LIBIA
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Libia: il “grande fiume sotterraneo” di Gheddafi, arma nella battaglia di Tripoli (7)
 
 
Tripoli, 23 mag 11:55 - (Agenzia Nova) - Poteva essere un colpo mortale per la Kellogg Brown & Root e per quella che il "Financial Times" aveva definito “l’utopia del colonnello”. Ma, a dimostrazione che "business is business", la società americana passò la commessa alla sua filiale britannica associata con un’altra impesa anglo-statunitense, la Price Brothers, e il contratto andò avanti. L’Europa, infatti, non aderì alle sanzioni Usa se non per la vendita di armi: i rapporti commerciali con la Libia erano troppo forti per molti paesi europei, Italia compresa. E italiana fu anche una società – la Soilmec – che, almeno secondo gli americani, realizzò una triangolazione per far arrivare una dozzina di sistemi di scavo per pozzi dagli Usa al deserto libico. Ma nella storia della costruzione del “Grande fiume artificiale” c’è anche un retroscena degno dei migliori film di spionaggio e, per la verità, mai completamente chiarito. Gli esperti del Dipartimento di Stato e della Difesa Usa ipotizzarono che il mega-acquedotto poteva nascondere un sistema di gallerie da utilizzare anche per scopi militari. (segue) (Lit)
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