SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Iraq, autorità, "stop a guerra per procura, Coalizione internazionale intervenga"
 
 
Baghdad, 23 ago 15:00 - (Agenzia Nova) - Le massime autorità dell’Iraq respingono “il principio della guerra per procura” e ogni “tentativo di trascinare l'Iraq in un conflitto”, mentre la Coalizione militare internazionale a guida Usa dovrebbe “aiutare a mantenere la sicurezza dello spazio aereo iracheno” proteggendolo da “qualsiasi tentativo di penetrazione”. E’ quanto emerge dalla riunione delle “tre presidenze” dell’Iraq incentrata sulla situazione della sicurezza nel paese, alla luce degli ultimi misteriosi raid aerei che hanno colpito le milizie sciite a nord di Baghdad. All’incontro tenuto ieri nella capitale irachena hanno preso parte il capo dello Stato Barham Salih, il primo ministro Adel Abdul Mahdi e il presidente della Camera dei rappresentanti Mohammed al Halbusi. Nel corso della riunione è stata sottolineata “la necessità di indagare e studiare tutti i dati e le informazioni ottenuti dalle autorità nazionali in merito ai recenti bombardamenti sui depositi di armi”, si legge in un comunicato. I tre leader hanno respinto “il principio della guerra per procura e il tentativo di qualsiasi parte, regionale o internazionale, di trascinare l'Iraq in guerre e conflitti”. La posizione di Baghdad “è a favore della pace, dello sviluppo, dei progressi e della cooperazione tra tutti”, aggiunge la nota. I tre hanno ribadito che “è responsabilità dello Stato e delle sue istituzioni costituzionali preservare la sicurezza, i diritti e la proprietà degli iracheni”, invitando ad “attendere i risultati delle indagini in corso da parte delle autorità nazionali competenti” prima di esprimere giudizi. Il comunicato diffuso al termine della riunione sottolinea “l'importanza dell'impegno della Coalizione internazionale per aiutare a mantenere la sicurezza dello spazio aereo iracheno da qualsiasi penetrazione o bombardamento”. La nota ribadisce peraltro che “qualsiasi decisione o dichiarazione in materia militare e di sicurezza dovrebbe essere affidata al comandante in capo delle Forze armate: tutti gli organi e militari, di sicurezza e politici devono attenersi a questa disposizione”. L’ultimo riferimento è alle parole di Abu Mahdi al Mohandes, vicepresidente delle Unità di mobilitazione popolare (Pmu, coalizione di milizie irachene a maggioranza sciita), secondo il quale l'ultimo bombardamento in Iraq sarebbe opera di "quattro droni israeliani". Secondo Mohandes, gli Stati Uniti avrebbero introdotto i quattro droni israeliani in Azerbaigian affinché effettuassero sortite in Iraq. Israele non ha finora smentito ancora un proprio coinvolgimento nell'operazione. Al contrario, il primo ministro di Tel Aviv Benjamin Netanyahu, rispondendo a domanda diretta a proposito del raid in Iraq, ha dichiarato durante la sua visita a Kiev il 19 agosto: "Israele agisce e agirà contro l'Iran ovunque sia necessario". Secondo una fonte diplomatica sentita da "Asharq al Awsat", quotidiano panarabo di proprietà saudita con sede a Londra, i raid aerei israeliani in Siria e Iraq sono stati effettuati con il consenso degli Stati Uniti e della Russia. “Mosca e Washington hanno fornito il loro assenso allo Stato ebraico perché quest'ultimo conducesse attacchi aerei contro obiettivi iraniani, con l'obiettivo - spiega la fonte - di garantire la sicurezza di Israele". (Irb)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..