KOSOVO-SERBIA
 
Kosovo-Serbia: governo Pristina su dichiarazione Quintetto, mai ostacolato dialogo con Belgrado
 
 
Pristina, 14 ago 09:18 - (Agenzia Nova) - Il governo di Pristina non ha mai ostacolato il dialogo con Belgrado ed è pronto a tornare al tavolo dei negoziati per raggiungere un accordo "legalmente vincolante sulla base degli attuali confini e del reciproco riconoscimento". Questo il commento dell'ufficio del governo di Pristina alla dichiarazione congiunta dei paesi del Quintetto per il Kosovo (Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti) sulla ripresa del dialogo. Secondo il governo di Pristina, "la decisione di introdurre dazi sui prodotti dalla Serbia e dalla Bosnia Erzegovina è stata necessaria per proteggere gli interessi del Kosovo dalle azioni ostili della Serbia". Anche il presidente del parlamento di Pristina, Kadri Veseli, ha commentato la dichiarazione dei paesi del Quintetto osservando che è necessario proteggere gli interessi del Kosovo tramite il sostegno della comunità internazionale: l'Ue, secondo il politico kosovaro, dovrebbe impedire che la Serbia possa finanziare "strutture parallele in Kosovo e dovrebbe fermare i progetti colonialisti serbi fondati sulla costruzione di quartieri nel nord".

I paesi del Quintetto (Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti) hanno emesso ieri un comunicato congiunto in cui auspicano la realizzazione di una piena normalizzazione dei rapporti fra Belgrado e Pristina. Secondo la nota, gli Stati auspicano una normalizzazione attraverso un accordo onnicomprensivo, politicamente sostenibile e legalmente vincolante che contribuisca alla stabilità regionale. Lo status quo, prosegue la nota, impedisce un progresso del cammino sia del Kosovo che della Serbia verso l'Unione europea e "semplicemente non è sostenibile" Dopo anni di stagnazione, prosegue la nota, è arrivato il tempo di porre fine ai conflitti degli anni '90 e garantire alle popolazioni di Kosovo e Serbia un futuro sicuro e prosperoso, negoziando in buona fede un accordo che sia sostenibile da entrambe le parti. Per questo i paesi che hanno sottoscritto la nota fanno urgente appello a Kosovo e Serbia per un nuovo avvio del dialogo facilitato dall'Unione Europea e chiedono che entrambe le parti evitino azioni in grado di ostacolare un accordo finale, il quale è invece necessario per entrambi i paesi per raggiungere una maggiore integrazione euro-atlantica e i conseguenti benefici.

"Noi siamo pronti ad assumere il nostro ruolo nel processo a sostegno dell'Alto rappresentante Ue, ma non possiamo farlo fino a che non darete entrambi un segnale verso il compromesso, verso la rimozione degli ostacoli e verso una ripresa dei colloqui", si legge ancora nella nota. Per il Kosovo, prosegue il comunicato, questo significa sospendere i dazi imposti alla Serbia. Per la Serbia, questo significa sospendere la campagna per un non riconoscimento del Kosovo. "Vogliamo vedere la gente del Kosovo e della Serbia beneficiare di una pace duratura e avere l'opportunità di costruire il suo futuro. Restiamo pronti ad assisterli in ogni modo possibile", conclude la nota.

"La Serbia continuerà a condurre una politica in linea con i propri interessi nazionali", ha commentato ieri il direttore dell'Ufficio del governo serbo per il Kosovo, Marko Djuric, in replica alla nota emessa dai paesi del Quintetto a proposito delle relazioni fra Belgrado e Pristina. Djuric ha osservato che non si possono mettere sullo stesso piano coloro che violano l'Accordo di libero scambio Cefta e coloro che si difendono dall'ingresso di una parte del proprio territorio nelle organizzazioni internazionali. (Kop)
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