PARAGUAY-BRASILE
 
Paraguay-Brasile: caso Itaipù, ripresi negoziati per forniture elettricità alla centrale
 
 
Assunzione, 21 ago 19:44 - (Agenzia Nova) - Sono ripresi ufficialmente i negoziati tra l’Ente nazionale per l’elettricità del Paraguay (Ande) e la società statale brasiliana Eletrobras in merito alle forniture di energia per la centrale elettrica binazionale di Itaipù. Il direttore di Ande, Luis Villordo, ha confermato oggi al quotidiano “Ultima Hora” che “la base per i negoziati è l’accordo del 2007” che concede all’ente paraguayano l’accesso preferenziale all’energia eccedente ad un prezzo ridotto. Stando alle sue dichiarazioni, i negoziati hanno natura tecnica piuttosto che politica. “Continueremo le discussioni per tutto il tempo necessario”, ha aggiunto. Al termine di una riunione preliminare organizzata lunedì scorso a San Paolo, il direttore di Alde aveva dichiarato che “le contrattazioni relative al 2019 e al 2020 si terranno sulla base della delibera del 2007”, mentre quelle per il biennio successivo avranno luogo “nel quadro di una serie di riunioni durante le quali si cercherà di avanzare sulla base di una prospettiva di lungo termine”.

I governi del Paraguay e del Brasile avevano annullato il primo di agosto un controverso accordo bilaterale firmato segretamente il 24 maggio e riguardante lo sfruttamento dell'energia prodotta dalla centrale idroelettrica. Il testo concordato tra le parti invitava la ripresa dei negoziati "a livello tecnico" con l'obiettivo di "definire lo schema di assegnazione della potenza" generata da Itaipù alle due imprese di stato che amministrano la distribuzione elettrica per il Paraguay (Ande) e per il Brasile (Eletrobras). La riunione tra i rappresentanti dei due paesi era stata convocata d'urgenza dalle parti a fronte del precipitare della crisi politica in Paraguay con l'annuncio, da parte dell'opposizione, dell'avvio di un procedimento di messa in "stato d'accusa" nei confronti dello stesso presidente Mario Abdo.

Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, da parte sua aveva manifestato la volontà di "risolvere il problema" e "rendere giustizia" al presidente paraguaiano. "Ho parlato con Joaquim Silva e Luna, presidente della parte brasiliana di Itaipu, stiamo risolvendo questo problema, vogliamo dare un riconoscimento a Marito (Abdo) per il buon lavoro che sta facendo in Paraguay" aveva dichiarato Bolsonaro in una conferenza stampa. "Il nostro rapporto con il Paraguay è eccezionale, eccellente, siamo disposti a rendere giustizia a questo problema di Itaipu Binacional, che è molto importante in Paraguay ed è importante per noi", ha aggiunto il presidente brasiliano.

La crisi politica è precipitata lo scorso 19 agosto con l'annuncio da parte del capo dell'opposizione, Efrain Alegre, di voler avviare una procedura di messa in stato d'accusa contro il capo di Stato, Mario Abdo Benitez per "tradimento alla patria". Lo scandalo di Itaipù nel frattempo aveva già portato alle dimissioni del ministro degli Esteri e di diversi alti funzionari dell'amministrazione pubblica. "L'opposizione ritiene necessario promuovere un giudizio politico contro il presidente ed il vicepresidente per tradimento alla Patria" aveva affermato Alegre. L'iniziativa, sembrava poter contare inizialmente anche dei voti necessari per poter avanzare grazie all'appoggio di una corrente dello stesso "Partido Colorado" a cui appartiene l'attuale presidente, appoggio tuttavia revocato prontamente dopo l'annullamento del trattato del 24 maggio.

L'attenzione sulla crisi era montata lo scorso 24 luglio, con la dimissione del direttore dell'Ente nazionale di amministrazione dell'Energia (Ande), Pedro Ferreira, che si era rifiutato di ratificare l'accordo sospettando che fosse svantaggioso per il Paraguay e denunciando che il contenuto non era stato reso noto né ai tecnici né alla cittadinanza. Secondo Ferreira, il governo si accingeva a firmare un'intesa che impegnava il Paraguay ad acquisire più energia di quella necessaria. L'ex direttore di Ande aveva inoltre denunciato la compagnia elettrica di Stato brasiliana Eletrobras, che lo scorso mese di dicembre avrebbe direttamente smesso di pagare l'energia utilizzata.

Il caso veniva portato dalle opposizioni all'attenzione del governo, con una manovra che per qualche momento ha evocato l'ipotesi di una profonda crisi politica, tanto da costringere il presidente Abdo Benitez a cancellare una visita ufficiale in Turchia. Assunzione anticipava la volontà di rivedere i termini dell'accordo e, col montare dello scandalo, lunedì 29, si producevano dimissioni a catena del ministro degli Esteri, Luis Alberto Castiglioni, così come quelle di tutti i funzionari coinvolti nelle trattative per il controverso accordo con il Brasile, l'ambasciatore paraguaiano in Brasile, Hugo Saguier Caballero, il direttore di parte paraguaiana di Itaipu, José Alderete, ed Alcides Jimenez, da poco passato alla guida della Ande.

L'ex direttore di Ande, Ferreira, convocato in senato dalla commissione speciale di controllo per gli Enti binazionali, ha dichiarato in parlamento che l'accordo "è illegale". "L'articolo 29 dell'annesso 'A' del Trattato di Itaipù richiede il parere dell'Ande ma nessun funzionario dell'Ande ha visto quel documento", ha affermato. L'ex funzionario ha denunciato che l'accordo è stato siglato esclusivamente dall'ex ambasciatore paraguayano in Brasile, il dimissionario Hugo Saguier, e dal suo omologo Pedro Miguel da Costa e Silva, in base una procedura che sarebbe quindi irregolare. Secondo l'ex direttore di Ande inoltre il presidente Mario Abdo Benitez, così come l'ex ministro degli Esteri, il pure dimissionario Luis Alberto Castiglioni, non sarebbero stati al corrente delle irregolarità.

Secondo quanto denunciato da Ferreira, con la applicazione di questo accordo, il Paraguay rinuncerebbe ad un beneficio acquisito nel corso degli anni che era quello di poter acquisire ad un prezzo scontato l'energia eccedente prodotta dalla centrale idroelettrica di Itaipù. La nuova disposizione impegna infatti il Paraguay a comprare una maggior quota di energia a prezzo "intero" e a rinunciare a parte dell'energia eccedente. "I brasiliani hanno ottenuto quello che stavano cercando da dieci anni", ha affermato Ferreira.

Itaipù è la più grande centrale idroelettrica operativa al mondo in termini di produzione energetica annuale con una potenza installata di 14.000 MW, prodotta da 20 turbine che generano 700 MW ciascuno. La produzione soddisfa approssimativamente la domanda del 90 per cento dell'energia elettrica consumata in Paraguay e il 15 per cento del Brasile. Il bacino di Itaipù è in grado di contenere 29 miliardi di m cubi di acqua, e possiede 200 km di estensione in linea retta e un'area approssimativa di 1400 km quadrati. La diga della centrale è lunga complessivamente 7.700 metri, alta 196 metri, e con una caduta di 120 metri che attiva il movimento delle turbine. (Abu)
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