DIFESA
 
Difesa: Giappone, via libera formale ad acquisto F-35
 
 
Tokyo, 19 ago 05:48 - (Agenzia Nova) - Il ministero della Difesa del Giappone ha formalmente approvato l’acquisto di 42 caccibombardiere F-35B, la versione a decollo corto ed atterraggio verticale del velivolo di quinta generazione sviluppato da Lockheed Martin., al prezzo unitario di 14 miliardi di yen (132 milioni di dollari). Il governo giapponese aveva indicato lo scorso anno di voler acquistare il velivolo per l’imbarco sulle due maggiori portaelicotteri delle Forze di autodifesa marittima giapponesi, prossime alla conversione in portaerei a tutti gli effetti. Il ministero della Difesa ha ricevuto una offerta formale da Lockheed Martin lo scorso giugno, ed ha verificato da allora che il velivolo risponda ai requisiti e alle specifiche necessari alle Forze armate giapponesi. I fondi per l’acquisto dei primi 18 velivoli verranno stanziati entro il 2023, mentre non è stato ancora definito il termine per l’acquisizione dei rimanenti 24 esemplari.

Il Giappone ha ripreso lo scorso 1° agosto i voli di addestramento dei suoi velivoli da combattimento di quinta generazione F-35A, a quasi quattro mesi di distanza dallo schianto di uno di quei velivoli al largo delle coste del paese, costato la vita al pilota. Nonostante le misure adottate dalle autorità giapponesi per garantire la sicurezza, permangono però dei dubbi, legati non soltanto a una serie di problematiche accertate e presunte ad hardware e componenti, ma anche ai vincoli contrattuali che precludono ad alcuni paesi talune procedure di riparazione o manutenzione dei velivoli di Lockheed Martin.

In un rapporto provvisorio sull’incidente del 9 aprile, il ministero della Difesa giapponese ha attribuito lo schianto a una condizione di “disorientamento spaziale” del pilota, il 41enne Akinori Hosom. Le indagini sull’incidente – il primo mortale a coinvolgere un F-35 – è oggetto di crescente attenzione, specie dopo che il governo giapponese ha adottato un piano per l’acquisto di 105 velivoli dello stesso tipo, al costo di 107 milioni di dollari ad esemplare. La Difesa giapponese ha analizzato i dati radar e le registrazioni delle comunicazioni di altri tre F-35A che volavano con l’aereo precipitato nel Pacifico al largo della prefettura di Aomori, il 9 aprile scorso. Il Giappone ha interrotto le ricerche del velivolo dopo averne rinvenuti alcuni frammenti, inclusa la scatola nera, che però è risultata gravemente danneggiata e prima del supporto di memoria.

Stati Uniti e Giappone avevano intrapreso una vasta operazione nell’Oceano Pacifico per tentare di recuperare le componenti chiave del cacciabombardiere di quinta generazione F-35 precipitato lo scorso aprile, ed evitare così che potenze avversarie possano impadronirsi di tecnologie sensibili. Il ministero della Difesa giapponese ha annunciato il 7 maggio che alcuni rottami del velivolo, che era in dotazione alle Forze aeree di autodifesa giapponesi, sono già state recuperare al largo della prefettura di Aomori, dove il velivolo si è inabissato nel corso di una esercitazione il 9 aprile scorso. Gran parte delle componenti contenenti tecnologie e ritrovati segreti si trovano però ancora sul fondo dell’oceano, a migliaia di metri di profondità. La Marina Usa ha acquisito in leasing un batiscafo di supporto appositamente destinato al recupero di alcune parti del velivolo.

Il generale Charles Brown, comandante delle Forze aeree statunitensi del Pacifico, ha annunciato il ritrovamento del velivolo e l’avvio delle operazioni di recupero il 29 aprile. Nelle scorse settimane Stati Uniti e Giappone hanno mobilitato risorse ingenti per individuare e recuperare il relitto del cacciabombardiere, nel timore che i resti dell’avanzato aereo da combattimento possano cadere in mano di Cina e Russia. Sin dalla sparizione del velivolo in forza all’Aeronautica giapponese, il 9 aprile scorso, Usa e Giappone hanno inviato schierato aerei da pattugliamento marittimo e navi per ritrovare il velivolo e il suo pilota, il maggiore Akinori Hosomi, il cui corpo non è stato ancora individuato. Alla ricerca partecipano velivolo P-8A Poseidon, destinati alla lotta antisommergibile, e il cacciatorpediniere Uss Stethem, equipaggiato con il potente sistema radar Aegis. Alla ricerche avrebbero preso parte addirittura bombardieri strategici B-52 decollati da Guam. Gli Usa hanno attribuito al recupero del velivolo una priorità senza precedenti in casi simili: l’F-35, infatti, rappresenta il nerbo tecnologico della superiorità aerea di Usa e paesi alleati per decenni a venire, e Washington teme che i principali avversari strategici del paese possano impossessarsi in qualche modo delle tecnologie installate nell’aereo.

Secondo indiscrezioni circolate dopo l’incidente, il pilota dell’F-35 schiantatosi in mare aveva chiesto di interrompere la missione poco prima che la Base aerea di Misawa perdesse il contatto con il velivolo. Il ministero della Difesa giapponese ha avviato una indagine in merito alle cause dello schianto. Quello del 9 aprile scorso è il primo incidente mortale a coinvolgere un aereo da combattimento F-35 di Lockheed Martin, velivolo assai sofisticato protagonista di un lungo e travagliato percorso di sviluppo. Tokyo ha chiesto l’assistenza degli Stati Uniti per indagare le cause dell’incidente. La Difesa giapponese ha istituito uno squadrone di F-35A a Misawa il mese scorso; Tokyo intende schierare in tutto 105 F-35A, in aggiunta a 42 F-35B a decollo corto in vista della conversione delle portaelicotteri del paese. (Git)
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