LIBIA
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Libia: il “grande fiume sotterraneo” di Gheddafi, arma nella battaglia di Tripoli (9)
 
 
Tripoli, 23 mag 11:55 - (Agenzia Nova) - Robert Waller, un esperto del National Security Council, nel 1997, disse che – almeno in quel punto – il “Grande fiume artificiale” altro non era se non “un’estensione di Tarhuna”. Il sospetto degli statunitensi, insomma, era che una parte del mega-acquedotto fosse un impianto militare. "Jane's Defense Weekly" scrisse che “Gheddafi aveva imparato la lezione di Kim Il-sung, il dittatore nordcoreano grande specialista delle strutture militari sotterranee”. Del resto, era noto che il colonnello, dopo il bombardamento statunitense della sua residenza nella caserma di Bab al Azizia, dove era stata uccisa anche una sua figlia adottiva, si era fatto costruire un bunker sotterraneo via via diventato una vera e propria cittadella con gallerie che arrivano fino al vicino aeroporto internazionale di Tripoli. Da allora sono passati otto anni. Ma il “Grande fiume sotterraneo” torna a far parlare di sé. (Lit)
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