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Imprese: Usa, aziende potranno continuare a collaborare con Huawei per altri 90 giorni
 
 
Washington , 19 ago 22:36 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti consentiranno alle proprie compagnie di proseguire l’attività svolta in collaborazione con il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei per altri 90 giorni. Lo ha annunciato oggi il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross, sottolineando che il provvedimento è teso a dare alle compagnie di telecomunicazioni statunitensi che si occupano della copertura nelle aree rurali, a cui Huawei fornisce grandi quantità di attrezzature e componenti, un lasso di tempo sufficiente ad interrompere qualsiasi tipo di collaborazione senza danni alla propria attività. “Continuiamo ad esortare i nostri cittadini a privarsi di qualsiasi prodotto Huawei, ma ci rendiamo anche conto che per evitare danni è necessario dare più tempo a questo processo”, ha detto Ross, annunciando che nel prossimo futuro saranno inserite nella lista delle entità soggette a sanzioni altre 46 aziende affiliate al colosso delle telecomunicazioni cinese. “Il provvedimento annunciato dagli Stati Uniti ha chiare motivazioni politiche, e viola i principi della libera concorrenza: questi tentativi di danneggiare l’attività di Huawei non aiuteranno gli Stati Uniti a raggiungere la leadership in ambito tecnologico”, si legge in un comunicato diffuso oggi dall’azienda cinese.

La scorsa settimana, Huawei ha ingaggiato tre avvocati esperti in sanzioni economiche alla sua rete di lobbisti a Washington in risposta alle crescenti pressioni provenienti dall’amministrazione del presidente Usa, Donald Trump. I tre avvocati dello studio legale Sidley Austin lavoreranno per conto di Huawei in aree quali “il controllo alle esportazioni, il commercio, le sanzioni economiche e altre questioni legate alla sicurezza nazionale”, secondo una richiesta di registrazione presentata alle autorità Usa. Sidley Austin è uno studio legale con sede a Chicago, specializzato in contenziosi transattivi. I tre legali, recentemente registratisi come lobbisti per Huawei, sono Robert Torresen, Thomas Green e Mark Hopson, specializzati in crimini finanziari e sanzioni economiche.

Il miliardario fondatore di Huawei Technologies, Ren Zhengfei, intende lanciare una riorganizzazione quinquennale del colosso cinese dell’elettronica per le comunicazioni, per dar vita a una “armata di ferro” in grado di resistere alla campagna di boicottaggio globale degli Stati Uniti e di affermarsi come leader mondiale del 5G. In una circolare interna visionata da “Bloomberg”, Ren avverte che il business dell’elettronica per il consumo di Huawei di trova di fronte a una “dolorosa lunga marcia” necessaria a sopravvivere alla minaccia esistenziale rappresentata dall’inserimento nella lista nera del dipartimento del Commercio Usa. La nota del fondatore di Huawei pare anticipare la rimozione di intere divisioni o organizzazioni aziendali ritenute non necessarie o ridondanti, anche se nel documento manca qualunque dettaglio in merito alla futura ristrutturazione. “Dobbiamo completare una rivoluzione in condizioni aspre e difficili, e ar vita a una invincibile armata di ferro che possa aiutarci a conseguire la vittoria”, recita la circolare datata 2 agosto. “Dobbiamo assolutamente completare questa riorganizzazione entro tre o cinque anni”.

Il colosso cinese dell’elettronica per le comunicazioni Huawei Technologies Co. ha visto accelerare la crescita del proprio fatturato a circa il 30 per cento nella prima metà del 2019, dopo che alcune divisioni cruciali dell’azienda sono riuscite a garantirsi le forniture necessarie alla produzione a dispetto delle restrizioni all’export di tecnologie Usa imposte dal governo degli Stati Uniti. Lo riferiscono fonti citate da “Bloomberg”, a circa due mesi di distanza dal “bando” dell’amministrazione del presidente Usa Donald Trump che ha isolato l’azienda da buona parte dei suoi fornitori statunitensi.

Secondo “Bloomberg”, l’azienda inizia comunque ad avvertire gli effetti del bando: il fatturato di Huawei era cresciuto del 39 per cento nel primo trimestre di quest’anno, in forte aumento rispetto alla fine del 2018; nel secondo trimestre, però, la crescita ha subito una decelerazione, sino ad attestarsi al 30 per cento per i primi sei mesi dell’anno in corso. Huawei sta intraprendendo tutte le iniziative possibili per aumentare le vendite su scala mondiale, assegnando 10mila sviluppatori su tre turni giornalieri per sviluppare alternative ai software e alle componenti Usa. Sinora l’azienda ha sostenuto il fatturato assicurandosi contratti per le apparecchiature 5G; nel frattempo, il management sostiene il morale interno distribuendo premi ai dipendenti che hanno maggiormente contribuito a scongiurare una crisi immediata.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato lunedì, 22 luglio, gli amministratori delegati di Google, Broadcom e altre società tecnologiche per discutere di pratiche commerciali e questioni inerenti alla sicurezza nazionale. In un comunicato stampa, la Casa Bianca ha definito l’incontro “costruttivo”. Un argomento rimasto in sospeso riguarda il divieto statunitense al colosso tecnologico cinese Huawei. A maggio il dipartimento del Commercio ha inserito Huawei in una “lista nera”, vietando così alle compagnie statunitensi di vendere parti e componenti al gigante cinese senza delle licenze speciali. I dirigenti hanno richiesto “decisioni tempestive sulle licenze” al dipartimento del Commercio per quanto riguarda Huawei, e il presidente ha concordato con loro, si legge nella nota della Casa Bianca.

Gli amministratori delegati delle compagnie presenti alla riunione con Trump erano Sanjay Mehrotra di Micron, Stephen Milligan di Western Digital, Steven Mollenkopf di Qualcomm, Sundar Pichai di Google, Chuck Robbins di Cisco, Robert Swan di Intel e Hock Tan di Broadcom. Tra i funzionari della Casa Bianca e dell’amministrazione Trump presenti all'incontro c'erano Jared Kushner, genero del presidente e consigliere senior, il consulente economico Larry Kudlow, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il segretario al Commercio Wilbur Ross.

La Camera e il Senato federali degli Stati Uniti hanno introdotto alla fine del mese scorso una legislazione bipartisan, “The Future 5G Future Act di Defending America”, per impedire all'amministrazione Trump di rimuovere il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei dalla lista nera del dipartimento del Commercio senza l'approvazione del Congresso. Il disegno di legge presentato al Senato dai senatori repubblicani Tom Cotton, Marco Rubio e Mitt Romney e dai senatori democratici Chris Van Hollen, Mark Warner e Richard Blumenthal, è stato studiato per conferire al Congresso l'autorità di porre il veto a qualsiasi esenzione che cerchi di consentire alle società statunitensi di fare affari con Huawei. Nella Camera dei rappresentanti, Democratici e Repubblicani si sono riuniti per presentare una proposta analoga.

Lo scorso 9 luglio l'amministrazione Trump aveva annunciato che avrebbe consentito alle società statunitensi di continuare a fare affari con Huawei, annuncio fatto poche settimane dopo aver inserito la compagnia in una "lista nera" del dipartimento del Commercio. Il segretario al Commercio Wilbur Ross ha confermato, dopo il colloquio del mese scorso tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, la decisione dell'amministrazione di rilasciare licenze per le società statunitensi che vogliono fare affari con Huawei, specificando che sarebbe avvenuto "lì dove non ci sia alcuna minaccia alla sicurezza nazionale". (Was)
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