LIBIA
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Libia: accuse di pulizia etnica a Murzuq, oltre 2.200 famiglie arabe sfollate
 
 
Bengasi, 19 ago 09:06 - (Agenzia Nova) - Più di 2.200 famiglie arabe sono state sfollate dalle loro case a Murzuq, nel sud della Libia, da uomini armati delle tribù Tebu e da estremisti islamici. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” l’attivista locale Wesam Tag Aldeen. “I miliziani Tebu dell'opposizione armata ciadiana e gli estremisti islamici libici hanno attaccato domenica mattina (18 agosto) diversi quartieri arabi della città, in particolare le zone densamente popolate di Al Fateh e Al Mgaryef, usando l’artiglieria pesante, mortai e missili Grad”, ha detto Tag Aldeenm, parlando di “numerosi morti e feriti”. Secondo l’attivista, la forza d'attacco "è composta da alcuni uomini armati delle tribù libiche Tebu, un gran numero di membri dell'opposizione ciadiana ed estremisti appartenenti al Consiglio della Shura dei Mujaheddin di Bengasi". La tribù dei Tebu è un gruppo etnico sahariano, di origine etiope, presente ai confini di Libia, Ciad e Niger. Dal 2011 il sud della Libia è teatro di una lotta tra i Tebu e diverse tribù arabe per il controllo delle rotte transfrontaliere attraverso cui transitano merci e bestiame, ma anche migranti, sigarette, droghe ed armi; si tratta di una vastissima area desertica che confina con l'Algeria, il Niger ed il Ciad e che sfugge all'autorità di Tripoli. La zona di Murzuq è tornata di recente al centro di un conflitto tra il Governo di accordo nazionale (Gna), l’organo esecutivo libico con sede a Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite, e l’Esercito nazionale libico (Lna) comandato dal generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica che dal 4 aprile scorso assedia Tripoli. (segue) (Bel)
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