LIBIA
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Libia: la Comunità internazionale chiede il dialogo, ma gli scontri continuano
 
 
Tripoli, 17 lug 13:04 - (Agenzia Nova) - Lo stallo militare in Libia potrebbe sbloccarsi dopo 14 settimane di scontri a Tripoli e dintorni. I governi di Egitto, Francia, Italia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti hanno chiesto ieri una cessazione immediata delle ostilità e un ritorno al processo politico mediato dalle Nazioni Unite. In un comunicato congiunto, i sei paesi hanno espresso “profonda preoccupazione” per la situazione a Tripoli e ricordato che “non vi può essere soluzione militare”. Il gruppo “P3+3” (che include tre membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) si è riunito recentemente alla Farnesina in almeno due occasioni - il 24 aprile e 26 giugno - alla presenza dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé. Si tratta quindi di nazioni profondamente coinvolte nella crisi, anche se all'appello mancano due attori fondamentali: Turchia e Qatar, paesi leader della Fratellanza musulmana e sponsor del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale (Gna), l’organo esecutivo con sede a Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite e guidato dal premier Fayez al Sarraj. Emirati ed Egitto, da parte loro, sostengono il generale Khalifa Haftar, comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), nella guerra “contro le milizie estremiste” in Tripolitania, come spiegato più volte dai diplomatici del Cairo e Abu Dhabi. (segue) (Lit)
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