ECONOMIA
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Economia: Visco (Bankitalia), il Paese rischia se continuerà a giocare con l'Italexit (3)
 
 
Roma, 26 giu 09:32 - (Agenzia Nova) - Scompariranno i lavori? "Ce ne saranno di nuovi, l'importante è investire nelle nostre capacità, e noi siamo ancora molto indietro da questo punto di vista. C'è da dire che la paura della disoccupazione tecnologica è di lunga data. Keynes ha scritto un bellissimo saggio circa 90 anni fa dicendo che la tecnologia ci avrebbe consentito di stare meglio e lavorare di meno. Su quest'ultimo punto non ci ha colto molto, però se pensiamo al benessere economico ha avuto ragione. Il rischio di oggi, se vogliamo, è distributivo: ci sono rischi di concentrazione tecnologica in grandi imprese multinazionali e questo può portare a una distribuzione del reddito molto sbilanciata. C'è un rischio che proviene dal tipo di uso che si fa delle tecnologie: sono rischi per la privacy e per la proprietà intellettuale. Ma è inevitabile cogliere le opportunità: abbiamo parecchia strada da fare che altri hanno già fatto. Dobbiamo avere una visione del lungo periodo: non essere solo attenti ai guai congiunturali che ci affliggono ma anche ai benefici che possono derivare dagli investimenti privati e pubblici nelle nuove tecnologie". Visco affronta poi la questione se esista o no a suo avviso una correlazione tra paesi che hanno un debito pubblico importante e paesi che non riescono a scommettere sull'innovazione. In fondo in entrambi i casi si parla dello stesso tema: non preoccuparsi di chi viene dopo. "Io non credo che ci sia una correlazione tra il livello del debito pubblico e la capacità di un'economia di rispondere a queste sfide. Il vincolo del debito pubblico ha molte dimensioni: coinvolge la capacità di programmare investimenti nelle infrastrutture pubbliche e la connessa difficoltà a intervenire per stabilizzare l'economia di fronte agli choc. Il problema è un altro. L'economia richiede un grado di fiducia e di visione futura molto più elevato di oggi, non solo da parte del settore pubblico. Richiede di porre attenzione ai cambiamenti demografici, ai rischi climatici e alla necessità di investire nella tecnologia. Richiede di non vivere continuamente sotto l'incubo di non riuscire a contenere i disavanzi e che quindi poi i mercati si preoccupino". (segue) (Rin)
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