ALBANIA
 
Albania: presidente Meta fa appello al dialogo, "non è momento per prove di forza"
 
 
Tirana, 20 giu 16:25 - (Agenzia Nova) - Il presidente albanese Ilir Meta ha rivolto oggi un appello al dialogo alla maggioranza di centro sinistra del premier Edi Rama e all'opposizione di centro destra guidata da Lulzim Basha. "Sono passati ormai dieci giorni da quando è in vigore il decreto del presidente della Repubblica per l'annullamento della data delle elezioni, teso a calmare la situazione e creare le opportunità di un dialogo che normalizzerebbe la situazione politica e creerebbe l’opportunità per una nuova data per delle elezioni amministrative inclusive e democratiche", precisa la dichiarazione del capo dello Stato.

Meta ha ribadito che "non è il momento di fare prove di forza, né di retoriche che dividono e provocatorie, ma di maturità e alta responsabilità per gli interessi nazionali del paese e la continuità del processo di integrazione europea, quale un obiettivo nazionale di tutti gli albanesi". Sottolineando l’indispensabilità del dialogo, il presidente della Repubblica si è detto disposto "a contribuire per una soluzione il prima possibile". La maggioranza di centro sinistra ritiene però che il capo dello Stato sia stato schierato con l'opposizione. "Con il suo decreto Meta ha gettato benzina al fuoco", ha dichiarato oggi Rama. L'opposizione che ha boicottato le amministrative, sta cercando di ostacolare il processo dei preparativi, sostenendo che "a seguito della decisione del presidente della Repubblica, nel paese non possono svolgersi le elezioni".

Nelle ultime 48 ore, gran parte dei comuni amministrati dal centro destra hanno chiesto che gli spazi pubblici, in cui risiedono le commissioni elettorali di zona, vengano liberati. In numerose città del paese, le sedi delle commissioni elettorali zonali sono state oggetto di assalti da parte di gruppi di alcune decine di sostenitori dell'opposizione. In alcuni casi si sono registrati anche duri scontri con la polizia. "Nessun stupore sul fatto che il presidente della Repubblica non ha speso una parola sulla violenza talebana nei confronti delle commissioni elettorali zonali. Forse si aspetta atti ancor più violenti", ha scritto su Twitter, il sottosegretario alle Relazioni con il parlamento Elisa Spiropali, replicando alla dichiarazione di Meta.

La maggioranza ha dichiarato che l'atto del presidente della Repubblica è "nullo", ed ha avviato intanto anche le procedure per la sua rimozione dall'incarico. La richiesta di 55 suoi deputati è passata all'esame della Commissione affari legislativi. Il regolamento del parlamento, prevede poi l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta, il cui rapporto poi dovrebbe essere varato in aula da almeno due terzi del parlamento, ossia 94 deputati. La maggioranza conta 78 seggi e occorrerebbe quindi convincere almeno 16 rappresentanti dell'opposizione per raggiungere il quorum necessario. Tuttavia, la decisione del parlamento dovrebbe essere convalidata dalla Corte costituzionale, che al momento non è in funzione, in quanto otto dei suoi nove membri sono stati rimossi nell'ambito del processo di rivalutazione dei magistrati previsto dalla riforma giudiziaria. (Alt)
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