SIRIA
 
Siria: ministero Difesa russo, esercito governativo ha bisogno di aiuto in lotta allo Stato islamico
 
 
Damasco, 05 giu 2016 11:25 - (Agenzia Nova) - L’esercito siriano necessita maggiore assistenza nella lotta al terrorismo nel paese. E’ quanto affermato oggi dal viceministro della Difesa russo, Anatolj Antonov, parlando al vertice sulla sicurezza in corso a Singapore. “C’è ancora molto da fare per sostenere l’esercito siriano – ha detto Antonov – che con l’assistenza della Russia è riuscito a liberare oltre 500 città, inclusa la perla del patrimonio culturale mondiale, Palmira”. La città di Palmira, patrimonio mondiale dell’umanità, è stata riconquistata dall’esercito siriano a marzo scorso, dopo oltre un anno di occupazione da parte delle milizie dello Stato islamico (Is). Nel frattempo, ieri, le forze fedeli al governo di Damasco sono entrate nell’area provinciale di Raqqa, roccaforte dell’Is nel nord del paese.

L’operazione lanciata dalle autorità siriane può contare sulla copertura dei caccia russi, e arriva a pochi giorni da un’altra offensiva, avviata dalle Forze democratiche siriane (Sdf) e appoggiata dagli Stati Uniti, sempre per riprendere il controllo di Raqqa, proclamata il 29 giugno 2014 capitale dell’Is dal sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi. Le Sdf, gruppo che include le Milizie curde di protezione del popolo (Ypg), hanno dato il via all'offensiva su Raqqa il 24 maggio scorso con l’obiettivo di tagliare tutte le vie di rifornimento e conquistare la città dal versante settentrionale.

La campagna delle Sdf per la liberazione di Raqqa doveva iniziare già alcuni mesi fa, ma è stata ritardata dall’ostruzionismo della Turchia che si è sempre opposta al coinvolgimento delle Ypg curde (braccio armato del Partito democratico siriano Pyd) nella lotta all’Is. Dopo varie consultazioni e il fallimento degli accordi tra Ankara e Washington sull’addestramento dei ribelli moderati siriani, però gli Stati Uniti hanno deciso di dare il via libera all’operazione delle Sdf anche senza l’appoggio turco.

Il generale Joseph Votel, capo del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), si sarebbe recato ad Ankara pochi giorni prima dell'inizio dell'operazione proprio per annunciare la decisione statunitense alle autorità turche. Raqqa è la prima città in cui lo Stato islamico ha istituito una sua amministrazione “autonoma” dopo l’avanzata in Siria ed è stata infatti subito proclamata capitale del califfato: la sua liberazione sarebbe quindi una delle maggiori sconfitte sul terreno per il gruppo jihadista. (Res)
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