COREA DEL NORD
 
Corea del Nord: Pyongyang effettua un nuovo lancio di missili nel Mar del Giappone
 
 
Seul, 16 ago 04:21 - (Agenzia Nova) - La Corea del Nord ha effettuato il lancio di due proiettili non identificati nel Mar del Giappone questa mattina. Lo ha annunciato il ministero della Difesa della Corea del Sud. I proiettili – probabilmente missili balistici a corto raggio – sono stati lanciati dalla contea di Tongcheon, nella provincia nordcoreana di Gangwon, secondo quanto riferito dallo stato maggiore congiunto di Seul. Le autorità militari sudcoreane ritengono inoltre che Pyongyang si appresti a effettuare nuovi lanci nel prossimo futuro. Quello di stamattina è il sesto test di missili balistici a corto raggio effettuato da Pyongyang a partire dallo scorso 25 luglio.

La Corea del Nord ha giustificato i test balistici effettuati nelle scorse settimane tramite una nota ufficiale pubblicata nella giornata di ieri, in cui si sostiene che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riconosce a Pyongyang il diritto all’autodifesa. “Persino il presidente degli Stati Uniti ha affermato di riconoscere di fatto il diritto all’autodifesa di uno Stato sovrano, affermando che (si è trattato) di test missilistici di entità circoscritta, come quelli di molti altri Stati”, ha affermato Kwon Jong Gun, responsabile per gli Affari americani presso il ministro degli Esteri nordcoreano, tramite una nota rilanciata dall’agenzia di stampa ufficiale “Korean Central News Agency”. I test di missili balistici a corto raggio recentemente effettuati dalla Corea del Nord sono vietati dalle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma il presidente Usa Trump, la cui amministrazione sta tentando di rilanciare il dialogo sulla denuclearizzazione con il Nord, ha sminuito l’importanza e la pericolosità dei lanci. In un tweet pubblicato a inizio agosto, proprio Trump ha affermato che i missili a corto raggio non sono stati oggetto di discussione in occasione dei suoi incontri con il leader nordcoreano Kim Jong-un.

Le Forze armate di Stati Uniti e Corea del Sud hanno intrapreso una esercitazione congiunta annuale la scorsa settimana, sfidando gli avvertimenti inviati nelle ultime settimane dalla Corea del Nord, che ha effettuato lanci di missili balistici a corto raggio e ventilato danni ai negoziati sulla denuclearizzazione tra Pyongyang e Washington. Le nostra esercitazione congiunta tesa a verificare la capacità (di Seul) di riacquisire il comando delle operazioni in tempo di guerra è in fase di avvio”, ha riferito alla stampa un funzionario della Difesa sudcoreana. Ad oggi il trattato di sicurezza in vigore tra Washington e Seul prevede che in caso di conflitto nella Penisola coreana, il comando delle operazioni congiunte venga affidato a un generale statunitense. Seul negozia da anni la revisione di tale disposizione. Analisti citati dalla stampa sudcoreana affermano che l’esercitazione congiunta intrapresa oggi potrebbe rinviare il rilancio dei colloqui sulla denuclearizzazione sino alla fine di quest’anno.

Il governo degli Stati Uniti aveva sollecitato la Corea del Nord a desistere da “ulteriori provocazioni”, dopo il lancio di due missili balistici a corto raggio effettuato da Pyongyang nella mattinata del 25 luglio. “Sollecitiamo a evitare ulteriori provocazioni”, aveva dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato Usa, Morgan Ortagus. “Vogliamo un confronto diplomatico con la Corea del Nord. Continuiamo a insistere e auspicare che questi negoziati di lavoro vadano avanti”, aveva aggiunto la portavoce, ribadendo al contempo che le sanzioni Usa a carico di Pyongyang rimarranno in vigore sino al raggiungimento dell’obiettivo della denuclearizzazione della Corea del Nord.

Lo stato maggiore congiunto delle Forze armate sudcoreane ritiene che il secondo dei missili balistici a corto raggio collaudati dalla Corea del Nord alla fine del mese scorso sia un nuovo tipo di arma balistica sviluppata da Pyongyang. Lo hanno riferito i media sudcoreani, che citano le prime valutazioni dello stato maggiore congiunto del Sud. Il missile ha sorvolato il Mar del Giappone per 690 chilometri, prima di inabissarsi in mare. “Abbiamo individuato alcune caratteristiche che indicano che il secondo missile potrebbe essere di un nuovo tipo. Tale possibilità richiede ulteriori analisi e valutazioni”, ha dichiarato un funzionario della Difesa sudcoreana all’agenzia di stampa “Yonhap”. Pyongyang ha effettuato due test balistici anche lo scorso maggio; ciononostante, nell’arco dell’ultimo mese si sono registrati alcuni potenziali progressi verso il rilancio del dialogo sulla denuclearizzazione tra Pyongyang e Washington.

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha ispezionato martedì 23 luglio il sito dell’assemblaggio di un nuovo sottomarino d’attacco destinato alle Forze navali del paese. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana “Korean Central News Agency” (“Kcna”), che ha anche pubblicato una serie di fotografie. Secondo l’agenzia, Kim ha espresso soddisfazione per lo stato di avanzamento dei lavori e per le caratteristiche del sottomarino, ed ha “sottolineato la necessità di rafforzare le capacità di difesa nazionale, destinando profondi sforzi allo sviluppo dell’arsenale navale e di sistemi come i sottomarini”. Secondo “Kcna”, il nuovo sottomarino opererà nelle acque del Mar Cinese Meridionale. La stampa ufficiale sudcoreana non ha fornito dettagli in merito al cantiere navale dove si svolge l’assemblaggio del sottomarino, né precisato le dimensioni e le caratteristiche di quest’ultimo. Lo scorso giugno, sulla base di immagini satellitari, il sito web di analisti sulla Corea del Nord “38 North” ha riferito che Pyongyang sta costruendo un sottomarino lanciamissili balistici presso il cantiere navale Sinpo South. Un sottomarino lanciamissili balistici dal dislocamento superiore a 3mila tonnellate potrebbe essere in grado di minacciare il territorio nazionale statunitense.

Il mese scorso la Corea del Nord ha denunciato l’acquisto di cacciabombardieri di quinta generazione F-35 da parte della Corea del Sud, definendolo un “atto estremamente pericoloso”, e avvertendo che l’inclusione di velivoli stealth nell’arsenale sudcoreano costringerà il Nord a sviluppare e collaudare “armamenti speciali” tesi a contrastare efficacemente la nuova minaccia. L’agenzia di stampa ufficiale della Corea del Nord, “Korean Central News Agency” (“Kcna”) ha riportato le dichiarazioni di un funzionario anonimo dell’Istituto di studi americani del ministero degli Esteri nordcoreano, che ha definito le autorità di Seul “impudenti e patetiche” per aver acquistato sofisticati armamenti Usa “parlando contemporaneamente a gran voce di riconciliazione e cooperazione” tra le due Coree. Secondo il funzionario, “non c’è ombra di dubbio che la consegna degli F-35A (…) miri a ottenere la supremazia militare sui paesi vicini nella regione, e specialmente ad aprire un varco all’invasione del Nord in caso di emergenza nella Penisola coreana”. Seul ha ricevuto in consegna il suo primo F-35 di Lockheed Martin lo scorso marzo. In tutto la Corea del Sud ha ordinato 40 esemplari del velivolo, che dovrebbero essere consegnati entro il 2021.

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, ha auspicato che Stati Uniti e Corea del Nord possano essere “un po’ più creativi” nella conduzione dei negoziati sulla denuclearizzazione, che dovrebbero riprendere nel prossimo futuro, a seguito dell’incontro del 30 giugno scorso tra il presidente Usa, Donald Trump, e il leader nordcoreano Kim Jong-un. Nel corso di una intervista radiofonica al programma “The Sean Hannyty Show” di Fox, Pompeo non ha fornito indicazioni temporali in merito al rilancio dei negoziati; alla fine di giugno aveva ipotizzato il riavvio dei colloqui “a un certo punto nel mese di luglio (…) probabilmente nelle prossime due o tre settimane”. “Spero che la Corea del Nord si presenti al tavolo (dei negoziati) con idee che non avevano le volte precedenti”, ha detto il segretario di Stato ieri. “Speriamo di poter essere a nostra volta un po’ più creativi”, ha aggiunto Pomepo, ribadendo però che l’obiettivo dell’amministrazione Trump resta “la denuclearizzazione completa e finale” della Penisola coreana. (Git)
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