TUNISIA-LIBIA
 
Tunisia-Libia: ministro Difesa Zbidi, pilota L-39 libico “fuggiva dalla morte”
 
 
Tunisi, 22 lug 20:27 - (Agenzia Nova) - Nuovi, clamorosi sviluppi nella misteriosa vicenda dell’aereo militare L-39 Albatros libico costretto questa mattina a un atterraggio di emergenza in Tunisia. Il ministro della Difesa tunisino, Abdelkrim Zbidi, citato dai principali organi di stampa del paese nordafricano, ha dichiarato oggi all’Assemblea dei rappresentanti del popolo (Arp, il parlamento monocamerale del paese nordafricano) che il pilota è “fuggito" da un conflitto intorno alla base miliare di Al Watiya, nella Libia occidentale, vicino al confine con la Tunisia. Il protagonista del rocambolesco atterraggio è il colonnello Faraj Assaghir: volando a bassa quota, tra i 500 e i 600 metri, è riuscito ad evitare in un primo momento di essere rilevato i radar tunisini. A corto di carburante, il pilota dell’L-39 è stato quindi costretto ad atterrare su una strada nella località di Beni Ghezayel, dove è stato fermato dalle autorità militari tunisine.

Il colonnello libico ha spiegato ai tunisini di appartenere alle forze del Governo di accordo nazionale (Gna) con sede a Tripoli. "Era in fuga dalla morte", ha aggiunto il ministro della Difesa Zbidi, spiegando che la procura militare ha aperto un'inchiesta. Queste le parole dell’esponente del governo tunisino riportate dal sito web tunisino “Realites”: “(Il pilota) è fuggito dalla Libia. Era a 70 chilometri dai confini tunisini. L'aereo era oggetto di una contesa tra le due parti del conflitto libico", ha spiegato il ministro di fronte ai deputati. “Il pilota è fuggito dalla Libia perché è stato preso di mira. Non aveva intenzione di nuocere. Tuttavia, dobbiamo continuare a proteggere i nostri confini", ha detto Zbidi.

In precedenza, il sito web informativo libico “Libya Herald” aveva riferito che l’aereo L-39 apparterrebbe all’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar e non alle forze del Gna. Secondo questa fonte, il velivolo biposto - pilotato da una sola persona - sarebbe decollato dalla base aerea di Brak al Shati, a nord di Sebha, il capoluogo della regione meridionale del Fezzan, attualmente controllata dalle forze dell’Lna. Secondo l’emittente televisiva locale “Libyas Channel”, il ministero degli Esteri del governo non riconosciuto con sede ad Al Baida, in Cirenaica, ha dichiarato che l'aereo militare “era in missione di ricognizione” quando ha “subito un guasto tecnico” che ha costretto il pilota a un “atterraggio di emergenza”. Il sito web specializzato “Jane’s 360” sottolinea che l’aereo aveva ancora il suo carico di bombe e i serbatoi di carburante esterni.

In precedenza il comando delle operazioni di Agedabia dell’esercito di Haftar, l'uomo forte della Cirenaica che assedia Tripoli dal 4 aprile scorso, aveva sostenuto che il velivolo in questione apparterrebbe alle forze del Governo di accordo nazionale. Secondo quanto si legge in una nota apparsa sul profilo Facebook del comando dell'Lna di Agedabia, il pilota dell'aereo è "il colonnello Faraj al Ghariani", atterrato con una manovra di emergenza nella provincia di Medenine, nel sud della Tunisia, "violando lo spazio aereo tunisino". Poco dopo ha risposto il portavoce dell’operazione Vulcano della rabbia delle forze del Gna di Tripoli, Mustafa al Jamai: “Quell’aereo non appartiene alle nostre forze, né abbiamo in dotazione un L-39: nessuno dei nostri caccia è uscito oggi in missione”, ha fatto sapere Al Jamai tramite il sito informativo libico “al Mutawasat”. (Tut)
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