BOSNIA
 
Bosnia: annunciata per domani nuova seduta presidenza, per rappresentante serbo Dodik "sarà una farsa"
 
 
Sarajevo, 26 ago 10:29 - (Agenzia Nova) - E' stata annunciata per domani una nuova seduta della presidenza tripartita bosniaca che, secondo il rappresentante serbo Milorad Dodik, "sarà una farsa". Secondo quanto riferisce oggi il sito del quotidiano "Nezavisne novine", Dodik ha detto che "se non sarà completato il processo di nomina del premier designato Zoran Tegeltija, la riunione sarà una farsa". Precedentemente, sia il rappresentante croato Zeljko Komsic che il bosniaco musulmano Sefik Dzaferovic hanno annunciato di non volere sostenere la nomina del serbo Tegeltija a premier designato prima dell'approvazione del primo Piano d'azione Map con la Nato, respinta con veemenza dallo stesso Dodik. Quest'ultimo ha affermato che "posso dire che parteciperò alla seduta, ma non posso dire nulla di più".

La due sedute di questa settimana della presidenza tripartita bosniaca, una regolare e l'altra straordinaria, sono state entrambe rinviate prima di raggiungere un'intesa sulla nomina del premier designato. Secondo quanto riferisce il sito di informazione "Klix", le riunioni sono state rinviate dal presidente di turno e rappresentante croato Zeljko Komsic e dal rappresentante musulmano Sefik Dzaferovic che hanno insistito sull'approvazione del piano d'azione Map con la Nato prima della nomina del premier designato, contrariamente alla volontà del rappresentante serbo Milorad Dodik. Komsic ha riferito ai giornalisti che "15 minuti prima della riunione già sapevamo in quale direzione volevamo muoverci e abbiamo rinviato la riunione senza drammi e senza tensioni".

Komsic ha detto che "tutti e tre abbiamo cercato di lasciare aperta la possibilità di un accordo in futuro". Interrogato sulle future dinamiche riguardanti la nomina del governo in base ai risultati delle elezioni dello scorso ottobre, Komsic ha affermato che "forse saremo più intelligenti domani, o fra un mese". L'accordo sulla formazione del nuovo governo firmato all'inizio di questo mese dai leader dei tre principali partiti parlamentari bosniaci prevede la nomina dell'esecutivo entro il cinque settembre, altrimenti sarà considerato nullo.

Il commissario Ue all'Allargamento e alle Politiche del vicinato Johannes Hahn ha invitato i leader dei tre principali partiti bosniaci a rispettare la scadenza, da loro stessi approvata, del 7 settembre come data finale per la formazione del nuovo governo a Sarajevo. Hahn ha sostenuto in un tweet che "a 10 mesi dalle elezioni, i cittadini si attendono a ragione che il processo di formazione del governo si muova avanti al fine di accelerare il processo di approvazione di riforme richieste dal percorso europeo". Hahn ha detto che "i leader bosniaci hanno accettato la scadenza di 30 giorni nel momento in cui hanno firmato l'accordo sulla maggioranza e ora devono rispettare la loro stessa scadenza al fine di rimanere credibile". L'Ue, secondo Hahn, "si dispiace per il fatto che la seduta di ieri della presidenza tripartita è stata interrotta prima della nomina del premier designato".

Nei giorni scorsi il presidente di turno, ovvero l'esponente croato nella presidenza tripartita Zeljko Komsic, ha ribadito varie volte che non sarà approvato alcun candidato alla presidenza del consiglio dei ministri di Sarajevo senza un accordo sul Map. Tale linea è sostenuta anche dal rappresentante musulmano nella presidenza Sefik Dzaferovic, mentre viene osteggiata dall'esponente serbo Dodik. L'attivazione del piano è esattamente il motivo per cui Dodik e Komsic si trovano attualmente ai ferri corti, visto che il rappresentante croato ha vincolato la nomina del nuovo governo all'approvazione di Map, mentre il rappresentante serbo ha ribadito più volte di non volere approvare il piano "in nessuna forma".

Secondo quanto dichiarato dal vice assistente del segretario di Stato Usa Matthew Palmer, in un'intervista rilasciata la scorsa settimana all'emittente "Voice of America", gli Stati Uniti sono al corrente degli sforzi dei rappresentanti croato e musulmano nella presidenza tripartita bosniaca, rispettivamente Zeljko Komsic e Sefik Dzaferovic, di vincolare la formazione del nuovo governo con l'approvazione del primo piano d'azione Map per la Nato. Palmer ha detto che Washington "sostiene questi sforzi". Komsic ha in precedenza affermato di non volere sostenere la nomina del premier designato Zoran Tegeltija prima dell'approvazione del piano Map, frenando in questo modo gli entusiasmi a con si sono lasciati gli osservatori internazionali dopo la firma dell'accordo sulla formazione della maggioranza firmato all'inizio del mese dai rappresentanti dei tre principali partiti parlamentari.

In seguito, anche Dzaferovic ha ripudiato l'accordo, nonostante il documento fosse stato firmato anche da Bakir Izetbegovic, il presidente del Partito d'azione democratica (Sda, lo schieramento dello stesso Dzaferovic). All'indomani della firma, Izetbegovic e il rappresentante serbo nella presidenza, nonché presidente dell'Alleanza dei social-democratici indipendenti (Snsd) Milorad Dodik hanno illustrato il documento in termini diversi. Izetbegovic ha affermato che Map sarà inviato "in forma ridotta" mentre Dodik ha respinto l'approvazione del Piano d'azione in qualsiasi forma. Dodik ha inoltre affermato che il governo dovrà essere formato entro 30 giorni dalla firma dell'accordo altrimenti "il paese precipiterà in una crisi profonda". (Bos)
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