CINA
 
Cina: “Salvaguardiamo Hong Kong”, manifestazione a sostegno della polizia
 
 
Pechino, 20 lug 16:30 - (Agenzia Nova) - Centinaia di migliaia di persone a Hong Kong hanno partecipato oggi a una manifestazione a sostegno della polizia, alla vigilia della prossima marcia di manifestanti contro il disegno di legge sull’estradizione. Secondo gli organizzatori a Tamar Park si sono radunate 316 mila persone; secondo le forze dell’ordine 103 mila. La partecipazione, comunque, è stata superiore rispetto a quella di un’iniziativa analoga del 30 giugno, quando manifestarono tra le 53 e le 165 mila persone, a seconda delle stime. La mobilitazione è stata organizzata da una settantina di attivisti pro Pechino e oppositori dei movimenti di protesta violenti, all’insegna dello slogan “Salvaguardiamo Hong Kong”. Alcune decine di familiari di agenti di polizia hanno firmato una lettera aperta al capo dell’esecutivo, Carrie Lam, per chiedere di smettere di utilizzare gli agenti come “scudi umani” tra il governo e il popolo e di istituire una commissione di inchiesta.

Il disegno di legge sulle estradizioni ha innescato una crisi politica nell’ex colonia britannica. Le proteste hanno raggiunto il culmine il primo luglio, nel 22mo anniversario della riunificazione con la Cina, con l’occupazione alla sede del Consiglio legislativo cittadino, per lal quale undici uomini e una donna sono stati arrestati con varie accuse, tra cui “possesso di armi offensive, assembramento illegale e assalto a funzionari di polizia”. Altre sei persone sono state arrestate per infrazioni connesse alla manifestazione per la democrazia del giorno precedente.

Decine di migliaia di persone – oltre 230 mila, secondo gli organizzatori – sono tornate a manifestare domenica 7 luglio e domenica scorsa, 14 luglio, per ribadire la loro opposizione al disegno di legge, che le autorità cittadine hanno deciso di “congelare”, ma non hanno ufficialmente abbandonato. Il 9 luglio Carrie Lam ha tenuto una conferenza stampa in cui ha dichiarato “defunto” il disegno di legge, ma le sue parole, accolte come “giochi semantici” per evitare di revocare formalmente il provvedimento, non hanno rassicurato il fronte pro-democrazia, che teme che l’emendamento possa essere riproposto entro la fine dell’attuale legislatura, nel 2020. (Cip)
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