ROMANIA
 
Romania: ministro Esteri Melescanu contro piani Ue per vincolare fondi europei a rispetto Stato di diritto
 
 
Bucarest, 04 feb 2018 09:30 - (Agenzia Nova) - La Romania e la Polonia sono contrarie a condizionare lo stanziamento dei fondi europei alla situazione relativa allo Stato di diritto e dall'indipendenza della giustizia. La posizione è emersa in settimana anche nell'incontro a Bucarest tra i ministri degli Esteri dei due paesi, il romeno Teodor Melescanu e il polacco Jacek Czaputowicz. "Collegare i fondi europei ad altri elementi sarebbe una grave trasgressione dei principi dell'Ue", ha detto il ministro Melescanu rispondendo ad una domanda relativa ai messaggi trasmessi da Bruxelles, stando ai quali lo stanziamento di fondi europei ad alcuni Stati potrebbe essere vincolato a modifiche nel campo della giustizia. Tale presa di posizione si inserisce in un contesto di tensioni nei rapporti tra i paesi dell'Europa orientale e l'Ue: sia Varsavia che Bucarest sono nel mirino di Bruxelles a causa dei cambiamenti che intendono operare proprio nel settore giudiziario.

"I fondi europei non rappresentano un favore al bilancio dell'Ue, al quale contribuiscono, a seconda delle loro forze ma con somme non indifferenti, sia la Romania che la Polonia", ha rimarcato il ministro romeno Melescanu. "Dal mio punto di vista sarebbe una grave trasgressione non solo dei Trattati, ma anche dei principi fondamentali dell'Ue, il cui obiettivo principale è la solidarietà e la garanzia della convergenza tra le economie degli stati membri", ha aggiunto. Secondo Melescanu, "evidentemente, la politica dei fondi di coesione, la politica agricola comune sono degli strumenti volti ad aumentare la convergenza tra le economie dei paesi più sviluppati dell'Ue e i nostri paesi. Non si tratta di alcuna opera di beneficenza".

Piuttosto critico sulla posizione del capo della diplomazia di Bucarest è stato il docente universitario Iulian, presidente del Centro per la prevenzione dei conflitti. "Si tratta di due mezze risposte", ha detto osservando che il ministro degli Esteri romeno "ha ragione quando parla dell'obiettivo dei rispettivi fondi, che sono destinati agli Stati meno sviluppati e con una capacità e una competitività più basse, appunto per aiutarli a svilupparsi e a raggiungere il livello medio europeo e il livello degli stati importanti dell'Europa". "Ma d'altra parte - ha aggiunto - l'inosservanza dei criteri dello Stato di diritto, dell'indipendenza della giustizia e del contrasto della corruzione solleva dei punti di domanda per quanto riguarda l'utilità di questi fondi".

Nel caso della Polonia, i segnali di Bruxelles sono molto più duri rispetto a quelli trasmessi, almeno fino ad ora, alla Romania. La trasgressione dello stato di diritto e dell'indipendenza della giustizia potrebbe generare un'eventuale attivazione dell'articolo 7 del Trattato Ue nei confronti di Varsavia, con conseguente rischio di una sospensione del diritto di voto per la Polonia nel Consiglio europeo. Il ministro romeno Melescanu ha presentato la posizione di Bucarest anche su questo tema nella conferenza stampa con l'omologo polacco: "Il nostro interesse e il nostro desiderio è che venga evitato un voto che non sarebbe di alcun aiuto a nessuno e creerebbe solo problemi dai quali nessuno avrà da guadagnare".

Stando al capo della diplomazia polacca, il suo paese ha ricevuto assicurazioni da altri Stati della regione, tra i quali l'Ungheria, sul fatto che non voteranno per l'attivazione dell'articolo 7. "Molti Stati membri dell'Unione europea hanno detto che vogliono evitare un voto sull'attivazione dell'articolo 7 del Trattato di Lisbona, e la Polonia proteggerà anche gli altri paesi dell'Ue nella regione, tra cui la Romania, se riterrà che vengono trattate in modo improprio", ha detto Czaputowicz. Al ministro polacco è stato chiesto se durante i suoi incontri con gli ufficiali di Bucarest abbia richiesto il sostegno in un eventuale voto sull'attivazione dell'articolo 7 del trattato Ue. "Non ho fatto una tale richiesta", ha chiarito Czaputowicz, sottolineando che "molti Stati membri" hanno indicato che "vorrebbe evitare un voto su questo tema".

"Un voto del genere potrebbe portare a una frammentazione dell'Ue - ha spiegato -. Quello che chiedo ai miei partner, tra cui il ministro romeno Melescanu, è di guardare oggettivamente i nostri argomenti, di essere consapevoli non solo della posizione della Commissione che, a nostro avviso è ingiusta e presenta fatti in modo errato, ma anche la posizione del governo polacco, che sarà presentato a breve ". "Voglio chiarire che, se ci fosse una situazione in cui è stata presa questa decisione di voto, la Polonia condurrà una campagna. E per quanto ne so, non solo l'Ungheria, ma anche altri Stati sono pronti a sostenerci. Non so quale sarà la posizione della Romania, discuteremo certamente di questo argomento. Credo, spero che non si arriverà a questa situazione ", ha sottolineato Czaputowicz.

Al contempo, il ministro di Varsavia ha sottolineato che "la Polonia difenderà anche altri paesi dell'Ue nella regione se riterrà che vengano trattati in modo inappropriato dalle istituzioni europee". "Questa è la nostra missione: se siamo solidali, se ci sosteniamo l'un l'altro, allora la nostra voce sarà ascoltata nelle sedi europee. Questo è il motto generale della nostra politica estera", ha aggiunto Czaputowicz osservando che il sostegno verrà offerto anche alla Romania, "se avrà ragione". "Si tratta di un tentativo di utilizzare dei doppi standard, cosa con la quale non possiamo essere d'accordo. In queste sfide, sosterremo anche la Romania", ha assicurato Czaputowicz.

Dopo la conferenza stampa, il capo della diplomazia di Bucarest ha tenuto a sottolineare che "esiste un consenso nazionale" sul fatto di non accettare idee che promuovono un concetto di Unione europea basata sulla geometria variabile, con Stati parte di uno "zoccolo duro" e altri relegati alla "periferia". E la Romania "non è sola in questa battaglia", ha affermato Melescanu. "La Romania offre un contributo importante; un contributo che paghiamo annualmente e che non è privo di valore", ha precisato il ministro degli Esteri rimarcando che "la Romania ha dato all'Unione europea un sostegno economico speciale".

"L'apertura del mercato romeno è stato per molti paesi dell'Unione europea una grande opportunità di venire in Romania e fare impresa; la stragrande maggioranza dei benefici sono poi ritornati nel paese in cui questi investimenti sono stati fatti. Se mettiamo su una bilancia i fondi che la Romania ha ricevuto e i profitti che sono stati realizzati in Romania a causa dell'apertura della nostra economia verso i paesi dell'Ue non credo che l'Unione sia la parte che ha perso", ha detto Melescanu aggiungendo di avere già discusso dell'argomento anche con il commissario europeo per le Politiche regionali, Corina Cretu. (Rob)
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