GIAPPONE
 
Giappone: elettori al voto per il rinnovo di metà della camera alta
 
 
Tokyo, 21 lug 09:57 - (Agenzia Nova) - Gli elettori giapponesi votano oggi per il rinnovo di circa metà dei seggi (124 su 245) della Camera dei consiglieri, la camera alta della Dieta, il parlamento bicamerale (l’altra, la bassa, è la Camera dei rappresentanti): una consultazione elettorale considerata un test per il primo ministro, Shinzo Abe, al governo da sei anni e mezzo, e per le sue ambizioni di riformare la Costituzione pacifista post bellica esplicitando il ruolo delle Forze di autodifesa, le forze armate. Il suo Partito liberaldemocratico (Ldp) e il partner di coalizione Komeito hanno bisogno di una maggioranza di due terzi per la riforma della carta costituzionale. Un successo, inoltre, assicurerebbe la stabilità dell’esecutivo; a novembre Abe potrebbe superare il record di durata in carica di un premier, ora di Taro Katsura, il cui mandato durò 2.886 giorni.

Una questione potrebbe essere determinate per l’esito del voto: l’annuncio dell’aumento dell’Iva dall’otto al dieci per cento a partire da ottobre, motivato dal governo con la necessità di coprire i costi della sicurezza sociale e dell’educazione prescolare gratuita. Al contestato rincaro dell'imposta sul valore aggiunto si collega anche un altro tema di scontro tra i partiti, quello della sostenibilità del sistema previdenziale, oggetto di aspre polemiche di recente, innescate da un allarmante rapporto dell’Agenzia per i servizi finanziari. Secondo i sondaggi più recenti, la coalizione conservatrice che sostiene Abe dovrebbe mantenere un’ampia maggioranza, anche se resta in dubbio la capacità dei partiti favorevoli alla riforma della Costituzione di acquisire il controllo dei due terzi dei seggi.

Un’indagine dall’agenzia di stampa “Kyodo News”, che ha coinvolto 54.050 famiglie, prevede che il Partito liberaldemocratico e Komeito si aggiudicheranno più di 63 dei 124 seggi in palio. Il Partito costituzionale democratico, principale formazione politica di opposizione, dovrebbe aggiudicarsi invece almeno 20 seggi. Il partito Nippon Ishin no Kai, formazione che non aderisce alla maggioranza di governo, ma ne appoggia i piani di revisione del testo costituzionale, dovrebbe aumentare a sua volta la propria rappresentanza parlamentare. I partiti favorevoli alla riforma costituzionale dovranno aggiudicarsi almeno 85 dei seggi interessati dal voto per ottenere i due terzi dei seggi della camera, necessari al processo di emendamento costituzionale, che prevede la maggioranza qualificata di entrambe le camere e un referendum confermativo.

I membri della camera alta sono eletti per sei anni e la camera viene rinnovata per metà a intervalli triennali. Dei 124 seggi contesi oggi 74 verranno assegnati tramite voti singoli non trasferibili nelle circoscrizioni prefetturali; altri 50, invece, verranno assegnati tramite un sistema proporzionale su base nazionale. L’Ldp è in ampio vantaggio in circa il 70 per cento dei distretti prefetturali a singolo seggio, secondo l’ultimo sondaggio effettuato dal quotidiano “Nikkei”. L’Ldp dovrebbe aggiudicarsi anche almeno un seggio in ciascuno dei distretti più grandi, che ne assegnano da due a sei, e punta a conquistarne in alcuni casi un secondo. Per quanto riguarda la rappresentanza proporzionale, l’Ldp potrebbe ottenere più dei 19 seggi delle passate consultazioni. Il partito Komeito, che controlla undici dei seggi prossimi al rinnovo dovrebbe aumentare a sua volta la propria rappresentanza. Insieme i due partiti dovrebbero conquistare più dei 63 seggi necessari a disporre della maggioranza semplice.

L’ultimo sondaggio effettuato dal quotidiano “Nikkei” ha rilevato un consenso del 49 per cento al governo in carica, e un tasso di disapprovazione del 35 per cento. Per quanto riguarda invece la riforma della Costituzione, l’opinione pubblica è spaccata: 38 per cento i favorevoli e altrettanti i contrari. La riforma della Costituzione è sostenuta dal 59 per cento degli elettori dell’Ldp e dal 40 per cento di quelli del partito Komeito. Tuttavia, il 77 per cento dei sostenitori del principale partito di opposizione, il Partito costituzionale democratico, sono contrari alla proposta, così come il 76 per cento dei sostenitori del Partito comunista giapponese. Alle elezioni prendono parte in tutto sette partiti.

I partiti di opposizione hanno scelto di cooperare e presentare candidature comuni nelle 32 circoscrizioni a seggio singolo, ma paiono destinati a una netta sconfitta quasi ovunque, ad eccezione della regione del Tohoku, nel Nord del Giappone. Le formazioni di opposizione hanno incentrato il loro messaggio sui bilanci familiari, contestando i piani del governo per l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto. La coalizione conservatrice al governo, invece, ha posto al centro della propria agenda la politica estera e di sicurezza, oltre a promuovere la continuità amministrativa. (Git)
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