Esteri
 
I fatti del giorno - Africa sub-sahariana
 
 
Roma, 10 set 12:00 - (Agenzia Nova) - Africa: papa Francesco lascia il Madagascar, concluso viaggio apostolico - Papa Francesco ha concluso il suo viaggio apostolico che lo ha visto fare tappa in Mozambico, Madagascar e isole Mauritius. L'aereo con a bordo il Pontefice, come riferisce “Vatican news”, è decollato questa mattina da Antananarivo, capitale del Madagascar, per fare rientro a Roma in serata. Nella sua ultima tappa a Port Louis, capitale delle Mauritius, Francesco è stato accolto dal presidente mauriziano Barlen Vyapoorye all'ingresso del padiglione delle cerimonie dell'aeroporto della capitale. Poi, il saluto ai vescovi malgasci e l'imbarco alle 8.14 di stamani (le 6.14 italiane). L'arrivo di papa Francesco a Roma-Ciampino è previsto per le 19 (ore italiane). Poi, il trasferimento del Pontefice in Vaticano. Quello di Bergoglio è stato il 31mo viaggio pastorale dall’inizio del suo pontificato, il quarto in Africa dopo quelli effettuati in Kenya, Uganda e Repubblica Centrafricana nel novembre 2015, in Egitto nell’aprile 2017 e in Marocco nel marzo 2019, mentre prima di lui Giovanni Paolo II fu pellegrino nei tre stati tra il 1988 e il 1989.

Sudafrica: Moody’s, economia crescerà dello 0,7 per cento nel 2019 - La società di rating Moody’s ha ulteriormente ridotto le sue previsioni di crescita economica per il Sudafrica allo 0,7 per cento nel 2019 rispetto all'1 per cento stimato nel mese di giugno. È quanto dichiarato oggi dal managing director di Moody’s per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, Antonello Aquino, parlando nel corso di una conferenza sul credito a Johannesburg. A causare la revisione la ribasso, ha aggiunto, è stato il rallentamento della crescita a livello globale e regionale che avrà un impatto negativo sulle entrate fiscali del governo e danneggererà la crescita dell’economia del Sudafrica. Per quanto riguarda il 2020, Moody’s stima una crescita dell’1,5 per cento. Secondo gli ultimi dtai pubblicati la scorsa settimana dall'Ufficio nazionale di statistica del Sudafrica (StatsSA), l'economia del paese è cresciuta del 3,1 per cento nel secondo trimestre di quest'anno rispetto ai tre mesi precedenti. Secondo le stime, la crescita del prodotto interno lordo (Pil) su base annua è stata pari allo 0,9 per cento, in leggero aumento rispetto alla precedente rilevazione. La crescita del secondo trimestre è stata la più alta dal quarto trimestre del 2017, superando le stime degli economisti che avevano previsto sul periodo considerato una crescita pari al 2,4 per cento.

Sud Sudan: Kiir e Machar concordano formazione governo di unità entro novembre - Il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, e il suo rivale Riek Machar hanno concordato la formazione del governo di unità nazionale in Sud Sudan entro il mese di novembre. È quanto emerso al termine del faccia a faccia tra i due rivali avvenuto ieri a Giuba, alla presenza del capo del Consiglio militare di transizione (Tmc) sudanese Abdel Fattah al Burhan. “L'incontro si è incentrato sulla necessità di stabilire tempestivamente le disposizioni in materia di sicurezza, in particolare per garantire che le forze per la protezione della presidenza siano mobilitate, addestrate e pronte per il compito”, ha dichiarato il presidente del Comitato nazionale pre-transitorio, Tut Gatluak, parlando alla stampa di Giuba al termine dell’incontro. Da parte sua, il ministro per gli Affari di governo del Sud Sudan, Martin Elia Lomuro, ha dichiarato che nel corso dell'incontro le due parti hanno discusso dei progressi nell'attuazione delle disposizioni in materia di sicurezza. “Abbiamo esaminato i progressi nei siti di acquartieramento e il processo di screening”, ha detto Lomuro. Machar è arrivato ieri a Giuba per la prima volta da più di un anno per discutere con il presidente Machar le questioni rimaste in sospeso nell’ambito dell'accordo di pace rivitalizzato firmato nel settembre 2018 e la via da seguire per la sua piena attuazione, in vista della formazione del governo di unità nazionale entro il 12 novembre. Prima di ieri, Kiir e Machar si erano incontrati per l'ultima volta ad aprile in Vaticano, su invito di Papa Francesco.

Francia-Mali: premier Cissé a Parigi, previsto incontro con Macron - Il presidente francese Emmanuel Macron riceverà oggi all'Eliseo il primo ministro del Mali, Boubou Cissé. Lo riferisce in una nota la presidenza francese. Parigi è impegnata da tempo in Mali dove guida l'operazione Barkhane nella lotta contro il terrorismo di matrice jihadista: il dispositivo militare si accompagna a quello del G5 Sahel, cui partecipano le truppe di Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad e per il quale il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha chiesto di recente un maggiore sostegno. A fine agosto il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha inoltre adottato all'unanimità una risoluzione, proposta dalla Francia, che rinnova per un anno il regime di sanzioni contro alcune personalità del Mali, nonché la missione di monitoraggio del gruppo di esperti incaricata di monitorare sulle violazioni dell'accordo di pace. Il Mali è precipitato nel caos il 21 marzo 2012, quando un colpo di Stato ha fatto cadere il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai Tuareg di conquistare il nord del paese e ai gruppi islamici, alcuni dei quali legati ad al Qaeda, di imporre la sharia. L’intervento delle truppe francesi, nel 2013, ha impedito ai gruppi jihadisti di raggiungere la capitale Bamako. Ad oggi, tuttavia, intere zone nel nord del paese sfuggono ancora al controllo delle forze maliane e internazionali presenti nel paese, nonostante l’accordo di pace tra governo centrale e ribelli Tuareg siglato nel giugno 2015.

Burkina Faso: sei agenti di polizia uccisi in attacco armato nella provincia di Soum - È di almeno sei agenti uccisi il bilancio di un attacco condotto da un gruppo di uomini armati contro un'unità di polizia paramilitare nei pressi della città di Djibo, nella provincia di Soum, nel nord del Burkina Faso. Lo riferiscono fonti della sicurezza citate dal sito d’informazione “Burkinabe Infowakat”, secondo cui la responsabilità dell’attacco è da attribuire ai gruppi jihadisti attivi nella regione. Secondo le stesse fonti, almeno 100 militanti hanno preso parte all'attacco. L’assalto è avvenuto dopo che domenica scorsa almeno 29 persone sono morte in seguito a due attacchi armati avvenuti contro un convoglio di camion nella provincia di Sanmatenga, nel nord del Burkina Faso. Lo riferiscono fonti della sicurezza citate dalla stampa burkinabé, secondo cui 15 persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite dopo che un camion che trasportava merci è saltato in aria dopo aver centrato un ordigno esplosivo improvvisato sulla strada Barsalogho-Guendbila, mentre a poche ore di distanza altri 14 civili sono morti in seguito ad un attacco armato contro un convoglio di camion che trasportavano beni alimentari lungo la strada Dablo-Kelbo.

Nigeria: violenze xenofobe in Sudafrica, 640 nigeriani saranno rimpatriati - Un totale di 640 cittadini nigeriani si sono registrati per essere rimpatriati dal Sudafrica in seguito all'ondata di violenze xenofobe scoppiata nei giorni scorsi a Pretoria e Johannesburg. È quanto reso noto oggi da un portavoce della presidenza citato dalla stampa nigeriana, secondo cui la compagnia aerea privata nigeriana Air Peace ha in programma di operare due voli Boeing 777 per il prelievo e il trasporto degli sfollati, il primo in partenza da Lagos nella giornata di oggi. Ieri il presidente Muhammadu Buhari ha chiesto l'immediata evacuazione volontaria di tutti i nigeriani che intendono tornare a casa. Sempre ieri il governo nigeriano ha precisato che non offrirà aiuto finanziario ai suoi concittadini residenti in Sudafrica che hanno chiesto di essere rimpatriati, come riferito alla stampa dal presidente della Commissione della diaspora nigeriana Abike Dabiri, il quale ha tuttavia precisato che il suo ufficio continuerà ad offrire certificati di viaggio di emergenza a tutti i nigeriani con documenti scaduti. Dabiri ha inoltre chiesto al governo sudafricano di pagare un risarcimento a tutti i nigeriani colpiti dai disordini. In Sudafrica le violenze contro stranieri hanno provocato finora 12 morti e diversi feriti, oltre che danni alle imprese sudafricane con filiali in Nigeria, mentre un totale di 300 persone sono state arrestate.

Camerun: rivolta in carcere Yaoundé, leader opposizione Mota condannato a due anni - Il tribunale di Yaoundé ha condannato il vicepresidente del partito di opposizione Movimento per il rinascimento del Camerun (Mrc), Mamadou Mota, a due anni di carcere per il suo coinvolgimento nell'ammutinamento del 22 luglio scorso nella prigione centrale di Yaounde dove è detenuto da giugno. È quanto riferisce la stampa camerunese. L’Mrc ha già annunciato ricorso in appello contro la sentenza. Oltre a Mota sono state condannate altre 12 persone, in maggioranza anglofone o appartenenti all’Mrc. Lo scorso 22 luglio i detenuti all'interno del penitenziario di Kondengui hanno dato vito ad una rivolta per chiedere miglioramenti nelle loro condizioni di detenzione. Successivamente la polizia è intervenuta all’interno del carcere per reprimere la rivolta. Nella rivolta sono rimaste ferite decine di detenuti. Secondo quanto riferito dall’emittente statale “Crtv”, i detenuti hanno dato alle fiamme la biblioteca e un laboratorio situati all’interno della struttura. Il carcere, costruito nel 1969 per 1.500 persone, conta attualmente circa 9 mila detenuti, il 90 per cento dei quali non sono stati passati in giudicato. Un episodio simile è avvenuto pochi giorni dopo nel carcere di Buea, nella regione anglofona del Sudovest, dove le forze di sicurezza hanno sparato colpi d’arma da fuoco e lacrimogeni per ristabilire l'ordine.

Russia-Etiopia: Lavrov incontra omologo Andargachew, invitato a visitare Addis Abeba in futuro - Il ministro degli Esteri etiope, Gedu Andargachew, ha invitato il suo omologo della Federazione Russa, Sergej Lavrov, a recarsi in visita a Addis Abeba nel prossimo futuro. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Sputnik”, aggiungendo che la proposta è stata avanzata durante un colloquio bilaterale organizzato nel quadro della visita del ministro etiope attualmente in corso a Mosca. “Vorrei invitare ufficialmente il ministro a recarsi in visita ufficiale in Etiopia quando ne avrà l’occasione”, ha detto Andargachew, ricordando che i due paesi hanno mantenuto rapporti diplomatici stabili e amichevoli sin da fine ‘800. Lavrov, di contro, ha ribadito che l’Etiopia è uno dei partner più importanti della Federazione Russa nel continente africano, e sottolineando l’importante cooperazione bilaterale nei settori dell’energia (soprattutto nel comparto idrico), della scienza e dell’istruzione. La visita a Mosca di Andargachew fa seguito a quella effettuata da Lavrov ad Addis Abeba nel marzo 2018. In quel frangente il capo della diplomazia russa annunciò la formazione di un centro di tecnologia nucleare, il sostegno di Mosca all'Etiopia in vari settori, incluso il settore militare, e la cancellazione di 162 milioni di dollari di debito etiope.

Mali: oltre mille ex combattenti integrati nelle forze armate di Bamako - Più di mille ex combattenti dei gruppi armati in Mali sono stati integrati nelle forze armate e di sicurezza maliane. Lo rende noto oggi in un comunicato l’esercito di Bamako, secondo cui gli ex combattenti sono stati formati in diversi centri di formazione nel quadro del processo di smobilitazione e reinserimento previsto dagli accordi di pace di Algeri del 2015. “Le forze armate sono pronte ad accogliere tutti coloro che vogliono la pace e la stabilità del Mali”, ha dichiarato il ministro della Difesa, Ibrahim Dahirou Dembelé. Il Mali è precipitato nel caos il 21 marzo 2012, quando un colpo di Stato ha fatto cadere il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai tuareg di conquistare il nord del paese e ai gruppi islamici, alcuni dei quali legati ad al Qaeda, di estendere la loro azione. L’intervento delle truppe francesi, nel 2013, ha impedito ai gruppi jihadisti di raggiungere la capitale Bamako. Ad oggi, tuttavia, intere zone nel nord del paese sfuggono ancora al controllo delle forze maliane e internazionali presenti nel paese, nonostante l’accordo di pace tra governo centrale e ribelli tuareg siglato nel giugno 2015.

Cooperazione: Ruanda, Unhcr e Unione Africana firmano memorandum per trasferire rifugiati dalla Libia - Il governo del Ruanda, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e l'Unione Africana hanno firmato oggi un memorandum d'intesa per istituire un meccanismo di transito che consenta il trasferimento dei rifugiati dalla Libia. In base all'accordo, si legge in un comunicato dell’agenzia Onu, il governo del Ruanda accoglierà e darà protezione a rifugiati e richiedenti asilo che si trovano attualmente nei centri di detenzione in Libia e che saranno portati al sicuro in Ruanda su base volontaria. Verrà evacuato un primo gruppo di 500 persone, provenienti prevalentemente dal Corno d'Africa, tra cui vi sono anche bambini e adolescenti a rischio. Dopo l'arrivo dei rifugiati e richiedenti asilo, l'Unhcr continuerà a cercare soluzioni alla loro situazione. Mentre alcuni potrebbero beneficiare del reinsediamento in paesi terzi, altri riceveranno assistenza per tornare nel paese dove hanno precedentemente ricevuto asilo, oppure per fare ritorno nel proprio paese qualora le condizioni di sicurezza lo permettano. Alcuni potrebbero rimanere in Ruanda, previa autorizzazione da parte delle autorità competenti. (Res)
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