ARGENTINA
 
Argentina: Banca centrale congela base monetaria e Tasso di sconto al 58 per cento
 
 
Buenos Aires, 22 lug 20:11 - (Agenzia Nova) - La Banca centrale argentina (Bcra) ha annunciato oggi che il congelamento della base monetaria, fino ad agosto, e il blocco del Tasso ufficiale di sconto al 58 per cento, "fino a quando non verrà pubblicato il prossimo dato ufficiale sull'inflazione". Obiettivo principale della decisione, si legge nel comunicato della Bcra, quello di "garantire il carattere restrittivo della politica monetaria", in un contesto in cui, in vista delle elezioni primarie di agosto e delle presidenziali di ottobre, esiste il pericolo concreto di un ritorno della volatilità. A seconda del risultato delle urne ad agosto, infatti l'autorità monetaria prevede una maggiore o minore pressione svalutativa sulla moneta locale, il peso, nei confronti del dollaro. In caso di una decisa vittoria dell'opposizione si ritiene in questo senso quasi scontato uno scenario di forte instabilità dei mercati.

La decisione della Bcra ha riscosso prontamente anche il sostegno del Fondo monetario internazionale (Fmi), principale creditore dell'Argentina attraverso un programma di assistenza finanziaria di tipo Stand By (Sba) da 57,1 miliardi. "L'Fmi appoggia le modifiche alla politica monetaria annunciate oggi dalla Banca centrale argentina", ha dichiarato il portavoce dell'organismo multilaterale Gerry Rice in una conferenza stampa. "Questi cambiamenti garantiscono che la politica monetaria mantenga il suo attuale orientamento ad una progressiva diminuzione dell'inflazione ed un buon funzionamento del sistema finanziario", ha aggiunto Rice.

Solo la settimana scorsa l'Fmi aveva corretto al ribasso le previsioni di crescita dell'Argentina per il 2020 portandole dal +2,2 per cento al +1,1 per cento del Pil mentre prevede per quest'anno una caduta del prodotto di 1,3 punti percentuali rispetto al -1,2 della precedente stima. Le stime sulla crescita non sono state le uniche a subire un peggioramento rispetto all'ultimo report e anche l'inflazione prevista per quest'anno ha subito un netto rialzo dal 30 al 40 per cento. Nel complesso, sebbene il documento rilevava che il governo argentino ha rispettato le mete fiscali pattuite, si sottolineavano gli elevati rischi soprattutto in relazione alla solvenza del debito e ad una situazione finanziaria ancora considerevolmente esposta alla volatilità internazionale e all'incertezza in relazione al risultato delle elezioni presidenziali di ottobre.

A fronte della forte e persistente pressione alla svalutazione del peso rispetto al dollaro, il Fondo monetario aveva inoltre autorizzato inoltre la Banca centrale argentina (Bcra) a intervenire sul mercato dei futures del dollaro fino a 3,6 miliardi di dollari. In questo modo aumentava di 2,6 miliardi il margine di intervento della Bcra sul mercato dei cambi già concesso previamente in via eccezionale, un fatto che secondo alcuni analisti, risultava in aperta contraddizione con lo statuto dell'organismo che impedisce l'utilizzo di suoi fondi per finanziare fuga di capitali. La valutazione dello staff tecnico dell'Fmi è che una ulteriore svalutazione si riverserebbe anche sul tasso di inflazione e determinerebbe un aumento del rapporto debito/Pil e una maggiore perdita di riserve rispetto a quanto previsto. (Abu)
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