Esteri
 
I fatti del giorno - Nord Africa
 
 
Roma, 26 ago 11:57 - (Agenzia Nova) - Libia: fonti “Nova”, violenti scontri tra Gna e Lna nella strategica città di Gharian - La strategica cittadina libica di Gharian, a sud di Tripoli, è nuovamente al centro di un duro confronto militare tra le forze del Governo di accordo nazionale (Gna) fedeli al premier Fayez al Sarraj e l’Esercito nazionale libico (Lna) comandato dal generale Khalifa Haftar. Khaled al Mahjoub, portavoce dell’Lna a Tripoli, ha dichiarato ad “Agenzia Nova” che le unità della Cirenaica hanno assunto il controllo del checkpoint di Ghout el Reeh, nella periferia sud di Gharian, “con un'operazione militare condotta dalle forze di terra con il supporto dell'aeronautica militare". Il portavoce ha aggiunto che “le milizie del governo Sarraj sono fuggite lasciandosi indietro veicoli corazzati, munizioni e due carri armati". Da parte loro, le Forze di protezione di Gharian - create dall’esecutivo di Tripoli sostenuto dall’Onu - hanno annunciato di aver respinto l’avanzata dell’Lna. “Le forze di Haftar hanno tentato di attaccare Gharian da sud attraverso la città di Al Orban, ma la Forza di protezione è stata in grado di respingerle dopo aver ricevuto rinforzi dalle unità di Misurata e di Zawiya", ha spiegato ad “Agenzia Nova” Salem al Haddad, comandante delle forze del Gna sul campo.

Libia: Tarhuna, tribù pronte a respingere ogni possibile attacco - I combattenti delle tribù di Tarhuna sono pronti a respingere ogni possibile attacco alla città libica. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio di Tarhuna, lo sceicco Saleh al Fandi, sottolineando che “il compito di difendere Tarhuna è affidato ai suoi giovani”. Il sito web informativo libico “Libya Akhbar” sottolinea che le parole di Al Fandi seguono le dichiarazioni delle forze affiliate al Governo di accordo di Tripoli, secondo cui sarebbero in corso dei preparativi per “la liberazione di Tarhuna” dalle forze del generale Khalifa Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico (Lna) che dallo scorso 4 aprile assedia la capitale Tripoli, distante circa 60 chilometri da Tarhuna.

Algeria: partito islamico Msp pronto a partecipare alle prossime presidenziali - Il Movimento della società per la pace (Msp), partito algerino affiliato ai Fratelli musulmani, ha annunciato di essere pronto a partecipare alle prossime elezioni presidenziali. Ad dirlo è stato il leader del movimento islamico, Abderrazak Makri, sottolineando la disponibilità a “partecipare a qualsiasi iniziativa politica nel quadro del consenso nazionale”, in un chiaro riferimento alla Commissione per la promozione del dialogo (Cnd), l’organismo incaricato di “traghettare” il paese fuori dall’attuale crisi politica e sociale. "Siamo pronti per qualsiasi progetto nazionale nell'interesse del paese, comprese le elezioni", ha detto ieri Makri secondo quanto riferito dal quotidiano locale “Echorouk”. Il leader della formazione politica musulmana ha parlato anche della “tangentopoli” algerina scoppiata dopo le dimissioni dell’ex presidente della Repubblica, Abdelaziz Bouteflika. “Ho sempre parlato della corruzione economica (...) e gli arresti sono un'altra prova che il paese era governato da una banda di criminali. L’importante non è chi è in prigione, ma che gli algerini recuperano i loro soldi”, ha concluso Makri.

Algeria: nominato nuovo ministro della Cultura dopo tragedia concerto rap - Il capo dello Stato “ad interim” dell’Algeria, Abdelkader Bensalah, ha nominato il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo, Hassane Rabhi, come nuovo ministro della Cultura facente funzioni. Rabhi succede al ministro Meriem Merdaci, che aveva rassegnato le dimissioni sabato scorso, 24 agosto. Il cambio ai vertici del dicastero della Cultura, spiega il quotidiano locale “Echorouk”, segue la tragedia al concerto del cantante rap algerino Soolking, dove una calca è costata la vita ad almeno cinque ragazzi (sette secondo il quotidiano “El Bilad”) nella notte tra giovedì e venerdì scorso. La tragedia ha avuto luogo all'ingresso dello Stadio del 20 agosto 1955 di Algeri, dove era in programma l’esibizione. Molti giovani minuti di biglietto non hanno potuto accedere al concerto, perché lo stadio era pieno. Da lì sarebbe esplosa una colluttazione che ha in seguito scatenato il fuggi fuggi generale.

Tunisia: leader islamico Ghannouchi, su Karoui aspettare il giudizio della magistratura - Il presidente del partito islamico tunisino Ennahda, Rachid Ghannouchi, ha invitato ad aspettare che la magistratura pronunci il suo giudizio sull'arresto del candidato presidenziale Nabil Karoui."Non siamo contenti di questo arresto e non siamo contenti di sospendere alcun partito", ha aggiunto lo sceicco tunisino, citato dal quotidiano “Al Chourouk”. Nel fine settimana il ministro della Giustizia, Mohamed Karim Jammousi, ha dato mandato per indagare sulle circostanze dell'emissione dei mandati di arresto contro i fratelli Nabil e Ghazi Karoui per sospetta frode fiscale e riciclaggio di denaro. L’imprenditore – candidato alle presidenziali del 15 settembre - sarebbe stato arrestato a Medjez Elbab, sull’autostrada Beja-Tunisi. Fonti citate dal sito informativo “Réalités Online” riferiscono che il giudice istruttore ha ribadito il congelamento dei beni dei due fratelli, a cui è vietato recarsi all’estero. Karoui e il suo partito Qalb Tounes erano in testa nei sondaggi. Secondo l’istituto Sigma Conseil, la formazione politica populista otterrebbe il 29,8 per cento dei consensi alle elezioni legislative del prossimo 6 ottobre, quasi il doppio rispetto al partito islamico moderato di Ennahda, al secondo posto con il 16,8 per cento delle preferenze.

G7: Libia, Trump e Al Sisi esprimono sostegno a "soluzione politica" - I presidenti di Stati Uniti ed Egitto, Donald Trump e Abdel Fatah al Sisi, hanno concordato sull'importanza di trovare "una soluzione politica alla crisi in Libia” durante un colloquio bilaterale organizzato a margine del summit del G7 in corso a Biarritz, in Francia. È quanto si apprende grazie ad un messaggio pubblicato dal portavoce presidenziale egiziano, Bassam Radi, sul suo profilo Facebook. Stando alle informazioni diffuse, i due capi di Stato hanno discusso della situazione nel paese nordafricano e, a tal proposito, Al Sisi ha affermato "che il rafforzamento e il consolidamento delle istituzioni nazionali libiche" contribuirà a "porre fine all'enorme sofferenza umana subita dal fraterno popolo libico negli ultimi anni". Trump, riferisce ancora il portavoce del Cairo, "ha elogiato gli sforzi di Al Sisi per promuovere i principi della tolleranza religiosa e della libertà di culto in Egitto". Secondo il quotidiano statale egiziano "Al Ahram", i due leader hanno parlato anche dei legami bilaterali, della guerra contro terrorismo, della questione palestinese e del conflitto in Siria.

Algeria: capo di Stato maggiore Gaid Salah, “elezioni il più presto possibile” - L’Algeria dovrebbe andare al voto “il più presto possibile”. Lo ha detto il capo di Stato maggiore algerino, Ahmed Gaid Salah, considerato come l’uomo forte del paese nordafricano dopo l’uscita di scena dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, in un discorso pronunciato nella seconda regione militare a Orano, nella parte occidentale del paese. Il viceministro della Difesa ha accolto con favore gli sforzi della Commissione per la promozione del dialogo, l’organo incaricato di traghettare il paese fuori dalla crisi politica, evidenziando “i risultati incoraggianti raggiunti fino ad ora” e invitando “tutti i cittadini di buon cuore a rispondere alla chiamata del paese per contribuire all'arricchimento del dialogo nazionale”. Gaid Salah ha ribadito la posizione dell'Esercito riguardo alla situazione nel paese: elezioni presidenziali il più presto possibile, possibilmente già “nelle prossime settimane”. L’elettorato avrebbe dovuto votare a inizio luglio, ma le consultazioni sono state rimandate per la mancanza di candidati validi. Nel frattempo il mandato “ad interim” del capo dello Stato Abdelkader Bensalah, ex presidente del senato subentrato a Bouteflika, è scaduto e il paese è ufficialmente ufficiale dai binari della Costituzione. Intanto non sono mai cessate le che dal febbraio scorso continuano a portare in piazza centinaia di migliaia di algerini per chiedere un reale cambiamento del sistema politico che ha governato il paese per oltre 20 anni. Il voto, secondo il capo di Stato maggiore, rappresenta “una reale opportunità per soddisfare la volontà popolare e tradurla concretamente attraverso l'elezione di un presidente della Repubblica che godrà della necessaria legittimità e della fiducia del popolo”. Gaid Salah ha sottolineato che “l'importante fase che il paese sta attraversando richiede prudenza e lungimiranza”, mettendo in guardia “dagli attacchi ai più alti interessi del paese e da parte di coloro che non accettano alcun negoziato: queste persone sono spinte da partiti che vogliono danneggiare il paese".

Libia: “Al Monitor”, comunità turco-libica possibile "cavallo di Troia" di Erdogan - Almeno un libico su quattro in Libia ha origini turche, ma la comunità dei “Koroglu” (i libici di discendenza turca) è altamente frammentata sia politicamente che militarmente: ecco perché il governo di Ankara dovrebbe lavorare per unire i turco-libici contro il “grande nemico comune”, vale a dire il generale Khalifa Haftar. Lo ha detto Zekeriya Suleyman Zubi, capo dell'Associazione libica “Koroglu”, al portale web “Al Monitor” con sede a Washington. La comunità turco-libica conterebbe circa 1,4 milioni di individui, concentrati soprattutto a Misurata, la “città-Stato” situata circa 180 chilometri a est di Tripoli. Il dato sembra eccessivo e richiede una verifica scientifica, sottolinea il portale web, dando però come un fatto assodato che la comunità turco-libica siano molto divisa al suo interno. Il governo di Ankara avrebbe però scelto di collaborare con i Fratelli musulmani e diverse figure influenti del panorama politico-militare, snobbando l’associazione presieduta da Zubi. “Al Monitor” elenca una serie di figure di spicco libiche legate, in modo o nell’altro, alla Turchia. Uno di questi è Salah Badi, leader della milizia di Al Sumud di Misurata. Ex soldato del colonello Muammar Gheddafi ed un “eroe rivoluzionario” nel 2011, Badi è stato eletto nel parlamento libico nel 2012, sostenendo il Governo di salvezza nazionale e ha combattuto contro Haftar nella coalizione di Alba della Libia, prima di trasferirsi in Turchia nel 2015. Secondo Zubi, Badi non è né un discendente turco, né un simpatizzante della Fratellanza, ma è fuggito in Turchia perché non aveva nessun altro posto dove andare dopo la guerra con Zintan (altro città Stato libica, situata a sud-est di Tripoli) nel 2014.

Algeria: giudici nominano amministratori pubblici per gestire attività imprenditori incarcerati - La corte di Algeri ha nominato gli amministratori pubblici per gestire gli affari correnti delle imprese appartenenti agli imprenditori Ali Haddad, Mahieddine Tahkout e ai fratelli Kouninef, tutti in carcere per casi di corruzione. "Nel contesto delle indagini avviate contro alcuni uomini d'affari proprietari di imprese economiche, come i gruppi Haddad, Tahkout e Kouninef, e al fine di preservare la continuità delle attività di tali società, ma anche i contratti in essere, il giudice istruttore responsabile di questi dossier ha ordinato la nomina di tre amministratori il 22 agosto 2019", si legge in una dichiarazione della procura di Algeri. Si tratta di “esperti finanziari” che gestiranno le aziende in conformità con le disposizioni del Codice commerciale algerino, spiega la magistratura. "Le stesse procedure saranno adottate per il resto dei casi relativi ai dirigenti di società private soggette a misure giudiziarie", ha conclude la dichiarazione.

Tunisia: consigliere governo, “Karoui candidato per ottenere immunità” - Nabil Karoui ha deciso di candidarsi alle elezioni presidenziali in Tunisia per ottenere l’immunità: a dirlo è stato il consigliere del capo del governo tunisino e attivista politico, Lazhar Akremi. Il controverso imprenditore tunisino, proprietario dell’emittente televisiva “Nessma”, è stato arrestato la scorsa settimana per sospetta frode discale. L’imprenditore – candidato alle presidenziali del 15 settembre - sarebbe stato arrestato a Medjez Elbab, sull’autostrada Beja-Tunisi. Fonti citate dal sito informativo “Réalités Online” riferiscono che il giudice istruttore ha ribadito il congelamento dei beni dei due fratelli, a cui è vietato recarsi all’estero. Karoui e il suo partito Qalb Tounes erano in testa nei sondaggi. Secondo l’istituto Sigma Conseil, la formazione politica populista otterrebbe il 29,8 per cento dei consensi alle elezioni legislative del prossimo 6 ottobre, quasi il doppio rispetto al partito islamico moderato di Ennahda, al secondo posto con il 16,8 per cento delle preferenze. (Res)
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