GIAPPONE-RUSSIA
 
Giappone-Russia: delegazione russa Curili giunta nell'Hokkaido per attività economiche congiunte
 
 
Tokyo, 19 ago 10:04 - (Agenzia Nova) - Una delegazione di rappresentanti ufficiali russi della regione di Sakhalin e dell’isola di Kunashir sono arrivate in Giappone nel quadro di un programma “visa-free” in linea con gli accordi che prevedono delle attività economiche congiunte sulle Isole Curili. È quanto riferisce l’agenzia di stampa “Kyodo”, secondo cui la delegazione è giunta al porto di Nemuro, nell’isola di Hokkaido, e si tratterrà in Giappone sino al 23 agosto per valutare alcuni impianti di riciclaggio e degli inceneritori con l’intento di sfruttare simili soluzioni nelle Curili. Nonostante gli accordi siglati per cercare di favorire un disgelo sulla questione irrisolta delle Curili, Russia e Giappone continuano ad avere dei problemi. Lo scorso 6 agosto il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatore giapponese a Mosca, Toyohisa Kodzuki, per protestare contro le violazioni commesse da alcuni cittadini giapponesi. "Il 6 agosto, l'ambasciatore giapponese in Russia Kodzuki è stato convocato al ministero degli Esteri russo. Il vice ministro degli Esteri Igor Morgulov ha attirato l'attenzione dell'ambasciatore sull'accettabilità delle 'proteste' di Tokyo in relazione alle azioni della Federazione Russa sul suo territorio sovrano, le Isole Curili meridionali, legalmente basato sui risultati della Seconda guerra mondiale", ha affermato il ministero in una nota. Secondo la nota, a Kodzuki è stata consegnata anche una nota che esprimeva "una protesta decisiva per le violazioni nelle isole commesse da partecipanti giapponesi in programmi di scambio senza visti con le isole". "Alla parte giapponese è stato chiesto di sviluppare un approccio responsabile alla formazione di gruppi senza visto", ha aggiunto il ministero.

Le isole Curili sono al centro di un’annosa disputa territoriale tra Russia e Giappone. Il grande accordo promosso quasi tre anni fa dal primo capo del governo di Tokyo, Shinzo Abe, per chiudere la questione sembra essersi definitivamente arenato dopo il nuovo rifiuto di Mosca ad avviare colloqui per la spartizione delle quattro isole Curili Meridionali, come previsto dalla dichiarazione congiunta sottoscritta dai due paesi nel 1956. Da anni Tokyo sollecita il governo russo ad accelerare i negoziati sulla base di tale dichiarazione, che prevede appunto la spartizione delle isole contese a nord dell’Hokkaido, qualora i due paesi giungessero ad archiviare formalmente le ostilità della Seconda guerra mondiale con un trattato di pace. Le Curili Meridionali sono state occupate dall’Unione Sovietica al termine della Seconda guerra mondiale; la dichiarazione congiunta comporterebbe la restituzione al Giappone delle due isole più piccole, Habomai e Shikotan. Lo scorso novembre Abe pareva aver strappato al presidente russo, Vladimir Putin, di accelerare i colloqui verso tale obiettivo; le ultime indiscrezioni diplomatiche riportate dalla stampa giapponese, all’inizio di questa settimana, riferiscono però del rifiuto di Mosca a dar seguito a tali accordi verbali.

I colloqui tra i leader dei due paesi, alla fine dello scorso anno, parevano aver impresso una svolta senza precedenti ai negoziati, tanto da spingere il premier giapponese ad annunciare l’obiettivo di una svolta storica nelle relazioni bilaterali entro la fine del suo mandato, nel 2020. Nei mesi scorsi, il governo giapponese ha però dovuto compiere ripetuti passi indietro, sino a rinunciare completamente a qualsiasi orizzonte temporale specifico per la firma di un trattato di pace: e ciò nonostante l’avvio di colloqui diretti tra i ministri degli Esteri dei due paesi, e i parziali progressi sul fronte della cooperazione economica nei territori contesi. Neanche l’incontro tra Abe e Putin a margine del summit del G20 a Osaka, alla fine di giugno, ha prodotto alcun progresso apprezzabile, e i due leader si sono limitati a confermare che i colloqui proseguono.

Secondo le fonti diplomatiche citate dalla stampa giapponese, il governo russo ha rifiutato di avviare colloqui con il Giappone per la spartizione delle Curili Meridionali. Il tema della sovranità sulle quattro isole resta il principale ostacolo alla firma di un trattato di pace tra i due paesi. Mosca è restia a cedere anche solo una parte delle isole, per il timore che ciò possa avvicinare la presenza militare statunitense a Vladivostok, base della Flotta russa del Pacifico. Tokyo pare essersi risolta a ridimensionare i propri obiettivi, concentrandosi sulla definizione delle attività economiche congiunte sulle isole. Il rischio, però, è che tale passo indietro comporti la rinuncia di fatto da parte di Tokyo alla sovranità sulle Curili Meridionali, su cui la Russia sta cementando rapidamente il proprio controllo, anche attraverso una rafforzata presenza militare. (Git)
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