BALCANI
 
Balcani: paesi della regione puntano a sostegno di Berlino per progressi concreti verso l'Ue
 
 
Pristina, 09 mag 2018 18:46 - (Agenzia Nova) - La Germania appare come un paese decisivo per sbloccare il percorso di adesione all'Ue dei Balcani occidentali. E' con questa convinzione che i leader politici dei paesi della regione stanno portando avanti un’intensa attività diplomatica, culminata in una serie di incontri con esponenti del governo tedesco. Da ultimo, oggi il presidente kosovaro Hashim Thaci ha avuto un colloquio bilaterale con il cancelliere tedesco Angela Merkel; sempre oggi anche la presidenza tripartita bosniaca si è recata a Berlino per incontrare il capo del governo tedesco. Proprio la Merkel è stata nel 2014 tra gli ideatori del processo di Berlino, l’iniziativa volta ad instaurare una cooperazione costante tra Ue e paesi balcanici per guidare il percorso di adesione. Ma adesso i sei paesi dei Balcani occidentali, pur trovandosi in diverse fasi del percorso di adesione Ue, chiedono un programma chiaro di scadenze per assicurare il loro ingresso nell'Unione.

Il cancelliere tedesco ha fatto appello al Kosovo, nel corso dell'incontro odierno con Thaci, per il contrasto alla corruzione e per la riduzione della disoccupazione, sottolineando che il dialogo con la Serbia rimane una "questione non semplice" da risolvere. Secondo Merkel, la Germania è un "forte alleato" del Kosovo nel fornire il proprio sostegno al processo di integrazione europea. Il cancelliere tedesco ha però rimarcato la necessità di affrontare il fenomeno della criminalità organizzata e della corruzione, come priorità nell'ottica di integrazione europea. "Ci sono molti problemi in sospeso, ma anche miglioramenti sulla strada per l'Ue, voglio sottolineare che nella giornata dell'Europa abbiamo molte sfide da affrontare, tra cui la lotta alla corruzione e l'alto tasso di disoccupazione", ha dichiarato Merkel in conferenza stampa a Berlino. Per quanto riguarda il dialogo Kosovo-Serbia, il capo del governo tedesco ha chiarito che non si tratta di un argomento semplice da affrontare, ma sottolineando che c'è stato uno sviluppo positivo in questo senso. "Gli accordi finora raggiunti devono essere attuati", ha concluso Merkel.

Da parte sua Thaci ha sottolineato che il tema centrale nei colloqui con Merkel è stata la necessità di continuare nel dialogo sia a livello regionale che nei rapporti con la vicina Serbia. Thaci, oltre a confermate le relazioni "amichevoli" tra Pristina e Berlino, ha assicurato al cancelliere tedesco che il Kosovo rimane impegnato nel dare il proprio contributo per la pace e stabilità nei Balcani occidentali. “Bisogna normalizzare le relazioni tra Kosovo e Serbia", ha detto Thaci, aggiungendo che tutti gli accordi raggiunti tra i due paesi dovranno essere attuati nell'interesse reciproco. "Il mio messaggio è che siamo pronti per aprire questo capitolo, e fare un passo cruciale per il dialogo con la Serbia e raggiungere un accordo", ha rilevato il presidente kosovaro, secondo cui non c'è modo di andare avanti per qualsiasi paese della regione senza il dialogo. “Dobbiamo trovare un modo per trovare la pace attraverso l'accordo e il dialogo", ha spiegato Thaci chiarendo che gli accordi dovrebbero terminare con il riconoscimento reciproco tra Serbia e Kosovo, perché "solo tramite ciò ci arriverebbe all'apertura di nuovi capitoli negoziali", ha aggiunto il presidente kosovaro.

Se Serbia e Montenegro hanno già aperto diversi capitoli nei negoziati di adesione e si confermano "capifila" nel percorso verso l’Ue, Albania e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) guardano al Consiglio europeo di giugno per ottenere l’apertura ufficiale dei negoziati, per la quale è necessaria l’unanimità dei paesi membri. Più indietro Kosovo e Bosnia, che richiedono tuttavia chiarezza da Bruxelles in modo da vedere premiati i loro sforzi nel percorso di riforme. "La Germania si è dimostrata essere un grande amico del Kosovo ed un fermo sostenitore del suo percorso di integrazione europea", ha affermato il presidente kosovaro Thaci, durante il primo giorno della sua visita a Berlino, intervenendo ieri sera davanti al Consiglio tedesco per le Relazioni estere. Thaci ha ricordato come, non molto tempo fa, i cittadini kosovari sono emigrati in Germania per trovare assistenza: "Oggi molti di loro sono tornati in patria e altri sono integrati nel paese".

"La Germania ha sostenuto il Kosovo e i kosovari nel periodo più buio", ha dichiarato Thaci. Tale sostegno, ha chiarito il presidente, si è concretizzato anche tramite la partecipazione all'intervento Nato nel conflitto della fine degli anni Novanta, e la Germania è uno dei principali donatori e investitori in Kosovo con un aiuto concreto "in diversi settori, dallo stato di diritto, agli investimenti nel settore energetico". Secondo quanto dichiarato dal presidente kosovaro, il ruolo della Germania a sostegno del Kosovo rimane decisivo nel panorama internazionale e Berlino oggi è diventata "uno dei simboli più forti dei valori e delle idee democratiche". Thaci ha infine ricordato come la Festa dell'Europa, che si celebra oggi, sia una festa nazionale dedicata in Kosovo all'integrazione euro-atlantica: "Oltre il 90 per cento dei kosovari sostiene l'ingresso del Kosovo nell'Ue e nella Nato, il futuro di Pristina è nella famiglia europea", ha sottolineato in precedenza Thaci.

Nel mese di aprile anche il presidente serbo Aleksandar Vucic e il premier albanese Edi Rama hanno incontrato il cancelliere tedesco, nell'ottica di un rafforzamento dei rapporti bilaterali e per consolidare il sostegno di Berlino verso l’adesione all’Ue. Merkel si è detta fiduciosa del fatto che l'incontro con Vucic potrà contribuire all'individuazione di una soluzione per il problema del Kosovo, al quale l’Ue intende vincolare la definitiva adesione di Belgrado. "E’ indispensabile trovare una soluzione per quanto possa essere difficile", ha osservato Merkel nella conferenza stampa congiunta con Vucic a Berlino. "Il cammino europeo è di vitale importanza per noi e dovremo prendere numerose decisioni difficili se vogliamo l'adesione Ue. Se questa sarà nel 2025 o in un qualche altro momento, questo dipende da noi e dall'attuazione delle riforme, ma anche da altri fattori nella regione", ha detto il capo dello Stato serbo che ha poi ringraziato la Merkel per la grande attenzione che dedica alla Serbia e alla regione. La Germania, ha aggiunto, è per la Serbia il partner più importante.

Ancora più importante, la missione del premier albanese Rama che lo scorso 26 aprile a Berlino ha incontrato Merkel per discutere anche della futura apertura dei negoziati di adesione Ue per Tirana. “La Germania si esprimerà nelle prossime settimane sulla raccomandazione della Commissione europea per l'avvio dei negoziati di adesione all'Ue dell'Albania. Prima sarà necessario capire se ci siano ancora cose da fare, se ci siano stati sufficienti progressi e dopo averne discusso con i nostri omologhi europei", ha dichiarato il cancelliere tedesco nella conferenza stampa congiunta con il premier albanese. Merkel ha riconosciuto "il progresso fatto dal paese. L'Albania ha dato il via ad importanti progetti di riforme", menzionando il processo di rivalutazione dei magistrati, e la sua attuazione anche tra le file della polizia.

"La Germania desidera sostenere l'Albania e vuole essere utile in modo da poter realmente vedere quel progresso necessario che ci permetta una decisione a giugno", ha sottolineato Merkel. Da parte sua il premier Rama è stato esplicito nelle sue affermazioni quando ha dichiarato di essere giunto a Berlino "per esprimere alla cancelliera Merkel la mia convinzione che l'Albania non deve perdere altro tempo in attesa dell'avvio dei negoziati di adesione, perché lo abbiamo già guadagnato", ha detto Rama ribadendo sul fatto che la raccomandazione della Commissione europea "è incondizionata".

Anche oggi Rama è tornato sulla questione osservando che “i paesi membri dell'Unione europea non devono negare all'Albania l'opportunità di avviare i negoziati di adesione". "Ci sono ancora politici europei che non hanno capito quello che noi vogliamo, e che interpretano erroneamente l'avvio dei negoziati, con l'adesione stessa. Non stiamo cercando un posto nella tribuna vip dell'Europa, ma vogliamo avviare un processo, che è simile ad un viaggio nell'inferno, per poter avere uno Stato moderno, istituzioni funzionanti e poteri che operano separatamente come previsto dalla nostra stessa Costituzione. Non c'è altra soluzione. Questa è l'unica cura, e questa cura non potrà esserci negata", ha sottolineato Rama durante un evento in occasione della Festa dell’Europa.

Altro paese che conta di poter ottenere l’apertura ufficiale dei negoziati di adesione all’Ue a giugno è la Fyrom, dopo la “svolta riformista” impressa dal governo guidato da Zoran Zaev e molto apprezzata dall'Ue. "La Macedonia ha ottenuto un sostegno forte da parte della Germania nel percorso di integrazione nella Nato e nell'Ue", ha dichiarato Zaev dopo il colloquio di fine febbraio con la Merkel. Il capo del governo di Skopje ha individuato nella "prosecuzione del percorso di riforme e nella soluzione alla disputa sul nome con la Grecia" gli elementi chiave per sbloccare l'adesione. "La Germania sostiene il percorso di integrazione della Macedonia e dei Balcani occidentali nell'Ue e nella Nato", ha dichiarato Merkel ricordando in questo senso l'attenzione della presidenza bulgara del Consiglio Ue ai Balcani occidentali, tema portante del vertice di metà maggio a Sofia. Interessante anche il fatto che la Merkel durante la conferenza stampa con Zaev dello scorso febbraio ha messo in guardia dall'influenza cinese nei Balcani: anche questa tematica riguarda un tema chiave per l'Ue, in grado di rafforzare la linea comune dei paesi membri favorevole all’integrazione della regione.

Il cancelliere tedesco ha fatto appello al Kosovo, nel corso dell'incontro odierno con Thaci, per il contrasto alla corruzione e per la riduzione della disoccupazione, sottolineando che il dialogo con la Serbia rimane una "questione non semplice" da risolvere. Secondo Merkel, la Germania è un "forte alleato" del Kosovo nel fornire il proprio sostegno al processo di integrazione europea. Il cancelliere tedesco ha però rimarcato la necessità di affrontare il fenomeno della criminalità organizzata e della corruzione, come priorità nell'ottica di integrazione europea. "Ci sono molti problemi in sospeso, ma anche miglioramenti sulla strada per l'Ue, voglio sottolineare che nella giornata dell'Europa abbiamo molte sfide da affrontare, tra cui la lotta alla corruzione e l'alto tasso di disoccupazione", ha dichiarato Merkel in conferenza stampa a Berlino. Per quanto riguarda il dialogo Kosovo-Serbia, il capo del governo tedesco ha chiarito che non si tratta di un argomento semplice da affrontare, ma sottolineando che c'è stato uno sviluppo positivo in questo senso. "Gli accordi finora raggiunti devono essere attuati", ha concluso Merkel.

Da parte sua Thaci ha sottolineato che il tema centrale nei colloqui con Merkel è stata la necessità di continuare nel dialogo sia a livello regionale che nei rapporti con la vicina Serbia. Thaci, oltre a confermate le relazioni "amichevoli" tra Pristina e Berlino, ha assicurato al cancelliere tedesco che il Kosovo rimane impegnato nel dare il proprio contributo per la pace e stabilità nei Balcani occidentali. “Bisogna normalizzare le relazioni tra Kosovo e Serbia", ha detto Thaci, aggiungendo che tutti gli accordi raggiunti tra i due paesi dovranno essere attuati nell'interesse reciproco. "Il mio messaggio è che siamo pronti per aprire questo capitolo, e fare un passo cruciale per il dialogo con la Serbia e raggiungere un accordo", ha rilevato il presidente kosovaro, secondo cui non c'è modo di andare avanti per qualsiasi paese della regione senza il dialogo. “Dobbiamo trovare un modo per trovare la pace attraverso l'accordo e il dialogo", ha spiegato Thaci chiarendo che gli accordi dovrebbero terminare con il riconoscimento reciproco tra Serbia e Kosovo, perché "solo tramite ciò ci arriverebbe all'apertura di nuovi capitoli negoziali", ha aggiunto il presidente kosovaro.

Se Serbia e Montenegro hanno già aperto diversi capitoli nei negoziati di adesione e si confermano "capifila" nel percorso verso l’Ue, Albania e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) guardano al Consiglio europeo di giugno per ottenere l’apertura ufficiale dei negoziati, per la quale è necessaria l’unanimità dei paesi membri. Più indietro Kosovo e Bosnia, che richiedono tuttavia chiarezza da Bruxelles in modo da vedere premiati i loro sforzi nel percorso di riforme. "La Germania si è dimostrata essere un grande amico del Kosovo ed un fermo sostenitore del suo percorso di integrazione europea", ha affermato il presidente kosovaro Thaci, durante il primo giorno della sua visita a Berlino, intervenendo ieri sera davanti al Consiglio tedesco per le Relazioni estere. Thaci ha ricordato come, non molto tempo fa, i cittadini kosovari sono emigrati in Germania per trovare assistenza: "Oggi molti di loro sono tornati in patria e altri sono integrati nel paese".

"La Germania ha sostenuto il Kosovo e i kosovari nel periodo più buio", ha dichiarato Thaci. Tale sostegno, ha chiarito il presidente, si è concretizzato anche tramite la partecipazione all'intervento Nato nel conflitto della fine degli anni Novanta, e la Germania è uno dei principali donatori e investitori in Kosovo con un aiuto concreto "in diversi settori, dallo stato di diritto, agli investimenti nel settore energetico". Secondo quanto dichiarato dal presidente kosovaro, il ruolo della Germania a sostegno del Kosovo rimane decisivo nel panorama internazionale e Berlino oggi è diventata "uno dei simboli più forti dei valori e delle idee democratiche". Thaci ha infine ricordato come la Festa dell'Europa, che si celebra oggi, sia una festa nazionale dedicata in Kosovo all'integrazione euro-atlantica: "Oltre il 90 per cento dei kosovari sostiene l'ingresso del Kosovo nell'Ue e nella Nato, il futuro di Pristina è nella famiglia europea", ha sottolineato in precedenza Thaci.

Nel mese di aprile anche il presidente serbo Aleksandar Vucic e il premier albanese Edi Rama hanno incontrato il cancelliere tedesco, nell'ottica di un rafforzamento dei rapporti bilaterali e per consolidare il sostegno di Berlino verso l’adesione all’Ue. Merkel si è detta fiduciosa del fatto che l'incontro con Vucic potrà contribuire all'individuazione di una soluzione per il problema del Kosovo, al quale l’Ue intende vincolare la definitiva adesione di Belgrado. "E’ indispensabile trovare una soluzione per quanto possa essere difficile", ha osservato Merkel nella conferenza stampa congiunta con Vucic a Berlino. "Il cammino europeo è di vitale importanza per noi e dovremo prendere numerose decisioni difficili se vogliamo l'adesione Ue. Se questa sarà nel 2025 o in un qualche altro momento, questo dipende da noi e dall'attuazione delle riforme, ma anche da altri fattori nella regione", ha detto il capo dello Stato serbo che ha poi ringraziato la Merkel per la grande attenzione che dedica alla Serbia e alla regione. La Germania, ha aggiunto, è per la Serbia il partner più importante.

Ancora più importante, la missione del premier albanese Rama che lo scorso 26 aprile a Berlino ha incontrato Merkel per discutere anche della futura apertura dei negoziati di adesione Ue per Tirana. “La Germania si esprimerà nelle prossime settimane sulla raccomandazione della Commissione europea per l'avvio dei negoziati di adesione all'Ue dell'Albania. Prima sarà necessario capire se ci siano ancora cose da fare, se ci siano stati sufficienti progressi e dopo averne discusso con i nostri omologhi europei", ha dichiarato il cancelliere tedesco nella conferenza stampa congiunta con il premier albanese. Merkel ha riconosciuto "il progresso fatto dal paese. L'Albania ha dato il via ad importanti progetti di riforme", menzionando il processo di rivalutazione dei magistrati, e la sua attuazione anche tra le file della polizia.

"La Germania desidera sostenere l'Albania e vuole essere utile in modo da poter realmente vedere quel progresso necessario che ci permetta una decisione a giugno", ha sottolineato Merkel. Da parte sua il premier Rama è stato esplicito nelle sue affermazioni quando ha dichiarato di essere giunto a Berlino "per esprimere alla cancelliera Merkel la mia convinzione che l'Albania non deve perdere altro tempo in attesa dell'avvio dei negoziati di adesione, perché lo abbiamo già guadagnato", ha detto Rama ribadendo sul fatto che la raccomandazione della Commissione europea "è incondizionata".

Anche oggi Rama è tornato sulla questione osservando che “i paesi membri dell'Unione europea non devono negare all'Albania l'opportunità di avviare i negoziati di adesione". "Ci sono ancora politici europei che non hanno capito quello che noi vogliamo, e che interpretano erroneamente l'avvio dei negoziati, con l'adesione stessa. Non stiamo cercando un posto nella tribuna vip dell'Europa, ma vogliamo avviare un processo, che è simile ad un viaggio nell'inferno, per poter avere uno Stato moderno, istituzioni funzionanti e poteri che operano separatamente come previsto dalla nostra stessa Costituzione. Non c'è altra soluzione. Questa è l'unica cura, e questa cura non potrà esserci negata", ha sottolineato Rama durante un evento in occasione della Festa dell’Europa.

Altro paese che conta di poter ottenere l’apertura ufficiale dei negoziati di adesione all’Ue a giugno è la Fyrom, dopo la “svolta riformista” impressa dal governo guidato da Zoran Zaev e molto apprezzata dall'Ue. "La Macedonia ha ottenuto un sostegno forte da parte della Germania nel percorso di integrazione nella Nato e nell'Ue", ha dichiarato Zaev dopo il colloquio di fine febbraio con la Merkel. Il capo del governo di Skopje ha individuato nella "prosecuzione del percorso di riforme e nella soluzione alla disputa sul nome con la Grecia" gli elementi chiave per sbloccare l'adesione. "La Germania sostiene il percorso di integrazione della Macedonia e dei Balcani occidentali nell'Ue e nella Nato", ha dichiarato Merkel ricordando in questo senso l'attenzione della presidenza bulgara del Consiglio Ue ai Balcani occidentali, tema portante del vertice di metà maggio a Sofia. Interessante anche il fatto che la Merkel durante la conferenza stampa con Zaev dello scorso febbraio ha messo in guardia dall'influenza cinese nei Balcani: anche questa tematica riguarda un tema chiave per l'Ue, in grado di rafforzare la linea comune dei paesi membri favorevole all’integrazione della regione. (Kop)
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