmf o l'aumento del carico fiscale è fuori dalla riforma tributaria per determinazione del presidente", ha scritto sul suo profilo Twitter Bolsonaro mentre si trova ricoverato presso l'ospedale Vila Nova Star di San Paolo per la correzione di un'ernia addominale.

L'intervento del presidente arriva a caldo dopo le dimissioni del segretario generale dell'Agenzia delle entrate (Receita Federal), Marcos Cintra. La notizia è stata rivelata dal ministero dell'Economia che ha pubblicato una nota nella quale si specifica che il segretario ha chiesto di essere esonerato dall'incarico. In un comunicato il ministero "chiarisce che il progetto finale della riforma fiscale non esiste ancora. Il team economico sta lavorando alla formulazione di un nuovo regime fiscale per correggere errori, semplificare gli standard, ridurre i costi, alleggerire l'onere fiscale per le famiglie e alleviare il peso fiscale per le aziende nelle buste paga dei lavoratori. La proposta di riforma sarà pubblicata solo dopo l'approvazione da parte del ministro Paulo Guedes e del Presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro.

Nel corso degli ultimi mesi più volte c'erano state delle incomprensioni tra il segretario e il governo, in particolare in merito al contenuto della riforma tributaria in discussione nel paese. All'inizio di quest'anno, Cintra aveva negato che ci sarebbe stata una riduzione dell'aliquota di imposta sul reddito e un aumento della tassa sulle operazioni finanziarie. Entrambe le misure erano state invece successivamente annunciate dal governo. Come segnale di distanza tra il governo e il vertice dell'Agenzia delle entrate ieri, 10 settembre, era stato il vicesegretario generale dell'Agenzia delle entrate, Marcelo de Sousa Silva, a presentato un nuovo piano di tassazione sui prelievi e sui depositi bancari studiato dal governo per sostituire la precedente imposta nota come Contributo provvisorio sul movimento finanziario (Cpmf), una modifica cui Cintra si opponeva.

Secondo quanto presentato de Sousa Silva, il nuovo piano prevedrebbe il pagamento di una tassa dello 0,40 per cento per ogni prelievo e deposito di denaro e dello 0,20 per cento per ogni transazione con carta di debito o di credito. La proposta è stata presentata nel corso del Forum nazionale delle tasse, organizzato da Sindifisco a San Paolo. L'idea elaborata da governo e Agenzia delle entrate è che il contributo sui pagamenti sostituisca gradualmente il contributo del datore di lavoro sulle buste paga, il contributo sociale sul reddito netto (Csll) e anche l'imposta sulle operazioni finanziarie (Iof).

Lo scorso venerdì 7 settembre poi il ministro dell'Economia Paolo Guedes aveva annunciato la "possibilità" di ridurre l'aliquota fiscale più alta, dall'attuale 27,5 al 25 per cento. Ad aprile, inoltre, Cintra aveva dichiarato al quotidiano "Folha de Sao Paulo" che con la riforma fiscale in discussione avrebbe previsto il pagamento delle tasse anche alle organizzazioni religiose, salvo essere smentito dal presidente Bolsonaro che aveva sottolineato che nessuna organizzazione religiosa sarebbe stata costretta al pagamento. Successivamente Cintra aveva ipotizzato l'eliminazione dell'Iva, inclusa in un'unica tassa fissa (flat tax), ma anche questa ipotesi era stata smentita dal governo.

Sin dalla sua elezione il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, aveva annunciato una profonda revisione del regime tributario. Il governo ha stimato che l'attuale imposta sui salari (sia i contributi versati dal datore di lavoro che le detrazioni del dipendente), che attualmente si attesta al 43,5 per cento è "molto al di sopra" di altri paesi della regione, come il Messico (19,7 per cento) e Cile (7 per cento), il che rappresenta un "scoraggiamento all'assunzione di lavoratori". La norma allo studio dell'agenzia delle entrate si affianca alla proposta di riforma tributaria elaborata dal governo che stabilisce un'unica tassa (flat tax) chiamata Imposto sulle operazioni con beni e servizi (Ibs). La tassa sostituirà le tre attuali imposte federali (Ipi, Pis e Cofins), l'imposta statale (Icms) e l'imposta comunale (Ibs). L'Ibs sarà suddiviso in tre tassi: federale, statale e municipale. Federazione, stati e municipi a loro volta potranno fissare importi diversi per l'aliquota a seconda delle necessità. (Brb)
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