BALCANI
 
Balcani: la nuova era della cooperazione fra Bulgaria-Romania-Serbia, nasce il Gruppo di Craiova
 
 
Bucarest, 24 apr 2015 16:32 - (Agenzia Nova) - Il vertice trilaterale fra i capi di governo di Bulgaria, Romania e Serbia che ha dato il via a una nuova alleanza: il Gruppo di Craiova. Il nome – coniato dal premier romeno Victor Ponta con un evidente riferimento al Gruppo di Visegrad (alleanza volta a promuovere cooperazione fra Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria) – viene dalla città di Craiova, nell’area sud occidentale della Romania dove si è svolto il vertice. La riunione odierna è stata utile a gettare le basi per una cooperazione futura, in particolare nei settori energetico e dei trasporti, ma anche nello sviluppo regionale, turismo e sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio. Proprio il coordinamento a livello europeo, visti i tanti obiettivi comuni e le posizioni vicine su diversi temi di attualità, è stato uno dei temi principali: il rafforzamento dell’unione economica e monetaria; il piano d’investimenti Juncker; l’adesione all’area Schengen; e il Partenariato orientale. Temi che, anche se con priorità differenti, sono comuni a tutti i paesi.

Bulgaria, Romania e Serbia da tempo hanno in programma dei progetti di interconnessione fra i tre paesi, sul piano energetico (collegamento delle reti elettrica e del gas) e dei trasporti (strade e ferrovie), e stanno valutando diverse opportunità per reperire i fondi necessaria al loro finanziamento. Al termine della riunione i tre premier, Victor Ponta, il bulgaro Bojko Borisov e il serbo Aleksandar Vucic, hanno tenuto una conferenza stampa congiunta. “Romania, Bulgaria e Serbia possono formare il Gruppo di Craiova sul modello del Gruppo di Visegrad per promuovere al meglio le loro posizioni a livello europeo e portare avanti progetti regionali”, ha detto Ponta, ribadendo che i tre paesi “devono coordinarsi meglio ed essere successivamente uniti nel loro operato a livello europeo”. Il premier romeno ha citato l’esempio di Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, i paesi riuniti nel Gruppo di Visegrad che hanno mostrato la loro capacità di promuovere i loro interessi nella regione.

“Vorrei che la riunione di oggi ci aiuti a gettare le basi di un’eccellente collaborazione: tre paesi che si consultano, hanno dei progetti comuni e che si sostengono. “L'energia è "l’arma" più efficace e il più importante strumento di sviluppo, e Romania, Bulgaria e Serbia devono accelerare i progetti infrastrutturali di questo settore necessari per assicurare alle proprie economie energia sicura e a prezzi competitivi”, ha detto il primo ministro della Romania. “Lo sviluppo di infrastrutture energetiche e di trasporto che colleghino i tre paesi attraverso progetti comuni è molto importante e un ruolo importante in questo senso la deve avere la strategia del Danubio che può attrarre investimenti e progetti importanti, ma dobbiamo avere progetti di collaborazione comune anche nel settore dei trasporti, come strade, autostrade e ponti, che colleghino i tre paesi”, ha detto Ponta.

Ponta si è concentrato anche su alcuni temi europei, come l’area Schengen, sostenendo che Bucarest e Soria dovrebbero aderire insieme e non separatamente. “Tempo fa era stato detto alla Bulgaria di entrare da sola nell’area Schengen e ora ciò sta accadendo con la Romania, ma io penso che soltanto insieme potremmo far togliere il Meccanismo di cooperazione e verifica (Mcv). Solo insieme e non separatamente”, ha dichiarato Ponta, secondo il quale solo con gli sforzi della Bulgaria e della Romania, la Serbia porterà a termine i negoziati di adesione in breve tempo. L’adesione di Belgrado all’Ue, una questione travagliato e complicato dalla questione kosovara, è stato uno degli altri temi di dibattito fra i tre premier.

“Bulgaria e Romania sostengono saldamente la Serbia e il suo percorso di adesione all’Unione europea”, ha detto il primo ministro bulgaro, Bojko Borisov, durante il suo intervento. "Insieme siamo più forti e dobbiamo unirci e sostenere con decisioni e dichiarazioni politiche comuni le questioni che sono prioritarie per i nostri paesi: energia, infrastrutture per il gas e i trasporti. Dobbiamo finanziare grandi progetti infrastrutturali insieme e unire i nostri sforzi per aprire le strade dei tre paesi", ha detto il primo ministro bulgaro. "Ho esposto le mie idee ai colleghi e ho notato che se saremo propositivi, lavoreremo duro e mostreremo gli effetti della nostra unione anche gli altri paesi dei Balcani si uniranno a noi", ha affermato Borisov.

Il premier bulgaro ha detto che “sogna” di vedere un giorno un’autostrada che colleghi Bucarest, Sofia e Belgrado. “Il premier Vucic ha detto che l'autostrada Sofia-Belgrado sarà ultimata nel 2016. Insieme al collega Ponta abbiamo discusso la possibilità di realizzare un'autostrada Bucarest-Ruse-Sofia-Belgrado per chiuderebbe così il cerchio”, ha detto Borisov. Secondo il premier bulgaro, i progetti infrastrutturali di cui si è discusso oggi, se realizzati, potrebbero essere positivi non solo Bulgaria, Romania e Serbia ma per l’intera Europa.

“Bulgaria, Romania e Serbia possono fare molto insieme”, ha affermato il premier serbo, Aleksandar Vucic. “I nostri tre paesi saranno in grado di proteggere meglio i nostri interessi economici e politici. Si tratta di un territorio strategico nell’Europa sud orientale e sono convinto che la formazione del ‘Gruppo di Craiova’ sarà di importanza storica”, ha detto Vucic. Il premier serbo ha ringraziato gli omologhi romeno e serbo per il sostegno fornito al percorso d’integrazione europea della Serbia, sottolineando l’importanza della cooperazione nei settori energetico, dei trasporti e delle infrastrutture.

Trasporti ed energia sono, concretamente, i principali settori in cui i tre paesi potrebbero collaborare in maniera più stretta e lavorare come fronte comune per ottenere dei risultati di cui beneficerebbero sicuramente per primi i loro cittadini, ma anche il resto dell’Unione europea e dell’area balcanica. Bulgaria e Romania dopo aver inaugurato il ponte “Nuova Europa”, il secondo sul fiume Danubio che funge da confine naturale fra i due paesi, puntano alla costruzione di altri due ponti: uno collegherà la bulgara Silistra e la romena Calarasi, mentre l’altro unirà Nikopol e Turnu Magurele.

I lavori per le due strutture dovrebbero iniziare, indicativamente, nel 2017. Bulgaria e Serbia, invece, condividono il progetto dell’autostrada Begrado-Sofia che sarà molto importante per migliorare il sistema dei trasporti transfrontaliero. Dal punto di vista energetico, invece, i tre paesi puntano a collegare le tre reti di distribuzione del gas attraverso dei progetti d’interconnessione. Il gasdotto transfrontaliero Romania-Bulgaria è un progetto di lunga data che ha subito una fase di stallo dovuta principalmente al danneggiamento di alcune condotte che transitano sotto il corso fluviale del Danubio. Nei giorni scorsi è stata lanciata una gara d’appalto per selezionare una società che si occuperà dei lavori di riparazione e l’interconnessione potrebbe quindi entrare in funzione entro la fine del 2015.

L’intero gasdotto, del costo stimato di 24 milioni di euro, avrà una capacità di 1,5 miliardi di metri cubi all’anno circa. Anche per quanto riguarda l’interconnessione Bulgaria-Serbia, che collegherà Sofia e Nis, i tempi si sono protratti per una serie di questioni burocratiche. Il gasdotto avrà una lunghezza di 150 chilometri e una capacità giornaliera di 4,93 milioni di metri cubi. (Rob)
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