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Usa-Cina: Washington rinvia al 15 dicembre tariffe aggiuntive su merci cinesi
 
 
Washington, 13 ago 16:12 - (Agenzia Nova) - Gli Stati Uniti rinvieranno la decisione di applicare ulteriori tariffe del 10 per cento su alcune importazioni cinesi fino al 15 dicembre: lo ha annunciato oggi l'ufficio del rappresentante del Commercio degli Stati Uniti. "E' stato stabilito che le tariffe dovrebbe essere rinviate al 15 dicembre per alcuni articoli", afferma la nota. "I prodotti di questo gruppo comprendono, ad esempio, telefoni cellulari, computer portatili, console per videogiochi, determinati giocattoli, monitor di computer e determinati articoli di calzature e abbigliamento, si legge nella nota. Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti ha reso noto che le tariffe del 10 per cento sulle importazioni cinesi per un valore di 300 miliardi di dollari precedentemente annunciate dal presidente Donald Trump entreranno in vigore il primo settembre come previsto.

Il quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese ha accusato gli Stati Uniti di "distruggere deliberatamente l'ordine internazionale", il giorno dopo che Washington ha definito Pechino manipolatore di valuta. L'accusa sembra allontanare la speranza di una rapida risoluzione della guerra commerciale tra i due paesi. Nell'editoriale, il "People’s Daily" sostiene che la responsabilità dei grandi paesi è di fornire al mondo stabilità e certezza, creando allo stesso tempo le condizioni e le opportunità per lo sviluppo comune di tutti i paesi. "Ma alcune persone negli Stati Uniti fanno esattamente il contrario", aggiunge.

Le aziende cinesi hanno interrotto l’acquisto di prodotti agricoli dagli Stati Uniti. L'annuncio è arrivato in risposta alla decisione dell’amministrazione presidenziale Usa di imporre nuovi dazi alle merci cinesi a partire dal prossimo settembre. “La Cina non escluderà temporaneamente la possibilità di imporre tariffe aggiuntive sui prodotti agricoli importati Usa (…), e le relative aziende hanno bloccato gli acquisti di merci agricole statunitensi”, recita una nota del ministero del Commercio cinese. La nota esprime l’auspicio, già espresso prima dei colloqui di alto livello tenuti a Shanghai, che gli Stati Uniti diano “repentina attuazione al consenso raggiunto a Osaka, e diano seguito alle promesse di creare l condizioni necessarie alla cooperazione agricola bilaterale”. La nota, pubblicata alla mezzanotte di ieri, suggerisce una situazione di incertezza per Pechino: soltanto ieri, infatti, la Commissione nazionale per le riforme e lo sviluppo cinese – principale organo di pianificazione economica del paese – aveva ribadito che la Cina ha acquistato milioni di tonnellate di soia, sorgo e altri prodotti agricoli Usa a partire dallo scorso giugno.

Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha designato il 5 agosto la Cina come manipolatore di valuta, una mossa storica che nessuna amministrazione della Casa Bianca aveva esercitato dalla presidenza Clinton. “Il segretario Mnuchin, sotto l’egida del presidente Trump, ha stabilito oggi (ieri) che la Cina è un manipolatore di valuta”, ha dichiarato il dipartimento del Tesoro tramite un comunicato. “Come risultato di questa decisione, il segretario Mnuchin si impegnerà con il Fondo monetario internazionale per eliminare l’ingiusto vantaggio competitivo creato dalle ultime azioni della Cina”.

L'azione, la prima dai tempi del presidente Bill Clinton nel 1994, è stata intrapresa dopo che la Cina ha svalutato lo yuan sotto la “soglia psicologica” dei 7 dollari, per la prima volta dal 2008. Il deprezzamento della valuta cinese - che ha innescato un massiccio sell-off a Wall Street - ha intensificato ancora una volta la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, aumentando le possibilità di altre ritorsioni da Washington. Il deprezzamento potrebbe anche spingere la Federal Reserve (Fed), la Banca centrale statunitense, a prendere in considerazione ulteriori riduzioni dei tassi di interesse, a seguito della sua decisione della settimana scorsa di ridurre il tasso di riferimento dei prestiti di un quarto di punto percentuale.

Il primo agosto Trump ha annunciato che gli Stati Uniti applicheranno, a partire dal primo settembre, dazi del 10 per cento su beni e prodotti di importazione cinese per un valore di 300 miliardi di dollari. “I negoziati commerciali stanno continuando e mentre proseguiranno i colloqui gli Stati Uniti inizieranno, dal 1° settembre, ad applicare una piccola tariffa aggiuntiva del 10 per cento sui restanti 300 miliardi di dollari di beni e prodotti provenienti dalla Cina nel nostro Paese ... Non vediamo l’ora di continuare il nostro dialogo positivo con la Cina su un accordo commerciale globale e sentiamo che il futuro tra i nostri due paesi sarà molto brillante!”, ha scritto Trump sul suo profilo Twitter.

L’annuncio dei dazi arriva a sorpresa, al termine di una nuova sessione di colloqui commerciali di alto livello tra gli Stati Uniti e la Cina a Shanghai. La Casa Bianca aveva dichiarato che gli incontri erano stati “costruttivi”, aggiungendo che Pechino aveva confermato il proprio impegno ad aumentare gli acquisti di prodotti agricoli statunitensi. I negoziati commerciali continueranno a Washington all’inizio di settembre, secondo la dichiarazione della Casa Bianca. Le squadre negoziali cinesi e statunitensi manterranno comunque una stretta comunicazione e intensificheranno le consultazioni commerciali a livello di lavoro ad agosto per prepararsi all'incontro dei principali negoziatori commerciali di entrambe le parti a settembre, ha riferito oggi il portavoce del ministero del Commercio Gao Feng.

Le due parti hanno tenuto il 12mo round di consultazioni economiche e commerciali di alto livello a Shanghai, e hanno concordato di tenere il prossimo ciclo di consultazioni negli Stati Uniti a settembre. "Nella dodicesima tornata di consultazioni, le due parti hanno discusso le ragioni del precedente stallo, hanno chiarito le posizioni sulle principali questioni economiche e commerciali e definito i principi, i metodi e gli schemi per le consultazioni future", ha affermato Gao. In risposta ad alcuni commenti degli Stati Uniti che mettono pressioni sulla Cina, Gao ha affermato che le consultazioni bilaterali devono essere condotte sulla base dell'uguaglianza e del rispetto reciproco.

I colloqui di alto livello tenuti dalle delegazioni commerciali di Cina e Stati Uniti a Shanghai si sono conclusi il 31 luglio senza alcun annuncio dettagliato di accordi per l’acquisto di prodotti commerciali da parte della Cina, o per l’allentamento delle sanzioni statunitensi al colosso delle comunicazioni cinese Huawei Technologies. I due paesi dovrebbero organizzare una nuova sessione di colloqui negli Stati Uniti, il prossimo settembre, ma permangono profonde divisioni su temi quali i sussidi di Stato concessi dalla Cina alle aziende domestiche. (Was)
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