COREA DEL SUD
 
Corea del Sud: manifestazioni anti-giapponesi nel Giorno della liberazione
 
 
Seul, 16 ago 04:57 - (Agenzia Nova) - Numerosi cittadini sudcoreani sono scesi in strada a Seul ieri, per manifestare contro il Giappone e le restrizioni commerciali imposte dal suo governo alla Corea del Sud, in occasione del 74mo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, celebrato in quel paese come Giorno della liberazione dal dominio imperiale giapponese. Quest’anno l’anniversario cade in un frangente di fortissima tensione diplomatica tra i due paesi asiatici, a causa delle dispute storiche riaperte da Seul e della decisione di Tokyo di imporre vincoli alle esportazioni tecnologiche verso Seul. Centinaia di cittadini sudcoreani si sono riuniti di fronte al municipio di Seul ieri mattina, scandendo slogan contro le restrizioni commerciali approvate dal governo giapponese e chiedendo il sequestro degli asset delle aziende giapponesi condannate in Corea del Sud per le pratiche di lavoro forzato durante la Seconda guerra mondiale. Nella serata di ieri, invece, oltre 10mila persone si sono riuniti a Piazza Gwanghwamun, nel centro di Seul, contestando il premier giapponese Shinzo Abe.

Il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, è tornato a contestare i controlli alle esportazioni imposti da Tokyo a Seul, definendoli una “rappresaglia economica ingiusta” alle dispute di ambito storico e diplomatico in atto tra i due paesi. Durante un incontro con alti funzionari della sua amministrazione, tenuto tre giorni prima del Gorno della liberazione, che commemora la fine del dominio coloniale giapponese sulla Penisola coreana, Moon ha affermato che la risposta di Seul alle misure adottate dal governo giapponese non deve essere dettata dalle emozioni, ma da rigorose valutazioni di lungo termine.

La Corea del Sud ha annunciato ieri che intende escludere il Giappone dalla propria “lista bianca” di partner commerciali soggetti a procedure per l’export agevolate a partire dal prossimo settembre. La misura è una ritorsione per la decisione analoga assunta da Tokyo questo mese, e segna un ulteriore inasprimento della grave crisi diplomatica e commerciale in atto tra i due vicini asiatici. L’esclusione di Tokyo dalla “lista bianca” comporterà un irrigidimento e un potenziale allungamento dei processi per l’autorizzazione delle esportazioni sudcoreane verso il Giappone legate alla produzione di armamenti e ai macchinari industriali, secondo quanto riferito tramite una nota dal ministero del Commercio di Seul.

Il governo della Corea del Sud ha deciso di accelerare l’adozione di misure di stimolo per un importo complessivo pari a 273,2 miliardi di won (226 milioni di dollari), per aiutare l’economia nazionale a sostenere gli effetti delle ostilità commerciali in atto con il Giappone. La decisione è stata assunta nel corso di una riunione straordinaria del Gabinetto guidato dal presidente sudcoreano, Moon Jae-in. I fondi verranno destinati perlopiù alla diversificazione dei fornitori internazionali e alla localizzazione della produzione di materiali e componenti che ad oggi vengono importati dal Giappone. Il pacchetto di misure di stimolo è parte di un bilancio aggiuntivo pari a 5.830 miliardi di won teso a reggere l’economia nazionale, in previsione dei ritardi nelle importazioni strategiche dal Giappone a seguito della decisione adottata da Tokyo venerdì scorso, 2 agosto, di rimuovere formalmente la Corea del Sud dalla “lista bianca” dei partner commerciali del Giappone.

Seul ha espresso “profondo rammarico” per la decisione del Giappone di imporre ulteriori vincoli alle esportazioni verso quel paese, rimuovendo Seul dalla lista dei partner commerciali privilegiati di Tokyo. “D’ora in poi, il nostro governo risponderò alle ingiuste misure del Giappone con un atteggiamento risoluto, ha dichiarato la portavoce della presidenza sudcoreana, Ko Min-jung. Il ministero degli Esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, ha avvertito venerdì 2 agosto, durante un incontro con l’omologo giapponese Taro Kono, che Seul potrebbe essere costretta a riconsiderare la cooperazione con il Giappone nel campo della sicurezza. “Dal momento che le restrizioni al commercio sono state adottate dal Giappone citando ragioni di sicurezza, ci vedremo costretti a rivedere la struttura della cooperazione alla sicurezza tra Corea del Sud e Giappone”, ha affermato il ministro.

Il Giappone ha deciso di revocare lo status di partner commerciali privilegiato concesso alla Corea del Sud, che consentiva a quest’ultima di acquistare merci dal potenziale impiego militare senza alcun controllo o vincolo aggiuntivo. La decisione, attesa da giorni, è stata annunciata da membri dell’Ufficio di gabinetto giapponese, e va ad aggravare ulteriormente la crisi diplomatica in atto tra i due vicini asiatici, nonostante il tentativo di mediazione intrapreso dagli Stati Uniti negli ultimi giorni. Washington teme in particolare che la crescente ostilità tra i due alleati asiatici, legata al riemergere di dispute storiche relative al periodo dell’occupazione coloniale giapponese della Penisola coreana, possa compromettere la capacità di gestire la minaccia balistica della Corea del Nord, riemersa nei giorni scorsi con una serie di test balistici effettuati da Pyongyang. Tra le categorie di merci giapponesi che non potranno più essere esportate in Corea del Nord tramite procedure semplificate figurano una serie di applicazioni tecnologiche potenzialmente destinabili all’impiego militare.

Gli Stati Uniti hanno sollecitato Giappone e Corea del Sud a valutare la firma di un “accordo di sospensione” delle dispute diplomatiche e commerciali, che dia tempo ai due paesi di organizzare un confronto negoziale prima dell’ulteriore precipitare delle relazioni tra i due vicini asiatici. Lo hanno riferito fonti governative alla stampa Usa la scorsa settimana, in concomitanza con l’annuncio, da parte del segretario di Stato Mike Pompeo, che terrò un incontro a tre con gli omologhi di Giappone e Corea del Sud, Taro Kono e Kang Kyung-wha, a margine di incontri regionali in programma questa settimana in Thailandia, nel tentativo di disinnescare le tensioni tra i due paesi alleati degli Usa.

Le delegazioni di Giappone e Corea del Sud presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc) si sono scontrati alla fine di luglio in merito ai controlli alle esportazioni tecnologiche imposti da Tokyo nei confronti di Seul, durante una sessione del Consiglio generale dell’Omc tenuto il 23 e 24 luglio a Ginevra. Entrambi i governi hanno mantenuto le rispettive posizioni: la Corea del Sud accusa Tokyo di ricorrere a restrizioni commerciali come strumento di rappresaglia politica per le dispute che oppongono i due paesi. Seul ha tentato di trovare alleati prima della presentazione di un ricorso formale contro i controlli alle esportazioni giapponesi, ma gli altri paesi membri del Consiglio generale hanno perlopiù preferito non prendere posizione.

“La Corea del Sud è il principale esportatore di semiconduttori. Le misure giapponesi danneggeranno paesi terzi, ha argomentato Kim Seung-ho, viceministro per gli affari multilaterali e legali presso il ministero del Commercio sudcoreano. La delegazione di Tokyo ha replicato che i controlli alle esportazioni sono legati a ragioni di sicurezza, e che pertanto “non è appropriato” che se ne occupi l’Omc. Il Consiglio generale dell’Organizzazione si occupa solitamente di questioni commerciali generiche, e non di dispute bilaterali; il Consiglio ha però acconsentito a discutere i controlli alle esportazioni di Tokyo ieri, dopo una campagna di pressione da parte di Seul. Il governo sudcoreano ha annunciato ieri, 24 luglio, di aver proposto un dialogo bilaterale con Tokyo per far fronte alla controversia. (Git)
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