NIGERIA
 
Nigeria: movimento islamico indiano offre di pagare spese mediche a leader sciita Zakzaky
 
 
Abuja, 14 ago 14:19 - (Agenzia Nova) - Il gruppo sciita musulmano indiano Anjuman-e-Haideri si è offerto di pagare le spese mediche del leader del Movimento islamico nigeriano (Imn) Ibraheem Zakzaky, in cura in India dopo essere stato detenuto per oltre tre anni dalle autorità di Abuja con l'accusa di aver complottato contro lo Stato. Lo ha detto ai media nigeriani il segretario generale del movimento indiano, Bahadur Naqvi, affermando di aver scritto all'ospedale di Medanta, a sud di Nuova Delhi, dove l'imam è stato ammesso insieme alla moglie Zeenat, che lo accompagna nel viaggio. Naqvi ha detto di aver proposto alle autorità sanitarie di Medanta di saldare l'ammontare delle cure cui Zakzaky si è sottoposto, stimando il totale a circa 500 mila dollari. Naqvi non ha precisato se l'ospedale di Medanta avesse accettato la sua offerta, e ha aggiunto che anche la Commissione islamica per i diritti umani (Ihrc), che ha sede a Londra, si è offerta di coprire le spese mediche dell'imam.

L'imam Zakzaky, è partito con la moglie Zeenat dall'aeroporto internazionale di Abuja a bordo di un volo Emirates, dopo aver rifiutato di viaggiare su un jet privato a spese del governo federale. Zakzaky è stato rilasciato di recente su ordine dell'Alta corte dello stato di Kaduna, che ha accolto la richiesta della difesa, secondo la quale le sue condizioni di salute - in particolare la vista - si sono deteriorate per la detenzione prolungata. I legali hanno quindi chiesto al giudice Darius Khobo di accordare all'imam il permesso di recarsi in India a sottomettersi a cure mediche. Nella sua sentenza il giudice ha inoltre riconosciuto le ferite riportate dall’imam negli scontri del dicembre 2015 con l’esercito nigeriano. In quell’occasione, le violenze scoppiate a Zaria dopo che l’esercito aveva denunciato un presunto complotto per uccidere il capo delle forze armate Tukur Buratai e del quale Zakzaky è stato considerato la mente, hanno determinato una carica delle forze di sicurezza in cui sono morte centinaia - almeno 300 secondo Human Rights Watch (Hrw) - di persone, incluso il figlio di Zakzaky.

Dopo la sentenza il governatore dello stato di Kaduna Nasir el-Rufai ha tuttavia chiesto al governo federale di verificare se veramente Zakzaky e sua moglie avessero un appuntamento medico con l'ospedale di Medanta, in India, e di sottoscrivere un accordo con il governo indiano in base al quale Nuova Delhi non potrà "in alcun caso" offrire asilo all'imam e alla moglie. Condizioni giudicate dagli sciiti sostenitori di Zakzaky "troppo rigide": in una dichiarazione rilasciata alla stampa locale, il portavoce di Imn Abdullahi Musa ha sostenuto che le condizioni proposte da el-Rufai erano "uno stratagemma" per "mettere a tacere" Zakzaky e lasciarlo in carcere. Già nel 2016 l'Alta corte federale di Abuja aveva ordinato il rilascio di Zakzaky, ma un tribunale statale ha in seguito invalidato la sentenza. (Res)
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