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Brasile: Senato, nomina di Eduardo Bolsonaro come ambasciatore Usa sarebbe nepotismo
 
 
Brasilia, 19 ago 2019 17:37 - (Agenzia Nova) - I consulenti legali del Senato brasiliano, Renato Rezende e Tarciso Jardim, hanno denunciato che l'eventuale nomina del deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente in carica, come ambasciatore del Brasile a Washington costituirebbe un grave caso di nepotismo. Secondo quanto affermano i consulenti un decreto del 2010 vieta espressamente la nomina da parte di pubblici ufficiali di parenti per incarichi commissionati o fiduciari, ad eccezione degli incarichi di natura politica. Ma, secondo il parere dei tecnici, l'eventuale nomina di Eduardo Bolsonaro non corrisponde all'eccezione consentita, in quanto il ruolo di ambasciatore non è politico.

Il parere dei consulenti legislativi è stato redatto su richiesta del senatore Alessandro Vieira. La perizia serve ad aiutare i senatori nel formulare una propria idea in vista di una possibile votazione sull'argomento. Oltre a dichiarare che l'eventuale candidatura costituirebbe nepotismo, i tecnici hanno concluso che Eduardo Bolsonaro, se nominato, dovrà dimettersi dall'incarico di deputato prima che il messaggio presidenziale con la nomina venga letto in Senato. Questo mette a rischio la possibile permanenza di Eduardo Bolsonaro in parlamento nel caso in cui il Senato non approvi la nomina ad ambasciatore. Per essere approvata, questa necessita della metà più uno dei voti, a condizione che almeno 41 degli 81 senatori siano presenti alla sessione. Il voto, sia in commissione che in aula è segreto.

La possibilità di nominare il terzogenito del presidente come ambasciatore a Washington era stata avanzata per la prima volta dal capo dello stato lo scorso 12 luglio. "C'è questa possibilità: è un amico dei figli del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parla inglese e spagnolo ed è molto esperto, dal mio punto di vista potrebbe essere una persona adeguata e farebbe un ottimo lavoro a Washington", aveva dichiarato Bolsonaro in un'intervista al quotidiano argentino "Clarin". Il Brasile ha quindi presentato agli Stati Uniti le credenziali per l'indicazione di Eduardo Bolsonaro lo scorso 26 luglio. "La richiesta è stata inoltrata e attendiamo la risposta statunitense, secondo la prassi diplomatica. Ma sono molto sicuro che il governo americano concederà l'autorizzazione ed Eduardo Bolsonaro sarà un grande ambasciatore", aveva dichiarato il il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, nel corso della conferenza stampa al termine del vertice dei ministri degli Esteri dei paesi del Brics a Rio de Janeiro.

Lo scorso 9 agosto, poi, il governo degli Stati Uniti ha trasmesso a Brasilia il gradimento formale per la nomina di Eduardo Bolsonaro come ambasciatore a Washington. Per l'indicazione definitiva dell'ambasciatore, manca soltanto l'approvazione alla nomina da parte del senato brasiliano. Il presidente Bolsonaro è intervenuto per blindare la nomina del figlio ed evitare che i malumori manifestati da parte di molti senatori facciano sfumare l'indicazione. "Se il Senato dovesse votare contro la nomina, il giorno dopo licenzierò Ernesto Araujo e indicherò mio figlio come ministro degli Esteri. In questo modo coordinerà l'attività di oltre 200 ambasciatori in tutto il mondo", ha dichiarato Bolsonaro alla stampa a margine di un incontro presso il palazzo presidenziale del Planalto.

Il posto di ambasciatore del Brasile negli Stati Uniti è scoperto dallo scorso aprile, dopo che l'allora titolare della sede, Sergio Amaral, era stato rimosso dall'incarico. Amaral era stato il primo dei diplomatici a perdere il posto in una tornata di ricambi annunciata dal governo brasiliano. Nel mese di marzo, poco prima di partire per la sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti, il presidente Bolsonaro aveva riferito ai giornalisti che avrebbe voluto sostituire l'ambasciatore a Washington, lamentando di essere presentato come un dittatore, razzista e omofobo senza che i diplomatici brasiliani lo difendessero in modo adeguato. (Brb)
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