BANGLADESH
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Bangladesh: dubbi in merito ai nuovi tentativi di rimpatrio dei rohingya (3)
 
 
Dacca, 22 ago 07:01 - (Agenzia Nova) - Il dipartimento di Stato Usa ha annunciato a luglio l’imposizione di sanzioni a carico del comandante in capo delle Forze armate birmane, Min Aung Hlaing, e di altri tre alti ufficiali del Myanmar, per il loro ruolo nella “pulizia etnica” della minoranza musulmana rohingya. Il dipartimento ha affermato di aver assunto l’iniziativa alla luce di “prove credibili” del coinvolgimento degli ufficiali nelle violenze che due anni fa hanno causato la fuga di circa 740mila musulmani rohingya nel Bangladesh. “Con questo annuncio, gli Stati Uniti diventano il primo governo ad assumere pubblicamente azioni nei confronti della massima leadership delle Forze armate birmane”, ha dichiarato tramite una nota il segretario di Stato Mike Pompeo. “Ci preoccupa il fatto che il governo birmano non abbia assunto alcuna azione per perseguire i responsabili delle violazioni dei diritti umani e degli abusi, e giungono continui rapporti di violazioni dei diritti umani da parte delle Forze armate birmane in quel paese”, afferma il comunicato. Le sanzioni colpiscono anche il vicecomandante in capo delle Forze armate birmane, Soe Win e i generali di brigata Than Oo e Aung Aung, oltre alle famiglie dei quattro ufficiali.

I leader dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (Asean), che si sono riuniti a Bangkok il mese scorso, hanno esortato ad un ruolo di maggiore protagonismo e sostegno dell’organizzazione al rimpatrio dei musulmani rohingya fuggiti nel Bangladesh per scampare alle violenze nello Stato birmano di Rakhine, dalla seconda metà del 2017. Nel comunicato congiunto emesso il 23 giugno, al termine del summit di due giorni, i leader dell’Asean si sono impegnati a sostenere “l’impegno del Myanmar a garantire in rientro sicuro e dignitoso” del musulmani rohingya costretti a lasciare le loro case. Oltre 740mila rohingya sono fuggiti dallo Stato di Rakhine al vicino Bangladesh dal lancio di una vasta operazione da parte dell’Esercito birmano ad agosto 2017, in risposta ad attacchi di militanti di quella minoranza etnica contro avamposti di sicurezza. (segue) (Inn)
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