KOSOVO
 
Kosovo: premier Haradinaj, accordo con Montenegro per discutere demarcazione confini
 
 
Pristina, 19 ago 09:43 - (Agenzia Nova) - Esiste un accordo fra le autorità del Kosovo e quelle del Montenegro per lavorare sulla correzione della demarcazione dei confini fra i due paesi. Lo ha dichiarato il premier kosovaro dimissionario Ramush Haradinaj tramite il proprio profilo Facebook. “Siamo riusciti a proteggere la nostra terra attraverso il diritto alla correzione nella direzione di Kulla e Cakorr e abbiamo concordato con il premier del Montenegro di avviare i lavori di commissioni interstatali”, ha scritto Haradinaj.

Il parlamento del Kosovo, dopo le diverse interruzioni a causa del lancio di lacrimogeni di alcuni esponenti dell'opposizione, ha approvato il 21 marzo 2018 la ratifica dell'accordo sulla demarcazione dei confini con il Montenegro. L’accordo è stato votato con 80 voti a favore, il minimo necessario per ottenere il quorum dei due terzi, mentre sono 11 i parlamentari che si sono espressi in maniera contraria. La ratifica dell’accordo era l’ultima condizione necessaria per ottenere l’abolizione dei visti d’ingresso per cittadini kosovari nei paesi dell’Unione europea.

“Il Kosovo otterrà la liberalizzazione dei visti da parte dell'Unione europea intorno alla metà del prossimo dicembre”, ha dichiarato il presidente del parlamento di Pristina Kadri Veseli, dopo che l'assemblea legislativa ha ratificato l'accordo con il Montenegro grazie al raggiungimento degli 80 voti a favore, ovvero il minimo necessario per ottenere il quorum dei due terzi necessario. Nelle scorse settimane lo stesso Veseli, leader dello schieramento leader della maggioranza di governo (Partito democratico del Kosovo, Pdk), è stato protagonista di un’intensa attività di mediazione tra i capi gruppo dei partiti kosovari nel tentativo di assicurare i numeri per la ratifica. Diverse volte infatti nelle scorse settimane il voto sulla ratifica era sfumato per il mancato raggiungimento dei due terzi dei consensi in parlamento a Pristina, a causa soprattutto dell’ostruzionismo della Lista serba e del movimento Vetevendosje.

Proprio quest’ultimo schieramento, forza politica dell’opposizione nazionalista di sinistra, ha tentato anche un estremo tentativo di impedire il voto lanciando gas lacrimogeni in parlamento e suscitando dure reazioni della comunità internazionale: gli ambasciatori di diversi paesi occidentali hanno condannato l’uso della violenza fino a recarsi recandosi direttamente presso la sede Assemblea nazionale di Pristina per mostrare il proprio sostegno al completamento del processo. Anche il presidente Hashim Thaci ha condannato il lancio di gas lacrimogeni parlando di gesti “dannosi per la reputazione internazionale del Kosovo”.

Dopo l'esito positivo, lo stesso presidente kosovaro Thaci si è poi congratulato con i parlamentari del governo e dell'opposizione di Pristina per aver ratificato l'accordo. In una dichiarazione diffusa tramite il suo profilo Twitter, Thaci ha ringraziato "gli amici dall'Unione europea e dagli Stati Uniti per il sostegno" e anche "la leadership politica montenegrina per aver lavorato con noi". "Il voto sulla demarcazione dei confini è la condizione finale, per quanto ingiusta possa apparire, per i cittadini del Kosovo di viaggiare liberamente in Europa. Ora la palla passa alla Commissione europea per lavorare con noi e effettuare i passi necessari in modo che i bambini kosovari possano rompere le catene di decenni di isolamento". "Vorrei ribadire che la partnership con il popolo e la leadership del Montenegro, nostro alleato e partner strategico, è stata decisiva per permettere il voto", ha dichiarato Thaci precisando che tale contributo è stato fondamentale "sia quando abbiamo siglato il Trattato nel 2015 che per l'intesa con Podgorica di alcune settimane fa".

Il presidente kosovaro e l'omologo montenegrino Filip Vujanovic hanno infatti siglato a febbraio una dichiarazione congiunta, che lascerebbe aperta la possibilità di modifiche ad alcune parti dell'accordo anche in un momento successivo alla ratifica. Tale dichiarazione ha avuto il merito di compattare gli schieramenti di maggioranza e opposizione a Pristina, assicurando alcuni deputati contrari all'accordo per presunte perdite territoriali per oltre 8000 ettari "subite" dal Kosovo.

L’Unione europea ha esternato prontamente il suo apprezzamento per la ratifica a Pristina dell'accordo tra Kosovo e Montenegro sottolineando che “rappresenta una conquista reale, un progresso concreto e benvenuto, che è davvero nello spirito delle relazioni di buon vicinato e della nuova Strategia della Commissione sui Balcani occidentali”. Tramite una dichiarazione congiunta dell'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, del commissario Ue per gli Affari interni, Dimitris Avramopoulos, e del commissario Ue per l'Allargamento, Johannes Hahn, Bruxelles ha confermato che tale sviluppo è anche realizzazione di uno dei criteri per la liberalizzazione dei visti per il Kosovo” e sarà “a beneficio soprattutto e prima di tutto della popolazione". "Nel 2016 la Commissione ha proposto a Consiglio e Parlamento di eliminare l'obbligo del visto per i cittadini kosovari, nell'intesa che il Kosovo avrebbe ratificato l'accordo di demarcazione dei confini con il Montenegro e rafforzato la lotta contro il crimine organizzato e la corruzione". Sul secondo punto, "continua la valutazione anche alla luce delle ultime informazioni fornite dalle autorità del Kosovo. L'Unione europea – conclude la dichiarazione – si aspetta che tutte le parti in Kosovo continuino il duro lavoro e gli sforzi di successo per raggiungere la liberalizzazione dei visti per la popolazione del Kosovo e nell'interesse della regione".

Anche l’ambasciata degli Stati Uniti in Kosovo ha sottolineato che la ratifica dell'accordo conferma che il posto di Pristina è in Europa. "Ogni parlamentare che ha votato per la ratifica di questo accordo può essere fiero di sapere di aver fatto la cosa giusta e una scelta coraggiosa per il bene del vostro paese", si legge in una nota diffusa dall'ambasciata Usa. Secondo la rappresentanza di Washington a Pristina, "ora l'attenzione del governo del Kosovo deve rivolgersi alle altre priorità in agenda che faranno avanzare il paese sullo Stato di diritto, sullo sviluppo economico e sulle aspirazioni euro-atlantiche. L'ambasciata e gli Stati Uniti - prosegue la nota - continueranno a sostenere gli sforzi dei cittadini del Kosovo per raggiungere la piena integrazione della nazione nella famiglia europea". (Kop)
ARTICOLI CORRELATI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TUTTE LE NOTIZIE SU..