PERù
 
Perù: autorità giudiziarie confermano domiciliari per ex presidente Kuczynski
 
 
Lima, 23 ago 18:46 - (Agenzia Nova) - Le autorità giudiziarie peruviane hanno confermato i domiciliari per l’ex presidente Pedro Pablo Kuczynski, respingendo la richiesta del procuratore José Perez, che aveva chiesto di trasferire in carcere l’ex capo dello stato, indagato per il suo presunto coinvolgimento nel maxi scandalo di corruzione che vede coinvolta la compagnia di costruzioni brasiliana Odebrecht. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Andina”. Kuczynski, secondo la procura, aveva violato le condizioni della sua detenzione ai domiciliari.

L'ex presidente è ritenuto responsabile di aver riciclato circa 100 mila dollari legati agli appalti irregolari per la costruzione della autostrada interoceanica Perù-Brasile e del progetto di irrigazione Olmos. L'illecito sarebbe stato compiuto durante il governo Toledo, quando Kuczynski era ministro dell'Economia. Kuczynski, che ha compiuto 80 anni, è sottoposto a una custodia cautelare di 36 mesi in attesa di processo, ma denuncia diversi problemi di salute. A fine aprile "Ppk" era stato operato d'urgenza per un'insufficienza cardiaca, e quindi relegato ai domiciliari.

Lo scandalo Odebrecht ha coinvolto diversi esponenti politici di primo piano in Perù. Lo scorso 16 luglio l'ex presidente del Perù, Alejandro Toledo, è stato arrestato negli Stati Uniti nell'ambito del processo di estradizione richiesto da Lima per un presunto reato di corruzione. L'arresto di Toledo, capo dello stato tra il 2001 e il 2006, è stato eseguito in California su ordine del giudice Thomas S. Hixson in omaggio a una richiesta di estradizione che lo stato peruviano aveva inoltrato nel febbraio 2017 a seguito dell'ordine di carcerazione preventiva di 18 mesi emesso per poter procedere a un processo.

L'ex capo dello stato è accusato di aver ricevuto tangenti milionarie per concedere alla impresa ingegneristica brasiliana Odebrecht due corposi appalti nella costruzione della "Carretera interoceanica", importante progetto autostradale fra Perù e Brasile progettato per tagliare in orizzontale il subcontinente. Un'accusa basata sulle dichiarazioni che l'ex consigliere delegato Odebrecht in Perù, Jorge Barata, ha reso permettendo l'apertura di numerosi fascicoli nella giustizia del paese andino. Il denaro sarebbe transitato sui conti bancari dell'ex imprenditore israeliano, Josef Maiman, attraverso le sue imprese in paradisi fiscali.

Lo scorso 8 maggio la procura peruviana ha chiesto una condanna a venti anni di carcere per l'ex presidente Ollanta Humala. Nel dispositivo firmato dal titolare del pool "Lava Jato" si chiedono anche 26 anni per la moglie di Humala, Nadine Heredia e altre nuove persone. Il caso nasce dalle indagini condotte su presunti finanziamenti illeciti versati dalla multinazionale brasiliana alle campagne presidenziali del Partito nazionalista (Pnp). La procura, riferiscono i media locali, accusa Humala ed Heredia di essere coautori del reato di riciclaggio di denaro di provenienza illecita, speso nelle campagne presidenziali del 2006 e del 2011. All'ex first lady si contesta inoltre il reato aggiuntivo di riciclaggio tramite occultamento. Analoghe le ipotesi di reato per gli altri imputati con pene che vanno dai dieci ai 26 anni. La pubblica accusa chiede inoltre lo scioglimento del Pnp di cui Humala è presidente, e della impresa Todo Graph, persone giuridiche che sarebbero state utilizzate per portare a compimento il reato.

Secondo le rivelazioni rese dal dirigente peruviano della Odebrecht, Barata, l'azienda brasiliana avrebbe girato nel 2011 tre milioni di dollari alla campagna presidenziale per Pnp, un milione dei quali incassati direttamente da Heredia. Dopo le elezioni, che Humala vinse di misura su Kejko Fujimori, Odebrecht ha ottenuto la concessione del gasdotto Sud peruviano assieme alla spagnola Enagas e alla peruviana Grana y Montero. Un appalto da oltre sette miliardi di dollari, cancellato dopo l'emergere dello scandalo. Ma fondi irregolari sarebbero stati versati anche nel 2006, quando Humala perse le elezioni contro Alan Garcia. Tra il 2017 e il 2018 Humala e la moglie - che hanno si qui professato la loro totale innocenza - hanno scontato nove mesi di prigione preventiva.

C'è poi il caso di Alan Garcia, morto suicida mercoledì 17 aprile, dopo essersi inflitto un colpo di pistola alla testa. Una decisione presa poco dopo aver accolto in casa funzionari della polizia che stavano eseguendo un ordine d'arresto nel quadro dell’inchiesta legata al "caso Odebrecht". L’indagine a suo carico si concentrava sull’appalto della linea 1 della metropolitana di Lima. Secondo gli investigatori la compagnia brasiliana avrebbe pagato più di otto milioni di dollari di tangenti a favore di Jorge Cuba, ex viceministro delle Comunicazioni, e degli ex funzionari Edwin Luyo, Mariella Huerta e Santiago Chau, membri della commissione incaricata di valutare l’appalto. Odebrecht, secondo quanto dichiarato dal pubblico ministero, avrebbe pagato Garcia per una conferenza con centomila dollari provenienti da un fondo destinato al pagamento di tangenti in vari paesi dell’America Latina. Lo scorso 3 dicembre il governo dell’Uruguay aveva rifiutato di concedere asilo diplomatico all’ex capo dello stato.

Nelle mani della giustizia è finita anche la leader di opposizione Keiko Fujimori, che sta al momento scontando una condanna a nove mesi di carcere preventivo. La leader di Forza popolare (Fp) è indagata per finanziamento irregolare della campagna elettorale delle presidenziali del 2011. La figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori è tornata in carcere dopo che le autorità giudiziarie hanno annullato la sentenza che revocava l'ordine di detenzione preventiva nei suoi confronti. Fujimori è accusata di aver ricevuto dall'impresa brasiliana Odebrecht fondi illegali per la campagna del 2011. Secondo quanto emerso finora il partito avrebbe ricevuto contributi illeciti per almeno 800 mila dollari.

Il fermo di Fujimori è stato disposto per il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove individuati dal giudice Richard Concepcion Caruancho: la parlamentare Keiko Fujimori non ha un "lavoro conosciuto", tale da imporle obblighi di presenza, e vista "la gravità" delle possibili condanne - da dieci a venti anni - avrebbe serie possibilità di espatriare negli Stati Uniti, dove ha "i suoceri e alcuni amici" o in Giappone, "avendo discendenza giapponese e alcuni familiari". Fujimori è stata arrestata mercoledì 10 ottobre dopo essersi recata alla procura proprio per testimoniare sui contributi ricevuti dal suo partito.

Odebrecht è accusata di avere pagato tangenti a funzionari di alto livello in diversi paesi dell’America latina per aggiudicarsi almeno 100 progetti di infrastrutture pubbliche, per un totale di quasi 12 miliardi di dollari di profitti. Il gigante delle costruzioni brasiliano ha ammesso nel 2016, durante un'azione legale negli Usa, di aver pagato tangenti in Perù per 29 milioni di dollari tra il 2005 e il 2014. (Mec)
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