FYROM
 
Fyrom: stampa locale, accordo di questa notte apre nuova fase storica per il paese
 
 
Skopje, 15 lug 2015 14:40 - (Agenzia Nova) - L’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) entra in una nuova fase storica della sua esistenza. E’questa la reazione della stampa locale all’accordo raggiunto nella notte che “risolve la più grave crisi politica dal momento dell’indipendenza”. L’intesa tra i leader dei principali partiti politici della Fyrom è stata trovata dopo dieci ore di negoziati con la mediazione del commissario Ue per l’Allargamento Johannes Hahn. In base all’accordo nella Fyrom si svolgeranno elezioni anticipate il 24 aprile 2016 e verrà formato un governo ad interim a cento giorni da questa data, non oltre il 15 gennaio 2016. Altra condizione essenziale è quella del ritorno dell’opposizione in parlamento: il partito Unione socialdemocratica di Macedonia (Sdsm), guidato da Zoran Zaev,tornerà a partecipare ai lavori in parlamento a partire dal prossimo primo settembre.

”Oggi è un ottimo giorno per il paese e si aprono le porte per l’integrazione euro-atlantica.”, ha dichiarato Hahn, principale artefice della soluzione alla crisi politica nella Fyrom. “Credo che sia un momento perfetto per il paese. La comunità internazionale ha riconosciuto che è necessario aiutare il paese, a condizione che Skopje porti avanti le riforme necessarie”, ha dichiarato Hahn aggiungendo che nei prossimi mesi saranno esaminati a Bruxelles i progressi del paese in vista della possibile apertura dei negoziati d’adesione.

“Questo è un passo importante nel superamento della crisi politica e per affrontare le sfide che deve affrontare il paese. I leader politici del paese devono ora attuare in buona fede le previsioni di questo accordo. La Commissione europea e il Parlamento europeo monitoreranno da vicino l’attuazione di questo accordo nei prossimi mesi. Gli sviluppi saranno discussi anche in un incontro per il dialogo sull’adesione che si terrà a settembre”, si legge in un comunicato pubblicato da Skopje dalla Commissione europea e dai tre membri del parlamento europeo che hanno partecipato ai negoziati di Skopje, Ivo Vajgl, Richard Howit ed Eduard Kukan.

L’accordo è stato salutato come un successo da tutti i leader politici del paese. “La crisi politica in Macedonia è stata risolta, la prospettiva europea del paese rimane aperta e l’economia continuerà a crescere con nuovi posti di lavoro e investimenti”, ha detto Gruevski precisando che “al fine di evitare ogni scusa sui risultati delle prossime elezioni abbiamo deciso per l’elezione, il prossimo 20 ottobre, di un ministro dell’Interno tecnico non legato ad alcun partito politico”, ha detto Gruevski.

“Elezioni anticipate si svolgeranno il prossimo 24 aprile ed in quell'occasione i cittadini eleggeranno un nuovo governo in maniera democratica”, ha dichiarato Zaev sottolineando come Gruevski lascerà l’incarico di primo ministro entro la fine dell’anno ed un nuovo primo ministro sarà nominato il 15 gennaio 2016. Secondo l'accordo del 14 luglio, il nuovo primo ministro sarà eletto dal partito Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), mentre il partito di Sdsm potrà nominare cinque ministri del governo ad interim che traghetterà il paese alle elezioni anticipate.

Un nuovo ministro dell’Interno verrà nominato invece su indicazione del partito di Zaev, anche se si dovrebbe trattare di un tecnico accettato anche da Gruevski. Questa condizione è stata posta per sbloccare il negoziato su un altro punto cruciale, ossia quello della fine del boicottaggio dell’opposizione ai lavori parlamentari. Il partito Sdsm nominerà anche un nuovo ministro del Lavoro e delle politiche sociali, mentre il Vmro-Dpmne nominerà i vice ministri in entrambi i ministeri, con un diritto di intervenire su tutte le questioni legate alle elezioni. Il partito Sdsm nominerà invece dei vice ministri al ministero delle Finanze, al ministero dell’Agricoltura ed al ministero della Società dell’Informazione. Gli altri ministri del partito di Gruevski dovrebbero mantenere il loro incarico fino al giorno delle elezioni.

L'accordo prevede inoltre la nomina di un nuovo pubblico ministero, il prossimo 15 settembre, con il compito di svolgere un ruolo decisivo nella vicenda delle intercettazioni telefoniche. “Il nuovo pubblico ministero agirà in maniera trasparente e in collaborazione con la commissione parlamentare preposta. Il contenuto dei materiali sarà reso disponibile al pubblico”, ha detto Zaev. La questione delle intercettazioni è un altro aspetto cruciale della scena politica della Fyrom e dello scontro tra il leader dell’opposizione ed il premier. I documenti riguarderebbero intercettazioni telefoniche disposte negli anni scorsi da Gruevski nei confronti di esponenti dei media, della magistratura, leader religiosi, nonché ministri del suo stesso governo. Con la decisione di nominare un nuovo pubblico ministero, incaricato di gestire la vicenda delle intercettazioni, le indagini per fare luce su questa vicenda dovrebbero ora essere portate avanti in maniera indipendente nell’interesse dei cittadini.

Reazioni di soddisfazione per la risoluzione della situazione nella Fyrom si sono avute anche negli Stati Uniti. Hahn ha contattato l’assistente del segretario di Stato Usa per gli affari Europei, Victoria Nuland, che si era recata a Skopje il giorno prima del Commissario Ue. La Nuland aveva incontrato a Skopje i quattro leader dei principali partiti politici macedoni. “E’ tempo di porre fine alla crisi politica. Noi negli Stati Uniti siamo molto lieti di poter lavorare con l’Ue, l’ambasciatore Usa Jess Baily sta lavorando molto da vicino con il commissario Ue Johannes Hahn per riavvicinare le parti intorno ad un pacchetto di riforme che portino avanti il paese nel processo di integrazione euro-atlantica", aveva dichiarato la Nuland.

Intanto sedici rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti hanno presentato oggi una lettera al segretario di Stato John Kerry, richiamando il dipartimento di stato a sostenere l’ingresso di Skopje nella Nato. Il sostengo di Washington è cruciale in un momento importante per il paese balcanico che sembra uscire fuori dalla crisi politica grazie all’accordo per elezioni anticipate trovato nella notte. “Nei 24 anni di indipendenza per la Macedonia, è sempre stata ricercato una stretta collaborazione con gli Stati Uniti e con la Nato. La Macedonia ha attuate riforme adeguate per entrare nella Nato. Nonostante ciò il paese non è stato ancora invitato ad entrare nell’organizzazione a causa dell’opposizione di un solo stato membro”, si legge nella lettera inviata a Kerry dai sedici membri del Congresso appartenenti sia al partito Democratico che a quello Repubblicano.

Anche il ministro degli Esteri albanese Ditmir Bushati ha salutato con favore l’accordo raggiunto nella notte a Skopje fra i leader politici per la soluzione della crisi che ha investito da mesi l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom). “L’accordo di Skopje è una buona notizia. I leader politici hanno concordato di superare la crisi democratica e di procedere verso l’integrazione europea. Congratulazioni!”, scrive Bushati su Twitter.

Questo accordo sembra porre fine alla prolungata crisi politica nel paese balcanico: le forze d'opposizione non partecipano ai lavori parlamentari dal momento della rielezione del premier Gruevski nell'aprile del 2014. L'attuale premier è al potere da nove anni e nonostante la vicenda delle intercettazione non sembra temere le nuove elezioni. Gli ultimi sondaggi pubblicati dall’Istituto repubblicano internazionale (Iri), con sede a Washington, vedono il partito attualmente al governo, Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale macedone (Vmro-Dpmne), al primo posto nelle preferenze dei cittadini macedoni con il 23 per cento dei consensi, in calo rispetto al 42,98 per cento delle ultime elezioni parlamentari. (Mas)
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