LIBIA
 
Libia: chiusi tre centri di detenzione per migranti tra cui la struttura di Tajura
 
 
Tripoli, 01 ago 2019 14:37 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna) della Libia, Fathi Bashagha, ha firmato oggi un decreto per chiudere tre centri di detenzione per migranti, inclusa la struttura di Tajura colpita lo scorso 2 luglio dai raid aerei del generale Khalifa Haftar che avevano causato almeno 53 morti e 130 feriti. Lo ha confermato ad “Agenzia Nova” Moftah Faraj, funzionario del dicastero libico dell’Interno. Oltre al centro di detenzione Tajura, situato nella parte orientale Tripoli, la chiusura riguarda anche le analoghe strutture di Al Khoms, circa 120 chilometri a est della capitale, e di Misurata, la città-Stato del golfo della Sirte alleata del governo libico riconosciuto dalle Nazioni Unite. "Ai responsabili di questi centri è stato chiesto di adottare tutte le misure necessarie per completare il trasferimento dei migranti", ha aggiunto Faraj, spiegando che il decreto del ministero intende “porre fine alla sofferenza dei migranti bloccati in Libia nel contesto di una guerra civile e in condizioni difficili".

Già lo scorso 5 luglio le autorità di Tripoli avevano annunciato la possibile chiusura di tutti i centri di detenzione per migranti in Libia, a seguito delle continue critiche della Comunità internazionale sulle condizioni disumane in cui vengono arbitrariamente detenuti i migranti. Lo scorso 29 luglio, l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Ghassan Salamé, aveva detto al Consiglio di sicurezza dell’Onu che l’ultimo naufragio di due barconi carichi di migranti al largo delle coste libiche, costato circa 150 morti, “impone nuovamente l'urgenza di affrontare le cause profonde del fenomeno migratorio”. Oltre 5 mila rifugiati e migranti sono attualmente detenuti nei centri di detenzione gestiti dal governo di Tripoli, di cui 3.800 sono esposti ai combattimenti tra le forze del Gna e l'Esercito nazionale libico del generale Haftar. “Esorto il Consiglio a chiedere alle autorità di Tripoli di prendere la decisione strategica, per molto tempo rimandata ma necessaria, di liberare coloro che sono detenuti in questi centri. La Missione dell'Onu in Libia (Unsmil) ha elaborato un piano per una chiusura organizzata e graduale di tutti i centri di detenzione e cerca il vostro sostegno per la sua attuazione”, aveva sottolineato Salamé. (Lit)
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