FYROM
 
Fyrom: voto di fiducia su governo Zaev, il rilancio del percorso europeo legato ad una ristretta maggioranza parlamentare
 
 
Skopje, 31 mag 2017 18:00 - (Agenzia Nova) - Un dibattito piuttosto teso è in corso nel parlamento di Skopje per il voto di fiducia sul nuovo governo. A quasi sei mesi dalle elezioni anticipate dell’11 dicembre 2016, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) dovrebbe finalmente avere dalle prossime ore un nuovo esecutivo. La maggioranza guidata dal premier incaricato Zoran Zaev, leader dell’Unione socialdemocratica di Macedonia (Sdsm), dovrebbe incassare il voto di fiducia forte del sostegno dei 62 deputati della coalizione composta da Sdsm, Unione democratica per l’integrazione (Dui) e Alleanza degli albanesi (Aa). Ma nonostante la novità di un governo guidato dalla forza politica di centrosinistra, al governo dopo circa undici anni di opposizione, il nuovo esecutivo guidato da Zaev appare piuttosto debole già in partenza. Complice l’esito incerto delle elezioni anticipate di dicembre solo due deputati assicurano alla coalizione governativa formata da Sdsm e due partiti della minoranza albanese Dui e Aa la maggioranza parlamentare (il monocamerale di Skopje è composto infatti da 120 seggi) necessaria per l’approvazione delle riforme.

La sensazione di instabilità del nuovo governo di Skopje è stata rafforzata negli ultimi giorni dalla decisione dell’altro partito albanese, movimento Besa, che ha annunciato di non sostenere il governo Zaev, facendo scendere così a 62 i seggi della maggioranza rispetto agli iniziali 67 (cinque sono infatti i deputati del Besa). Le tensioni in aula si sono registrate sin dall’inizio del dibattito ieri, quando il presidente del parlamento Talat Xhaferi (esponente del Dui, eletto in una contestata votazione lo scorso 27 aprile) ha aperto la seduta in lingua albanese. Il partito di centrodestra Organizzazione rivoluzionaria interna-Partito democratico per l’unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne) ha accusato l’Sdsm di aver proposto un governo irrealistico e composto da “esponenti con un passato criminale” (alcuni dei nuovi ministri sono stati parte dell’Esercito di liberazione nazionale, Uck macedone, protagonista nel 2001 di una breve stagione di conflitti inter-etnici nella Fyrom).

L’agenzia “Mia” evidenzia che anche nel corso del dibattito, Xhaferi ha risposto in lingua albanese alle accuse del Vmro-Dpmne secondo cui la sua nomina sarebbe avvenuta in maniera illegittima. Il presidente del parlamento ha spiegato di intendere rispondere in albanese alle obiezioni del Vmro fino a quando i suoi deputati non riconosceranno la validità della sua elezioni. “Se continueremo a subire queste provocazioni di basso livello da Xhaferi, allora tutte le speranze di normalizzare la situazione saranno vane”, ha dichiarato il capogruppo del partito conservatore macedone Ilija Dimovski. Nonostante le “garanzie scritte” offerte da Zaev sulla volontà del suo governo di respingere la “piattaforma di Tirana” (l’accordo raggiunto dai partiti della minoranza albanese per formare una coalizione di governo che garantisca al meglio i diritti di tale etnia), il Vmro-Dpmne continua ad accusare l’Sdsm di essersi piegato a tali accordi pur di andare al potere,formando un esecutivo che "non tiene conto della volontà espressa con il voto dalla maggioranza macedone".

Il portavoce del Vmro, Dragan Danev, ha definito tale governo senza precedenti nella storia del paese. “Zaev sarà il primo detentore di un mandato per formare il governo che non è sostenuto dalla maggioranza dei cittadini di etnia macedone. Avete architettato una coalizione post-elettorale che mette i cittadini macedoni all’opposizione”, ha dichiarato il portavoce nel corso del dibattito in aula. Per questi motivi il Vmro-Dpmne continua a richiedere nuove elezioni anticipate, possibilmente il 15 ottobre contestualmente alle elezioni amministrative. Dall’altra parte tale richiesta non viene presa in considerazione dalla maggioranza parlamentare che, forte anche del sostegno della comunità internazionale, si appresta a ottenere il voto di fiducia. Ma rimane un’incognita sulla partecipazione al voto finale da parte del Vmro-Dpmne, parte grossa dell'opposizione con i suoi 51 deputati.

Nella nuova squadra di governo, che oggi viene presentata in parlamento per il voto, Zaev figura come primo ministro. Il segretario del partito Sdsm, Oliver Spasovski, è stato proposto come ministro dell'Interno; mentre la vicepresidente del partito di centrosinistra Radmila Sekerinska è stata indicata per la guida del ministero della Difesa. Nikola Dimitrov dovrebbe essere il nuovo ministro degli Esteri, mentre Dragan Tevdovski sarà il nuovo ministro delle Finanze. Altri ministeri guidati dal Sdsm saranno quelli di Istruzione, Cultura, Trasporti, Agricoltura e Lavoro. Il partito Unione democratica per l'integrazione (Dui) ha proposto cinque candidati per il ruolo di ministri nel nuovo governo macedone: Bujar Osmani sarà il nuovo ministro per l'Integrazione europea, mentre gli altri candidati alla guida dei dicasteri per il partito albanese sono Sadullah Duraku, Bilent Saliu, Kreshnik Bektashi e Hazbi Lika. Lika e Duraku, sottolinea la stampa di Skopje, sono stati nel 2001 capi dei guerriglieri albanesi dell'"Uck macedone". Il partito Alleanza per gli albanesi (Aa) ha nominato invece i ministri della Sanità e degli Enti locali.

Il deputato del Vmro-Dpmne Antonio Milososki ha detto che un governo con 25 ministri non può portare avanti le riforme promesse: "Sebbene avessero promesso prima delle elezioni di non formare un governo con più di 20 ministri, oggi abbiamo 25 ministri", ha accusato. Tale posizione è condivisa dal partito fino ai giorni scorsi più lontano dal Vmro-Dpmne, il movimento Besa, che ha confermato in parlamento che non sosterrà il nuovo governo. Il capogruppo parlamentare del partito della minoranza albanese, Zekjirija Ibrahimi, ha accusato Zaev di proclamare il suo governo come riformista mentre invece sarebbe solamente un esecutivo composto da personalità riciclate dalla politica del passato.

L'esponente del movimento Besa ha in particolare criticato il ruolo del partito Dui nella coalizione di governo, essendo un partito già parte del governo uscente guidato dall'esponente del centrodestra Nikola Gruevski. Secondo il parlamentare del movimento Besa, nella scelta di alcuni ministri dei partiti della minoranza albanese albanesi sembra che Zaev abbia "preso ordini da Gruevski" inviando ai giovani albanesi un messaggio negativo sul fatto che anche rubando potrebbero essere perdonati e nominati guidare alcuni ministeri. Il riferimento è ad alcune nomine dei ministeri proposte dal partito Dui, con cui il movimento Besa continua ad avere importanti divergenze. "Questo governo non garantisce l'attuazione delle riforme necessarie", ha rimarcato Bilal Kasami, leader del movimento Besa.

Dall'altra parte il premier incaricato Zaev ha dichiarato nel suo intervento in aula che "è arrivato il momento per le istituzioni di lavorare per i cittadini". "La Macedonia è abbastanza matura per un nuovo modo di fare politica - ha detto Zaev -. I politici devono ascoltare i cittadini. La Macedonia sarà uno stato per tutti i cittadini". Secondo il politico di centrosinistra, il nuovo governo sarà fondato su "tre pilastri": lo sviluppo economico, la giustizia per tutti e l'integrazione euro-atlantica. Il leader del Sdsm ha inoltre affermato che il nuovo governo alzerà il salario minimo a 16mila dinari macedoni (260 euro) e quello medio a 30mila dinari (500 euro), e un altro punto prioritario sarà l'estensione del mandato della Procura speciale sulla vicenda intercettazioni telefoniche.

Dopo mesi di negoziati con i partiti della minoranza albanese, nonostante il venire meno negli ultimi giorni del sostegno del movimento Besa, Zaev ha confermato di avere i numeri per formare il governo. Tramite il sostegno di Dui e Aa, ai 49 seggi del partito Sdsm si aggiungono rispettivamente dieci e tre deputati andando a comporre la maggioranza parlamentare di 62 seggi; l’unica emersa dalle elezioni anticipate di dicembre, fermamente difesa dall’Unione europea e dagli Stati Uniti. Forte di questo sostegno Zaev si appresta a formare un nuovo governo orientato a rilanciare il percorso di integrazione euro-atlantica di Skopje, arenatosi a causa della crisi politica prolungata che si è sommata allo stallo determinato dalla mancanza di una soluzione all'annosa disputa sul nome aperta con la Grecia. La ferma opposizione del Vmro-Dpmne e il precario equilibrio con i partiti della minoranza albanese sembrano porsi come i potenziali elementi in grado di minare le possibilità di successo del nuovo governo guidato dal Sdsm. (Mas)
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