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Brasile: Bolsonaro "banditi di sinistra stanno tornando al potere in Argentina"

Brasilia, 14 ago 2019 22:02 - (Agenzia Nova) - Dei "banditi di sinistra" stanno tornando "al potere" in Argentina. Così il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha commentato la vittoria di Alberto Fernández e della lista di Cristina Kirchner alle elezioni primarie. "L'Argentina sta precipitando nel caos, sta iniziando a seguire il corso del Venezuela, perché i banditi di sinistra hanno iniziato a tornare al potere", ha detto Bolsonaro nel corso del suo intervento in un evento pubblico nello stato di Piauì. Il capo dello Stato ha di fatto risposto alle parole espresse dal candidato peronista alle prossime elezioni presidenziali di ottobre in Argentina, Alberto Fernandez, che aveva definito Bolsonaro un "violento", un "razzista" e un misogino". Immediatamente dopo l'affermazione del candidato Fernandez alle elezioni primarie argentine Bolsonaro aveva commentato che la possibile vittoria del candidato di sinistra alle presidenziali avrebbe potuto causare un esodo massiccio di argentini in Brasile, spaventati da politiche economiche accostate a quelle venezuelane di Nicolas Maduro. In più occasioni il presidente brasiliano ha manifestato le sue preferenze per una rielezione di Macri in Argentina avvertendo che una vittoria di Fernandez avrebbe portato a "pesanti conseguenze nelle relazioni diplomatiche tra Argentina e Brasile".

Con il 47,3 per cento delle preferenze a livello nazionale la coalizione guidata dal ticket Alberto Fernandez-Cristina Kirchner (Frente de Todos - FdT) ha vinto in modo schiacciante le elezioni primarie tenute lo scorso 11 agosto in Argentina. Con solo il 32,4 per cento dei voti ottenuti, la coalizione del presidente Mauricio Macri ha registrato invece una performance notevolmente al di sotto delle aspettative e di quanto prospettavano anche la maggior parte dei sondaggi nelle ultime settimane. L'attuale differenza, se mantenuta al primo turno delle presidenziali che si svolgeranno il 27 ottobre, consentirebbe a Fernandez una vittoria direttamente al primo turno. Il presidente Macri ha ammesso la sconfitta poco dopo le 22 di domenica (ora locale), prima ancora che venissero diffusi i primi dati ufficiali. "Abbiamo avuto una cattiva elezione", ha dichiarato Macri, che ha quindi aggiunto che il risultato "ci obbliga a partire da domani a raddoppiare gli sforzi per ribaltare il risultato ad ottobre". Pochi minuti dopo le parole del presidente il ministro degli Interni, Rogelio Frigerio, ha diffuso il primo conteggio parziale che mostrava il sorprendente distacco tra i due principali candidati.

"Sono sicuro che oggi abbiamo iniziato a costruire un'altra storia", ha dichiarato Fernandez in un comizio celebrativo del risultato. "L'Argentina ha ascoltato il nostro messaggio a favore dell'educazione pubblica, dell'università pubblica, delle piccole e medie imprese che investono e danno lavoro e che devono essere protette dallo Stato" ha aggiunto. Il candidato del Frente de Todos ha quindi voluto mandare un messaggio rassicurante anche ai mercati finanziari che fino ad oggi hanno sempre mostrato una predilezione per l'attuale governo. "Non siamo qui per restaurare un regime ma per costruire una nuova Argentina dove tutti avranno posto, non siamo stati mai dei pazzi governando, abbiamo sempre risolto i problemi lasciati da altri", ha detto Fernandez.

A fronte di una persistente recessione economica e di scarsi risultati a livello di gestione, la campagna di Macri era stata centrata infatti sulla "paura" di un "ritorno al passato", che viene associato alla corruzione e al malgoverno. "Questo 11 di agosto ho bisogno del vostro voto per continuare ad andare avanti", aveva detto Macri nel suo comizio di chiusura rivolgendo un appello agli elettori. Da parte sua Fernandez aveva cercato di circoscrivere il dibattito sui risultati recessivi del programma economico intrapreso dal governo. "Il governo continua a fare promesse ma l'unica cosa che ha prodotto sono quattro milioni e mezzo di poveri", aveva detto Fernandez. "Il primo semestre in cui governeremo cambieremo l'Argentina, non aspetteremo che vengano altri a investire, saremo noi a recuperare le fabbriche e a dare lavoro", aveva aggiunto.

Il voto che decreterà i nuovi presidente e vice presidente argentini si terrà il 27 ottobre. Una tornata elettorale che servirà anche a rinnovare 130 seggi della Camera dei deputati, 24 del senato e 43 del Parlasur, il parlamento del Mercato comune dell'America del Sud composto da Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay. Sarà proclamato presidente al primo turno il candidato che otterrà almeno il 45 per dei voti totali, o il 40 per cento dei voti con uno scarto superiore al 10 per cento sul secondo. L'eventuale ballottaggio si terrà invece il 24 di novembre. (Brb)
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