ALBANIA
 
Albania: opposizione torna ad attaccare il sindaco di Vora e chiede le sue dimissioni
 
 
Tirana, 23 ago 18:02 - (Agenzia Nova) - L'opposizione albanese di centro destra guidata da Lulzim Basha è tornata oggi ad attaccare Agim Kajmaku, sindaco di Vora - comune a 20 chilometri a sud di Tirana – accusato di aver nascosto di essere stato condannato ed espulso in Grecia. "Il rappresentante della maggioranza (di centro sinistra) del premier Edi Rama deve immediatamente dimettersi e fare i conti con la giustizia", ha dichiarato Clirim Gjata, segretario per le questioni legislative nel Partito democratico di Basha. Kajmaku è stato eletto alla guida del comune nelle elezioni amministrative dello scorso 30 giugno, boicottate e non riconosciute dall'opposizione. Nel formulario sulla depenalizzazione che ogni candidato agli incarichi locali è costretto a compilare, il sindaco ha negato di essere mai stato condannato o espulso da un paese dell'Ue. Ma secondo Gjata, il sindaco avrebbe ancora "dei conti aperti con la giustizia greca".

Kajmaku ha pubblicamente respinto le accuse. "Con la massima responsabilità legale e morale dichiaro di non essere mai stato condannato o espulso da alcun paese dell'Unione europeo, Grecia inclusa", ha dichiarato ieri il sindaco. In una lettera inviata alla Procura generale della Repubblica, Gazmend Bardhi, numero due del Partito democratico, ha chiesto però l'avvio delle verifiche nei confronti di Kajmaku, il quale avrebbe tenuto in Grecia, un altro nome, Jorgo Toro, un fatto ammesso dallo stesso sindaco il quale ha spiegato di essere stato costretto a portare un nome ortodosso per poter ottenere nel 1996 un visto d'ingresso in Grecia. "Nel formulario Kajmaku ha dichiarato di aver vissuto in Grecia per cinque anni. Da una verifica del sistema Tims (il quale registra le entrate e le uscite dal paese) risulta che dal 2004 al 2016 lui non ha mai viaggiato verso la Grecia, il che rappresenta un dato a conferma delle denunce dell'opposizione", ha scritto Bardhi nella sua lettera.

"Per molti anni ho viaggiato in diversi paesi dell'Unione europea, per portare avanti la mia impresa", ha spiegato ai media Kajmaku, sostenendo che il tutto sarebbe una mossa "a scopi politici" dell'opposizione. Il sindaco ha avvertito che "gli autori delle diffamazioni nei miei confronti devono dare conto alla giustizia, avendo l'obbligo di rendere pubbliche le loro presunte prove". Nel caso risultasse vero che il sindaco di Vora sia stato condannato ed espulso, allora Kajmaku andrebbe rimosso, per non averlo dichiarato nel formulario di depenalizzazione, oltre al fatto che se fosse stato condannato per reati gravi, non avrebbe potuto nemmeno candidarsi. "Visto l'alto interesse pubblico, Il Pd si aspetta una immediata verifica da parte della Procura della Repubblica in rispetto della legge sulla depenalizzazione", ha sottolineato Beridhi nella sua lettera.

Due settimane fa l'opposizione ha denunciato anche il sindaco di Scutari, Valdrin Pjetri, rappresentante della maggioranza, per essere stato condannato ed espulso dalle autorità italiane. Pjetri ha inizialmente respinto le accuse. L'opposizione ha pubblicato però i documenti delle autorità giudiziarie italiane secondo le quali Pjetri sarebbe stato condannato a 18 mesi di reclusione e poi espulso per 10 anni dall'Italia, con l'accusa di traffico di sostanze stupefacenti. Solo dopo la pubblicazione dei documenti, Pjetri è stato costretto a dimettersi. Il premier Edi Rama ha preso le distanze. Nonostante a suo parere Pjetri "non è un criminale", Rama ha considerato "intollerabile" il fatto che lui avesse nascosto la sua condanna in Italia ed ha parlato di "ingiustificabili conseguenze", per la città di Scutari, il più importante comune del nord del paese.

Sul caso di Pjetri, l'opposizione ha sferrato un duro attacco a Rama, per "aver portato dozzine di criminali in politica e nelle istituzioni statali. E' stato Edi Rama che ha introdotto Pjetri alla politica e alle istituzioni statali, promuovendo dozzine di criminali a deputati, sindaci e ad alti esponenti istituzionali", ha sostenuto il leader dell'opposizione Basha, aggiungendo che a suo parere, l'attuale premier albanese "è una minaccia, un pericolo alla vita e alla sicurezza di ogni famiglia dell'Albania" e sotto i suoi governi il paese "si è trasformato in un paradiso per la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro, il traffico di droga e la corruzione". (Alt)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..