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Imprese: 20mila startup innovative nate in Lombardia tra 2009 e 2017 (2)
 
 
Milano, 16 lug 13:12 - (Agenzia Nova) - La Lombardia è una buona culla per le startup, anche se le imprese qui hanno una crescita meno dirompente che negli altri paesi europei. “Abbiamo fatto grandi passi avanti e rispetto a 4/5 anni fa siamo in un altro pianeta, ma quando ci confrontiamo con gli altri territori europei con cui siamo in competizione, capiamo che abbiamo ancora tantissimo da imparare: per esempio gli investimenti in corporate venture capital sono quasi il doppio in Spagna, che è un’economia più piccola della nostra, senza parlare della Francia o di altri Paesi”, ha osservato Venturi. Altro punto debole delle startup lombarde è il loro tasso di sopravvivenza, che a fine 2017 era appena superiore all’80 per cento, contro il 90 per cento di Baden-Württemberg, Bayern, Cataluña. E l’esito non cambia se si analizza il rischio chiusura, che in Lombardia si mantiene alto anche per le startup più mature, cioè quelle con 5-7 anni di vita. Basti pensare che il 4,4 per cento delle startup al settimo anno rischia ancora di chiudere, invece le startup tedesche, già dopo il terzo anno di vita, registrano un crollo del rischio di chiusura che dal 3,5 per cento scende all’1,0 per cento circa al settimo anno di vita. La chiusura di un’attività, però, non è necessariamente negativa, se aiuta a concentrare le risorse finanziare nei progetti davvero innovativi. “Il tema della sopravvivenza dal mio punto di vista lo dobbiamo affrontare con la visione americana: negli Stati Uniti, che sono la quintessenza dell’innovazione, le startup vengono uccise se non crescono abbastanza velocemente, perché gli stessi capitali possono essere utilizzati per progetti ancora più innovativi. Qui da noi invece c’è la tendenza a continuare a finanziare progetti che languono: magari stanno in piedi, vanno avanti, ma non sono estremamente innovativi. Il tema non è la sopravvivenza, in cui non siamo male, ma quanto crescono verticalmente e su quello abbiamo ancora tanto da fare”, ha spiegato il vicepresidente di Assolombarda. (segue) (Rem)
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