SUDAN
 
Sudan: premier Hamdok avvia consultazioni su nuovo governo
 
 
Khartum, 23 ago 09:48 - (Agenzia Nova) - Il nuovo primo ministro del Sudan, Abdallah Hamdok, ha incontrato ieri i leader delle Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc) dell’opposizione per discutere della composizione del prossimo governo, che dovrà avvenire entro il prossimo 28 agosto. Al termine dell'incontro, come riferisce il quotidiano “Sudan Tribune”, Hamdok ha dichiarato di aver iniziato “consultazioni preliminari” con le varie anime della coalizione, ribadendo che la scelta dei ministri si baserà esclusivamente sui criteri di competenza e capacità di apportare cambiamenti. All’incontro hanno partecipato Sadiq al Mahdi, leader del Partito della nazione (Umma), e altri leader delle Ffc tra cui Omar al Digair e Mariam al Mahdi. Sempre nella giornata di ieri, Hamdok ha incontrato le famiglie delle persone morte durante le proteste degli ultimi mesi presso la sede dell'Associazione dei professionisti sudanesi (Spa), promotrice delle manifestazioni che nell’aprile scorso hanno portato alla destituzione dell’ex presidente Omar al Bashir.

In una conferenza stampa tenuta subito dopo la cerimonia di giuramento, ieri Hamdok ha promesso di porre i temi della pace e del rilancio dell’economia in cima alla lista delle sue priorità. Il primo ministro ha descritto quella che lo scorso 11 aprile ha portato al rovesciamento dell'ex presidente Omar al Bashir come “la più grande rivoluzione” della storia del paese e ha annunciato che il suo programma di governo si baserà sulla realizzazione dello slogan dei manifestanti (“Libertà, pace e giustizia”). Durante i 39 mesi previsti nel periodo di transizione, ha aggiunto il nuovo premier, la priorità sarà quella di “porre fine al conflitto, costruire una pace sostenibile e fermare la sofferenza degli sfollati, nonché costruire un'economia nazionale basata sulla produzione”. Hamdok ha quindi sottolineato la necessità di riformare le istituzioni statali, combattere la corruzione, costruire uno stato trasparehnte ed equo, sviluppare relazioni esterne distese e un'equa rappresentanza delle donne nelle istituzioni. “L'economia sudanese è di grandi dimensioni e credo che con la giusta visione e le giuste politiche saremo in grado di affrontare questa crisi economica e avremo un piano di riforme per affrontare l'inflazione, la carenza di carburante e medicinali e, nel a lungo termine, speriamo di migliorare la nostra produttività”, ha affermato.

Ammettendo che il settore bancario sudanese è sull'orlo del collasso, il primo ministro ha sottolineato la necessità di soluzioni adeguate per ripristinare la fiducia in esso. “Ci sono molti modi per raggiungere questo obiettivo, ha osservato Hamdok, aggiungendo di voler essere il primo ministro “di tutti i sudanesi”, sebbene il suo nome sia stato proposto dalle Forze per la libertà e il cambiamento (Ffc) all’opposizione. Quanto alla formazione del suo gabinetto, Hamdok ha sottolineato che le sue scelte saranno dettate dal criterio dell'efficienza e ha assicurato che rispetterà gli accordi, in base ai quali il nuovo esecutivo dovrà essere formato prima del 28 agosto per far sì che la prima riunione di governo abbia luogo il primo settembre. Nato nel 1956 nella provincia centrale del Kordofan, Hamdok ha conseguito il dottorato di ricerca in studi economici presso l'Università di Manchester, nel Regno Unito, e negli anni '90 ha lavorato come capo consulente tecnico presso l'Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) nello Zimbabwe e successivamente è stato principale economista politico presso la Banca africana di sviluppo (Afdb) in Costa d'Avorio. Hamdok ha inoltre ricoperto l'incarico di vicesegretario esecutivo della Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa (Uneca) dal novembre 2011.

La nomina del nuovo premier è stata accolta con favore dai paesi che compongono la cosiddetta Troika per il Sudan (Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia). “Accogliamo in maniera estremamente favorevole questo primo passo verso la creazione di un governo e siamo ansiosi di collaborare con le nuove istituzioni sudanesi”, si legge in un comunicato, in cui si esortano le autorità sudanesi a “sfruttare questa opportunità per pacificare i confini, approvare una Costituzione che tuteli i diritti umani dei cittadini e creare l’infrastruttura necessaria all’organizzazione di elezioni libere e democratiche. Esortiamo tutte le parti a collaborare per il raggiungimento di questi obiettivi comuni e chiediamo ai gruppi armati presenti nel paese di cooperare con il nuovo governo e portare la pace”, conclude la dichiarazione. Il giuramento di Hamdok ha fatto seguito a quello avvenuto sempre ieri da parte dei membri militari e civili del nuovo Consiglio sovrano del Sudan, l’organismo incaricato di guidare il paese durante i tre anni del periodo di transizione.

La formazione del Consiglio sovrano è stata ufficializzata con un decreto costituzionale emesso da Abdel Fattah al Burhan, capo uscente del Consiglio militare di transizione (Tmc), e in seguito annunciata dal portavoce del Tmc, Shams al Din Kabbashi, in una conferenza stampa tenuta martedì scorso a Khartum. Il Consiglio, ha confermato il portavoce, sarà guidato dallo stesso Burhan e sarà formato da un totale di 11 membri (cinque militari, cinque civili e uno indipendente scelto fra le due parti). In linea con la Dichiarazione costituzionale approvata lo scorso 17 agosto, il governo sarà incaricato di dirigere la politica nazionale durante il periodo di transizione, ma dovrà condividere il comando delle forze armate con il Consiglio sovrano. I cinque militari che formeranno il Consiglio saranno, oltre a Burhan e al suo vice Mohamed Hamdan Dagalo alias “Hemetti, lo stesso Kabbashi, Yasir al Atta, Ibrahim Jabir Karim, mentre i cinque civili saranno Aisha Mousa, Siddig Tower, Mohamed Elfaki Suleiman, Hassan Sheikh Idris e Taha Othman Ishaq. Raja Nicolas Abdel-Masih sarà invece il membro indipendente designato dalle due parti. (Res)
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