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Speciale Ict: frequenze Tv, migrazione banda 700, anche la Rai fa ricorso contro il piano
 
 
Roma, 15 ott 2018 16:30 - (Agenzia Nova/Key4biz) - Dopo Mediaset e Cairo, anche la Rai fa ricorso al Tar contro il piano frequenze che prevede l’abbandono della banda 700 da parte dei broadcaster entro il 2022 per fare posto al 5G. Come scrive ItaliaOggi, il ricorso di Viale Mazzini di fatto è un allarme sul rischio oscuramento dei canali della tv pubblica, perché secondo i legali ci saranno zone del paese in cui Rai 1 e Rai 2 non arriveranno e anche Rai 3 subirebbe una perdita del bacino di telespettatori, almeno fino a quando non avranno nuove antenne e televisori. Per questo Viale Mazzini ha presentato ricorso al Tar del Lazio per chiedere l'annullamento del Piano nazionale delle frequenze 2018 approvato dall'Agcom il 27 giugno (delibera 290/18/Cons). Diversamente dagli altri broadcaster che hanno già fatto ricorso, la Rai mette in discussione il “cuore” dell’intero processo di transizione, vale a dire il multiplex 1 (Mux 1) destinato a Rai 3 e alle emittenti locali a partire dal 2020 fino alla fine del 2021 gradualmente su tutto il territorio. Il tema sollevato dalla Rai, che a queste condizioni nel ricorso mette in dubbio di poter svolgere il suo ruolo di servizio pubblico su tutto il territorio e ricorda la scadenza dei diritti d’uso delle frequenze per il digitale terrestre al 2032, sarà certamente all’attenzione del tavolo di coordinamento Tv 4.0 che si riunisce oggi al Mise. Dopo il successo di incassi dell’asta 5G, che ha portato 6,55 miliardi di euro nella casse dello Stato, il Mise sembra comunque pronto a studiare soluzioni consone per andare incontro alle richieste dei broadcaster potendo contare su un extra gettito di 4 miliardi di euro che potrebbero essere parzialmente destinati a sostenere il passaggio delle emittenti tv (nazionali e locali) alla banda sub 700. Peraltro, Il nuovo digitale terrestre DVBT2 sarà acceso il primo luglio 2022 in banda sub 700. Lo prevede la Legge di Bilancio in particolare l’art.89 (“Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G”) che fissa la roadmap per il passaggio della banda 700 Mhz (canali televisivi da 49 a 60 Uhf) dai broadcaster televisivi agli operatori a banda larga mobile. La roadmap per gli utentiEntro il 2022, (c’è quindi un lasso di tempo di cinque anni), gli utenti italiani dovranno munirsi di un televisore nuovo o di un decoder che supporta il nuovo codec di compressione delle immagini HEVC. Dal primo gennaio del 2017, le aziende produttrici di televisori sono obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere in DVBT2, trasmettere in Mpeg4 in questo periodo di transizione e successivamente in HEVC o H.264. Dallo scorso anno, i nuovi televisori sono gli unici a poter essere commercializzati. Il problema del decoder si porrà principalmente per i vecchi Tv ed è per questo che in prospettiva saranno con ogni probabilità il secondo e il terzo televisore di casa che avranno bisogno di un decoder.
(K4b)
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