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Imprese: Nissan taglierà oltre 10mila posti di lavoro a livello globale
 
 
Tokyo, 24 lug 06:11 - (Agenzia Nova) - Nissan Motor Co intende tagliare oltre 10mila posti di lavoro in tutto il mondo, nel contesto degli sforzi tesi a rilanciare le operazioni aziendali. Lo hanno riferito ieri fonti aziendali rilanciate dalla stampa giapponese. L’azienda aveva annunciato già lo scorso maggio un ridimensionamento della sua forza lavoro globale di 4.800 unità, ma secondo le ultime indiscrezioni saranno ancora maggiori, in considerazioni dell’utile netto conseguito dall’azienda nell’anno fiscale concluso lo scorso marzo, ai minimi da nove anni a questa parte. L’azienda è inoltre ancora alle prese con la sfida della ristrutturazione del management dopo l’arresto del suo ex presidente, Carlos Ghosn, lo scorso novembre. I nuovi tagli di personale, che verranno effettuati anche tramite il ricorso ad opzioni di pensionamento anticipato, dovrebbero essere annunciati formalmente dall’azienda con sede a Yokohama nella giornata di domani, 25 luglio.

Il costruttore di automobili giapponese Nissan Motor ha rivisto al ribasso gli obiettivi di vendite nel piano manageriale sessennale sino all’anno fiscale 2022, un ulteriore segnale dell’abbandono da parte dell’azienda delle strategie espansive adottate dall’ex presidente Carlos Ghosn. L’azienda con sede a Yokohama ha illustrato le revisioni del piano in occasione di una conferenza stampa il 14 maggio, in concomitanza con la pubblicazione dei risultati finanziari dell’anno fiscale 2018, concluso lo scorso marzo. Il piano manageriale di medio termine annunciato nel novembre 2017 prevedeva un aumento delle vendite annue di 3.700 miliardi di yen (33,6 miliardi di dollari), pari a circa il 30 per cento, sino a 16.500 miliardi di yen entro l’anno fiscale 2022. L’obiettivo verrà abbassato a 14mila miliardi di yen.

Nissan ha già operato una rottura netta con l’era Ghosn ad aprile, effettuando il taglio della produzione più consistente dall’anno fiscale 2008. L’azienda intende produrre quest’anno 4,6 milioni di autoveicoli, il 15 per cento in meno rispetto al 2018, e l’output più basso da nove anni a questa parte. Il dato è contenuto nei piani comunicati dall’azienda ai fornitori, ed è stato rilanciato dal quotidiani “Nikkei”. La drastica riduzione della produzione comporterà probabilmente una sensibile contrazione del fatturato, e potrebbe causare ulteriori tensioni nell’alleanza con il costruttore francese Nissan. Sotto la guida di Ghosn, Nissan ha operato sotto costante pressione per conseguire obiettivi di vendite aggressivi. Dopo l’allontanamento dell’ex presidente, e sotto la guida dell’ad Hiroto Saikawa, il costruttore pare aver optato per una strada differente, con una strategia che dà priorità agli utili, anziché al volume delle vendite.

Sempre ad Aprile Nissan ha formulato una previsione degli utili assai inferiore al previsto per l’anno fiscale conclusosi lo scorso marzo, in risposta al calo delle vendite nel mercato core statunitense. L’azienda ha rivisto a ribasso le previsioni di utile di ben il 45 per cento rispetto allo scorso anno fiscale, e di 1,2 miliardi di dollari rispetto alla precedente previsione, a 318 miliardi di yen (circa 2,88 miliardi di dollari). Al calo degli utili hanno contribuito anche le spese legate all’attuazione di una campagna di estensione delle garanzie sulle automobili. Il calo delle entrate nette è ammontato, secondo le previsioni, al 57 per cento rispetto all’anno fiscale 2017. Nissan aveva ridotto le previsioni dell’utile operativo di 90 miliardi di yen a febbraio, citando vendite deludenti negli Usa, in Cina e in altri mercati; nel mese di marzo il quadro generale non è migliorato, e Nissan ha annunciato di aver venduto 4,97 milioni di veicoli a livello globale tra aprile 2018 e febbraio 2019, in calo del 4 per cento rispetto allo stesso periodo del precedente anno fiscale.

l’ex direttore operativo di Nissan Motor Co., Toshiyuki Shiga, ha dichiarato la scorsa settimana, in una intervista al quotidiano “Asahi Shimbun” che l’ex presidente dell’azienda, Carlos Ghosn era soggetto a enormi pressioni da parte di Renault Sa per una fusione tra le due aziende, ma aveva agito da “muro” contro tale piano. Shiga, che ha assunto la carica di direttore operativo di Nissan tra il 2005 e il 2013, ha aggiunto nel corso dell’intervista che le pressioni per la fusione provenivano in particolare dal governo francese, principale azionista di Renault. “Ghosn era soggetto a forti pressioni (da parte della Francia), ma ha fatto da frangivento o da muro”, ha spiegato Shiga, che ha fatto parte del consiglio di amministrazione di Nissan sino al mese scorso. Dopo l’arresto di Ghosn a Tokyo, lo scorso novembre, e la sua estromissione dal vertice dell’alleanza Renault-Nissan, le pressioni per la fusione provenienti dalla parte francese sono state indirizzate direttamente su Nissan, ha spiegato l’ex manager nel corso dell’intervista.

Nissan Motor ha proposto la creazione di un nuovo comitato per la governance nel consiglio di amministrazione aziendale, in aggiunta ai tre che dovrebbero occuparsi di revisione dei conti, nomine e compensi dei dirigenti aziendali, per far spazio al presidente e all’amministratore delegato di Renault, e placare così lo scontro di potere tra i due costruttori di automobili in vista dell’imminente assemblea degli azionisti di Nissan. I tre comitati, cui andrebbe ad aggiungersi eventualmente il quarto, sono previsti dal piano di riforma della governance aziendale approntato da Nissan, che Renault minaccia però di affossare con una astensione dei suoi rappresentanti nel consiglio di amministrazione dell’azienda giapponese. Secondo fonti aziendali citate dal quotidiano “Nikkei”, Nissan starebbe contemplando di riservare più di un seggio del nuovo comitato al presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, e all’amministratore delegato, Thierry Bollore.

Il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, ha dichiarato il mese scorso che il costruttore francese dovrebbe trovare rappresentanza nella nuova governance riformata dell’alleato giapponese Nissan Motor, pur esprimendo la volontà di riparare l’alleanza tra le due aziende, minata da uno scontro di potere in corso da mesi. “Vorrei che i due rappresentanti di renault avessero un seggio” in almeno due dei tre comitati cui Nissan intende affidare le decisioni in merito alla revisione dei conti, alle nomine e ai compensi dei dirigenti aziendali, ha affermato Senard durante una assemblea degli azionisti di Renault. L’assemblea è la prima trasmessa in streaming da Renault con una traduzione simultanea in lingua giapponese. Il presidente del costruttore francese ha affermato che Renault non persegue uno scontro frontale con Nissan, e intende invece “intavolare un dialogo”. “Dopo il caso Ghosn (l’ex presidente delle due aziende arrestato in Giappone lo scorso novembre) l’alleanza è stata danneggiata più di quanto apparisse. La priorità è ristabilire la solidità dell’alleanza”, ha detto Senard. (Git)
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