BRASILE
 
Brasile: incendi in Amazzonia, ministro Agricoltura "roghi causati da siccità"
 
 
Brasilia, 23 ago 19:22 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Agricoltura brasiliano, Tereza Cristina Dias, ha dichiarato che l'opposizione all'accordo commerciale tra Unione europea e Mercato comune dell'America meridionale (Mercosur) e la minaccia di embargo ai prodotti brasiliani fatta da alcuni leader europei, a seguito degli incendi che si stanno verificando in Amazzonia, preoccupa il settore agricolo brasiliano. "La notizia è molto preoccupante", ha affermato il ministro alla stampa a margine di un evento. Dias ha tuttavia sottolineato che i roghi si verificano tutti gli anni è che è necessario "abbassare la temperatura" della polemica internazionale. "In primo luogo, ogni anno si verificano roghi in Brasile. Una cosa è un rogo, un'altra è un incendio. C'è una differenza tra i due eventi. Stiamo vivendo un periodo di grande siccità come tutti gli anni nella regione nord. Siamo da sei mesi senza piogge. Quest'anno è più secco e ci sono più roghi. Penso che i leader europei dovrebbero prima sapere cosa sta succedendo e poi intraprendere qualsiasi tipo di azione", ha detto Dias.

Il ministro inoltre ha affermato che il Brasile non interferisce quando ci sono incendi in altri paesi e che il Brasile conosce l'importanza e si prende cura dell'Amazzonia. "Quando ci sono stati incendi per esempio in Portogallo, quest'anno ce ne sono stati molti anche in Siberia e in Europa, il Brasile non ha messo in discussione l'azione di quei governi. L'Amazzonia è importante. Il Brasile lo sa. Il Brasile si prende cura dell'Amazzonia", ha detto il ministro. "Se dovessimo avere bisogno di aiuto, chiederemo", ha aggiunto. Alla domanda sulla preoccupazione espressa dagli imprenditori del settore dell'agro-alimentare riguardo le misure protezionistiche contro i prodotti brasiliani minacciate da vari paesi europei, il ministro ha affermato che non si può dire che "l'agrobusiness brasiliano è il grande distruttore" dell'Amazzonia. "Non possiamo sostenere questa tesi solo perché ci sono degli incendi in corso", ha dichiarato.

Ieri, 22 agosto, il presidente dell'Associazione agroalimentare brasiliana, Marcello Brito, aveva dichiarato che gli operatori del settore temono che il Brasile sia seriamente a rischio di boicottaggi internazionali, a causa delle numerose critiche mosse da più parti per la politica ambientale del governo Bolsonaro. Per Brito, le polemiche che Bolsonaro ha in atto con altre capitali preoccupano i funzionari e gli uomini d'affari dell'agroindustria, in particolare quelli principalmente dipendenti dalle esportatori. "La sostenibilità è un tema considerato in modo molto diverso nel governo di Bolsonaro rispetto ai paesi europei. Questo scontro di interessi potrebbe avere gravi conseguenze, come la cancellazione dell'accordo di libero scambio tra il Mercosur e l'Unione europea", aveva detto Brito in un'intervista al quotidiano economico "Valor". Le sanzioni Ue sono solo "questione di tempo" diceva Brito ricordando una "chiara" regola di mercato: "se lasciamo uno spazio vuoto, qualcuno lo occuperà". Per Brito, il settore dovrà lavorare "all'unisono" per cercare di invertire il danno causato dalla percezione della politica ambientale del governo.

A conferma della previsione dell'associazione agroalimentare, sono arrivate stamattina le prese di posizioni di molti leader europei. Il primo ministro irlandese, Leo Varadkar, ha minacciato di opporsi alla ratifica dell'accordo commerciale raggiunto tra Ue e Mercosur lo scorso giugno, se il Brasile se non riesce a rispettare i suoi "impegni ambientali" e a contrastare la distruzione dell'Amazzonia. "L'Irlanda non voterà a favore dell'accordo di libero scambio Ue-Mercosur se il Brasile non riuscirà a rispettare i suoi impegni ambientali", ha dichiarato alla stampa. Critica nei confronti del Brasile anche la Finlandia, che ha la presidenza di turno dell'Unione europea (Ue). Il ministro delle finanze, Mila Lintila, ha dichiarato oggi, 23 agosto, che il paese sta cercando di trovare un modo per vietare l'importazione di carne brasiliana come risposta alla devastazione causata dagli incendi in Amazzonia. "L'Ue e la Finlandia dovrebbero esaminare con urgenza la possibilità di vietare le importazioni di carne brasiliana", ha affermato il ministero delle finanze.

In precedenza il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che Bolsonaro “ha mentito” sul suo impegno a favore dell’ambiente e che per questo Parigi si opporrà al trattato di libero scambio Unione europea-Mercosur. “Tenuto conto del comportamento del Brasile in queste ultime settimane, il presidente della Repubblica non può che constatare che il presidente Bolsonaro gli ha mentito in occasione del vertice di Osaka”, riferiscono fonti presidenziali citate dalla stampa francese. “Le decisioni del governo brasiliano in queste ultime settimane mostrano che Bolsonaro ha deciso di non rispettare i suoi impegni in favore della biodiversità”, ha aggiunto. “In queste condizioni la Francia si oppone all’accordo con il Mercosur”.

Alla vigilia del vertice del G20, tenuto a Osaka lo scorso 27 giugno, il presidente francese aveva detto che non avrebbe firmato un accordo commerciale con il Brasile se il presidente brasiliano avesse confermato l'uscita dall'accordo sul clima, minacciando di mettere a repentaglio il lavoro dei negoziati commerciali in corso tra l'Unione europea e il Mercosur. Il giorno successivo, al termine di un incontro con Macron, Bolsonaro aveva affermato che il Brasile "è e resterà" nell'accordo sul clima di Parigi.

Poche ore prima di annunciare la sua opposizione all'accordo commerciale il presidente francese aveva parlato degli incendi in corso nella regione amazzonica come di un'emergenza internazionale che merita di essere discussa durante i lavori del G7 del fine settimana. "La nostra casa brucia. Letteralmente", ha scritto Macron sul suo account Twitter. La cancelliera tedesca Angela Merkel si è detta favorevole alla proposta si Macron di inserire l'emergenza ambientale in Amazzonia tra i temi dell'agenda del G7. "Anche secondo la cancelliera l'acuta situazione di emergenza in cui si trova la foresta pluviale amazzonica deve fare parte dell'ordine del giorno. In questo il presidente francese ha la cancelliera totalmente dalla sua parte", ha detto il portavoce del governo federale Steffen Seibert, secondo quanto riferisce il quotidiano "Sueddeutsche Zeitung".

L'Ue, per parte sua, si è detta favorevole alla proposta del presidente francese Emmanuel Macron di discutere dell’emergenza ambientale in Amazzonia durante il G7. “La commissione è profondamente preoccupata. L’Amazzonia è la foresta pluviale più grande del mondo e ospita un decimo delle specie esistenti”, ha detto oggi la portavoce della Commissione Mina Andreeva parlando alla stampa. “Per questo salutiamo con favore la proposta di Macron di discutere la questione durante il meeting del G7. Siamo come sempre in contatto con le autorità brasiliane e boliviane e siamo pronti ad aiutare come possiamo, per esempio fornendo assistenza o attivando il nostro sistema di osservazione satellitare Copernicus”, ha aggiunto.

Riguardo alla proposta di alcuni paesi europei di bloccare l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercato comune dell'America del Sud (Mercosur) per fare pressione sul governo brasiliano, la portavoce Ue ha dichiarato che "l'accordo Ue-Mercosur è lo strumento migliore per ancorare il Brasile all'intesa di Parigi sul clima". Si tratta, ha aggiunto, "del primo accordo commerciale che include impegni vincolanti per implementare l'accordo di Parigi e altri accordi multilaterali".

In risposta alle critiche il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, ha dichiarato che il vero obiettivo dell'"ingiusta campagna ambientale internazionale" contro il Brasile è delegittimare la ricostruzione che il governo sta portando avanti nel paese. "La crisi ambientale sembra essere l'ultima arma rimasta nell'arsenale di menzogne della sinistra per soffocare il cambiamento", ha detto il ministro in una serie di tweet pubblicati sul suo account ufficiale. "Incapace di convincere gli elettori brasiliani, la sinistra si rivolge ai suoi alleati nei media internazionali e alla cassa di risonanza di ambientalisti radicali (manipolati da decenni di propaganda) per attaccare il loro paese e mettere in discussione la loro sovranità", ha aggiunto. "Il governo Bolsonaro sta aprendo l'economia, riformando radicalmente lo stato, eliminando la corruzione, combattendo il crimine, liberando le energie del paese, concludendo accordi e formando nuovi partenariati e alleanze con paesi chiave in tutto il mondo", prosegue il ministro. "Molte forze nazionali e internazionali vogliono ri-colonizzare il Brasile. Non ci riusciranno", conclude il ministro.

Gli incendi che stanno devastando l'Amazzonia hanno avuto origine nello stato brasiliano di Rondonia e provocato vivo allarme in tutta la regione. Le fiamme, divampate da almeno due settimane, si espandono nei paesi vicini, come Paraguay, Perù e Bolivia. Nel cosiddetto "polmone del mondo", segnala il programma anti-incendi dell'Istituto nazionale della ricerca spaziale (Inpe), si sono concentrati il 52,5 per cento degli incendi divampati tra gennaio e agosto 2019 in tutto il Brasile. Si tratta del 82 per cento di roghi in più rispetto ai primi otto mesi del 2018. "Il 30,1 per cento si è registrato nel Cerrado e il 10,9 per cento ha interessato la foresta atlantica. Tra il primo gennaio e il 18 agosto di quest'anno ci sono stati 71.497 incendi, l'82 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2018. Di questi 13.641, il 19 per cento del totale, si sono registrati nel Mato Grosso. Lo stato maggiormente colpito dagli incendi è stato il Mato Grosso, seguito da Parà, Amazzonia e Amapà". (Brb)
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