ARGENTINA
 
Argentina: presidente Macri annuncia visita Fmi prossima settimana
 
 
Buenos Aires, 22 ago 2019 20:43 - (Agenzia Nova) - Il presidente argentino Mauricio Macri ha annunciato oggi che una delegazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) sarà la prossima settimana in Argentina per realizzare la quinta revisione dei conti pubblici nell'ambito del programma di assistenza finanziaria di tipo "Stand By" da 57,1 miliardi di dollari. "L'Fmi viene la settimana prossima, siamo in contatto costante", ha dichiarato il presidente argentino durante il suo intervento nell'ambito di un seminario su "Democrazia e sviluppo" tenuto a Buenos Aires.

La delegazione dell'Fmi era attesa in Argentina la settimana scorsa ma lo scossone dei mercati per il risultato delle primarie dell'11 agosto, sfociato in una svalutazione monetaria di oltre il 25 per cento e in un rimpasto al vertice del ministero delle Finanze, aveva portato a un posticipo della missione. L'Fmi "segue da vicino i recenti sviluppi in Argentina" e "si trova in costante contatto con le autorità del governo", affermava un comunicato dell'istituzione multilaterale rilasciato martedì scorso. "Una missione del Fmi viaggerà a breve in Argentina", concludeva.

Il nuovo ministro delle Finanze argentino, Hernan Lacunza, ha ribadito nella sua prima conferenza stampa, martedì 20 agosto, che il governo argentino non abbandonerà gli obiettivi di politica fiscale concordati con l'Fmi e ha assicurato che il pacchetto anticrisi annunciato dal governo, che include eliminazione dell'Iva dai prodotti del paniere di base e un aumento del minimo non imponibile, non intacca l'obiettivo del raggiungimento del deficit zero entro la fine dell'anno. "Le misure non mettono a rischio le mete fiscali, sono autofinanziate attraverso il maggior gettito fiscale previsto per i prossimi mesi", ha detto Lacunza nella conferenza di presentazione del suo programma.

Lacunza ha quindi rivolto un appello anche all'opposizione in vista delle presidenziali di fine ottobre. "E' evidente che il processo elettorale non è estraneo alla volatilità", ha affermato Lacunza. "Poiché il mercato presta più attenzione al futuro che al presente, a volte è più importante quello che dice l'opposizione di quello che fa il governo", ha dichiarato, ricordando l'appello del presidente Macri rivolto a tutti i candidati "a privilegiare la stabilità al di sopra di qualsiasi ambizione di tipo elettorale". "In un contesto di incertezza la stabilità è il bene pubblico più importante", ha aggiunto il ministro, che ha quindi ribadito l'importanza di "stabilizzare il valore di riferimento della nostra moneta". In questo senso il titolare del dicastero economico ha affermato che "abbiamo ragioni sufficienti per credere che il tipo di cambio attuale è ragionevole e competitivo".

"Qualsiasi ulteriore pressione svalutativa non trova giustificazione nella realtà dell'economia", ha dichiarato quindi il ministro ricordando che le prossime azioni di governo sono state coordinate con la Banca centrale. "Tutto ciò che succede nel mercato finisce per ripercuotersi sulla gente, stabilizzare il tipo di cambio è la cosa più importante che possiamo fare per la popolazione", ha quindi aggiunto. Secondo il ministro "permettere una maggiore volatilità aggiungerebbe incertezza e pressione sull'inflazione". "Sebbene la situazione sia complessa abbiamo gli strumenti per uscirne e garantire la continuità", ha quindi assicurato Lacunza, ribadendo l'importanza dell'azione di riordinamento dei conti pubblici per il futuro. "Lasceremo al prossimo governo una piattaforma più robusta per avviare una fase di crescita sostenuta costituita da conti pubblici ordinati ed un equilibrio fiscale primario", ha concluso.

Hernan Lacunza, sin qui responsabile Economia della provincia di Buenos Aires, ha assunto la guida del ministero delle Finanze dopo le dimissioni di Nicolas Dujovne, lo scorso sabato 17 agosto. A Lacunza spetta innanzitutto il difficile compito di portare avanti il piano di emergenza che il governo ha disposto per fare fronte alla crisi finanziaria nata con la vittoria delle opposizioni alle primarie presidenziali dell'11 agosto. Subentrato ad Alfonso Prat Gay alla fine del 2016, Dujovne è stato protagonista delle trattative con l'Fmi per ottenere un prestito "stand by" da 56 miliardi di dollari. Nella lettera inviata al capo dello stato, il ministro uscente ha riconosciuto la necessità di un "cambio significativo nell'area economica".

Il pacchetto anticrisi voluto dal presidente Macri ha come punti forti il taglio dell'Iva sui prodotti del paniere di base - pane, latte, pasta, zucchero -, e il congelamento del prezzo dei carburanti per i prossimi 90 giorni. Una decisione, quest'ultima, non del tutto incassata dai principali attori del comparto, che si sono detti pronti a possibili ricorsi contro il decreto. La lista di misure comprende anche l'aumento del salario minimo (attualmente a 200 euro circa), un bonus straordinario di 80 euro a fine mese per gli impiegati pubblici, l'aumento del minimo non imponibile della tassa sul reddito a 1100 euro circa, la moratoria con il fisco per le piccole e medie imprese. Il costo fiscale di queste misure è stato stimato attorno ai 600 milioni di euro (al cambio corrente). Il ministro della Produzione, Dante Sica, ha nelle ultime ore detto che il governo potrebbe entro la fine del mese varare altre iniziative.

Le primarie presidenziali, un passaggio elettorale obbligatorio in Argentina, hanno certificato - ben oltre quanto anticipato dai sondaggi delle ultime settimane - un netto vantaggio del ticket Alberto Fernandez-Cristina Kirchner (Frente de Todos - FdT), contro quello formato dal presidente uscente Macri e il candidato vice Miguel Angel Pichetto: il 47,3 dei consensi contro il 32,4 per cento. L'attuale scarto, se mantenuto al primo turno delle presidenziali, che si svolgeranno il 27 ottobre, consentirebbe a Fernandez una vittoria direttamente al primo turno. (Abu)
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