IRAQ
 
Iraq: alto ufficiale milizie sciite, "nostra missione a Fallujah è finita"
 
 
Baghdad, 05 giu 2016 16:39 - (Agenzia Nova) - Un alto ufficiale delle milizie sciite Hashd al Shaabi (Unità di mobilitazione popolare, Pmu) impegnate nell’offensiva su Fallujah, Abu Mahdi Muhandis, ha detto oggi che la missione del suo gruppo nell’area è finita. “C’è un coordinamento tra le forze di sicurezza e le milizie sciite per salvare le vite dei civili; l’amministrazione delle aree vicine è stata assegnata alla polizia della provincia di Anbar”, ha detto Muhandis, smentendo quanto affermato in precedenza dal capo dell’organizzazione Badr, Hadi al Amiri. Quest’ultimo, in un colloquio con i giornalisti che si trovano sulla linea del fronte, aveva detto che le milizie sciite sarebbero entrate a Fallujah per “sradicare il maligno” dalla città. Muhandis invece ha assicurato che il ruolo delle milizie sciite è solo quello di sostenere le forze di sicurezza: “solo se riceveremo un ordine (dell'esercito iracheno) entreremo a Fallujah”, ha spiegato.

Nel frattempo, però, circolano sui social media video in cui miliziani sciiti delle Pmu trattano gli uomini all’interno di Fallujah come ostaggi e li tengono bendati. Uno dei timori legati alla partecipazione delle milizie sciite all'operazione per la liberazione di Fallujah erano proprio possibili abusi o violenze nei confronti degli abitanti della città a maggioranza sunnita. I miliziani dello Stato islamico invece avrebbero trasferito migliaia di famiglie ancora intrappolate a Fallujah verso il centro della città, per creare una “zona cuscinetto” tra loro e le forze irachene che stanno avanzando nell'area urbana della roccaforte jihadista.

Come riferisce oggi l’agenzia di stampa curda “Rudaw”, i pochi civili che invece sono riusciti a lasciare la città, devono affrontare un viaggio lungo almeno un giorno per raggiungere l’Eufrate e attraversarlo sfidando le correnti. L’obiettivo è quello di raggiungere le basi dell'esercito iracheno che si trovano sulla sponda opposta del fiume. I fuggitivi usano imbarcazioni di fortuna e in alcuni casi attraversano il fiume a nuoto.

I miliziani dello Stato islamico hanno impedito finora agli abitanti di Fallujah di abbandonare la città, anche sparando a chi fugge: alcuni civili sono anche morti annegati nell’Eufrate. “Siamo arrivati da Fallujah – ha raccontato un abitante della città al corrispondente della “Rudaw” -. Abbiamo camminato per un giorno e attraversato il fiume. Ora siamo al sicuro. Dio li benedica (l’esercito e le milizie). Ci hanno accolto e aiutato. Decine di persone sono ancora nella città, ci sarà una catastrofe”. Finora sono 5 mila le famiglie che sono riuscite a lasciare Fallujah per raggiungere la vicina città di Amiriyah, 30 chilometri più a sud. (Res)
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