GIAPPONE-COREA DEL SUD
 
Giappone-Corea del Sud: Pechino sollecita a superare disputa tramite il dialogo
 
 
Pechino, 22 ago 04:19 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri della Cina, Wang yi, ha esortato Giappone e Cina a cercare una soluzione alla crisi nelle loro relazioni diplomatiche “tramite il dialogo”, nel timore che il clima di crescente ostilità tra Tokyo e Seul possa minare la stabilità economica regionale. I ministri degli Esteri dei tre paesi si sono incontrati ieri a Pechino per il nono trilaterale dei capi della diplomazia di quei paesi. Il ministro degli Esteri del Giappone, Taro Kono, ha chiesto a sua volta a Cina e Corea del Sud di rafforzare la cooperazione trilaterale, mentre l’omologo sudcoreano, Kang Kyung-wha, ha commentato con durezza i controlli alle esportazioni verso la Corea del Sud varati dal governo giapponese. Un funzionario del governo giapponese ha dichiarato a margine dell’incontro che Kono ha esortato le controparti ad “astenersi” dal sollevare questioni bilaterali in occasione degli incontri trilaterali.

I ministri degli Esteri di Cina, Giappone e Corea del Sud hanno intrapreso ieri a Pechino un incontro trilaterale, teso a discutere le opportunità di cooperazione a tre e un possibile summit tra i leader dei rispettivi paesi. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha dichiarato lunedì che Pechino punta ad approfondire la cooperazione pragmatica con i due paesi vicini in molteplici campi. Al centro delle discussioni ci sarà probabilmente anche il processo di denuclearizzazione della Penisola coreana. L’incontro di ieri giunge in un contesto di grave deterioramento delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Corea del Sud, i cui ministri degli Esteri – Taro Kono e Kang Kyung-wha – hanno tenuto un faccia a faccia a margine della trilaterale.

Il governo cinese sta tentando di ricorrere alla propria influenza regionale per agire da mediatore nell’aspra disputa commerciale in atto tra Giappone e Corea del Sud. I controlli alle esportazioni tra i due paesi saranno al centro dell’agenda della ministeriale trilaterale che si terrà a Pechino da domani. Domenica i media di Stato cinesi hanno pubblicato una serie di commenti di esperti ed editoriali che sollecitano per la Cina un ruolo di arbitraggio della disputa. “La Cina ha sempre giocato un ruolo attivo nell’integrazione economica regionale, ed è per questa ragione che la Cina potrebbe agire da mediatore per aiutare Giappone e Corea del Sud a trovare un compromesso”, ha scritto ad esempio sul “Global Times” Chen Youjun, direttore dell’ufficio per l’economia regionale presso gli Istituti per gli studi internazionali di Shanghai. L’accademico ha ipotizzato la promozione di un accordo di libero scambio trilaterale come via per “allentare le pressioni nazionaliste” in Giappone e Corea del Sud. Pechino sembra puntare anche ad un ruolo di supplenza degli Stati Uniti, restii a intervenire nella disputa tra i due alleati asiatici nonostante una richiesta diretta di assisenza da parte di Seul.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, è tornato a contestare i controlli alle esportazioni imposti da Tokyo a Seul, definendoli una “rappresaglia economica ingiusta” alle dispute di ambito storico e diplomatico in atto tra i due paesi. Durante un incontro con alti funzionari della sua amministrazione, tenuto tre giorni prima del Gorno della liberazione, che commemora la fine del dominio coloniale giapponese sulla Penisola coreana, Moon ha affermato che la risposta di Seul alle misure adottate dal governo giapponese non deve essere dettata dalle emozioni, ma da rigorose valutazioni di lungo termine.

La Corea del Sud ha annunciato che intende escludere il Giappone dalla propria “lista bianca” di partner commerciali soggetti a procedure per l’export agevolate a partire dal prossimo settembre. La misura è una ritorsione per la decisione analoga assunta da Tokyo questo mese, e segna un ulteriore inasprimento della grave crisi diplomatica e commerciale in atto tra i due vicini asiatici. L’esclusione di Tokyo dalla “lista bianca” comporterà un irrigidimento e un potenziale allungamento dei processi per l’autorizzazione delle esportazioni sudcoreane verso il Giappone legate alla produzione di armamenti e ai macchinari industriali, secondo quanto riferito tramite una nota dal ministero del Commercio di Seul.

Il governo della Corea del Sud ha deciso di accelerare l’adozione di misure di stimolo per un importo complessivo pari a 273,2 miliardi di won (226 milioni di dollari), per aiutare l’economia nazionale a sostenere gli effetti delle ostilità commerciali in atto con il Giappone. La decisione è stata assunta nel corso di una riunione straordinaria del Gabinetto guidato dal presidente sudcoreano, Moon Jae-in. I fondi verranno destinati perlopiù alla diversificazione dei fornitori internazionali e alla localizzazione della produzione di materiali e componenti che ad oggi vengono importati dal Giappone. Il pacchetto di misure di stimolo è parte di un bilancio aggiuntivo pari a 5.830 miliardi di won teso a reggere l’economia nazionale, in previsione dei ritardi nelle importazioni strategiche dal Giappone a seguito della decisione adottata da Tokyo venerdì scorso, 2 agosto, di rimuovere formalmente la Corea del Sud dalla “lista bianca” dei partner commerciali del Giappone.

Seul ha espresso “profondo rammarico” per la decisione del Giappone di imporre ulteriori vincoli alle esportazioni verso quel paese, rimuovendo Seul dalla lista dei partner commerciali privilegiati di Tokyo. “D’ora in poi, il nostro governo risponderò alle ingiuste misure del Giappone con un atteggiamento risoluto, ha dichiarato la portavoce della presidenza sudcoreana, Ko Min-jung. Il ministero degli Esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, ha avvertito venerdì 2 agosto, durante un incontro con l’omologo giapponese Taro Kono, che Seul potrebbe essere costretta a riconsiderare la cooperazione con il Giappone nel campo della sicurezza. “Dal momento che le restrizioni al commercio sono state adottate dal Giappone citando ragioni di sicurezza, ci vedremo costretti a rivedere la struttura della cooperazione alla sicurezza tra Corea del Sud e Giappone”, ha affermato il ministro.

Il Giappone ha deciso di revocare lo status di partner commerciali privilegiato concesso alla Corea del Sud, che consentiva a quest’ultima di acquistare merci dal potenziale impiego militare senza alcun controllo o vincolo aggiuntivo. La decisione, attesa da giorni, è stata annunciata da membri dell’Ufficio di gabinetto giapponese, e va ad aggravare ulteriormente la crisi diplomatica in atto tra i due vicini asiatici, nonostante il tentativo di mediazione intrapreso dagli Stati Uniti negli ultimi giorni. Washington teme in particolare che la crescente ostilità tra i due alleati asiatici, legata al riemergere di dispute storiche relative al periodo dell’occupazione coloniale giapponese della Penisola coreana, possa compromettere la capacità di gestire la minaccia balistica della Corea del Nord, riemersa nei giorni scorsi con una serie di test balistici effettuati da Pyongyang. Tra le categorie di merci giapponesi che non potranno più essere esportate in Corea del Nord tramite procedure semplificate figurano una serie di applicazioni tecnologiche potenzialmente destinabili all’impiego militare.

Gli Stati Uniti hanno sollecitato Giappone e Corea del Sud a valutare la firma di un “accordo di sospensione” delle dispute diplomatiche e commerciali, che dia tempo ai due paesi di organizzare un confronto negoziale prima dell’ulteriore precipitare delle relazioni tra i due vicini asiatici. Lo hanno riferito fonti governative alla stampa Usa la scorsa settimana, in concomitanza con l’annuncio, da parte del segretario di Stato Mike Pompeo, che terrò un incontro a tre con gli omologhi di Giappone e Corea del Sud, Taro Kono e Kang Kyung-wha, a margine di incontri regionali in programma questa settimana in Thailandia, nel tentativo di disinnescare le tensioni tra i due paesi alleati degli Usa.

Imprese: maggiori produttori di chip mondiali vedono crollare vendite nel primo semestre I tre maggiori produttori di chip mondiali hanno visto calare i loro fatturati del 30 per cento nella prima metà del 2019, a causa dell’indebolimento della domanda mondiale e dei bruschi cali dei prezzi seguiti a due anni di boom del settore. E’ quanto emerge da un rapporto pubblicato oggi dalla società di analisi Ic Insights. Le aziende sudcoreane Samsung Electronics e Sk hynix e la compagnia statunitense Micron hanno scontato un brusco calo delle vendite nei primi sei mesi dell’anno, pari rispettivamente al 33 e al 35 per cento per Samsung e Sk hynix, e al 34 per cento per Micron. (Cip)
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