INDIA
 
India: Jammu e Kashmir, ministro Interno esamina programmi di sviluppo e situazione sicurezza
 
 
Nuova Delhi, 27 giu 11:21 - (Agenzia Nova) - Il ministro dell’Interno dell’India, Amit Shah, in visita nel Jammu e Kashmir per la prima volta dal suo insediamento, si è riunito ieri a Srinagar con il governatore statale, Satya Pal Malik, e altri alti funzionari per esaminare i programmi di sviluppo nello Stato. La riunione si è concentrata sull’accelerazione dei progetti, la costruzione di infrastrutture, il buon governo, la crescita inclusiva e la creazione di occupazione. Shah ha dato una serie di indicazioni, sollecitando l’applicazione rigorosa della legge sull’erogazione dei servizi pubblici, il rafforzamento del nuovo Ufficio anticorruzione e un approccio allo sviluppo da parte delle autorità statali che sia all’insegna dell’equilibrio fra le tre regioni – Jammu, Kashmir e Ladakh – e dell’inclusione di tutte le comunità e classi sociali.

L’esponente del governo centrale ha disposto che vengano organizzate con regolarità audizioni pubbliche a tutti i livelli amministrativi. Il ministro ha posto l’accento anche sulla necessità di favorire gli investimenti per l’istituzione di strutture educative e sanitarie e per la promozione di opportunità di lavoro per i giovani. A proposito di occupazione, Shah ha anche invitato l’amministrazione statale ad assegnare in tempi congrui tutte le posizioni vacanti. Il rappresentante di Nuova Delhi ha indicato alcuni programmi di punta sui quali focalizzare l’attenzione per conseguire progressi concreti, come quelli per lo sviluppo di competenze, per l’assicurazione sanitaria, per l’igiene, per le città intelligenti e per l’inclusione finanziaria.

Shah ha anche presieduto una riunione del Comando unificato, l’organismo di vertice dello Stato in materia di sicurezza, che comprende rappresentanti dell’Esercito, delle forze paramilitari, della polizia e delle agenzie di intelligence. Tra i temi lo spiegamento di forze in vista dell’annuale pellegrinaggio al santuario di Amarnath Yatra, che inizierà il primo luglio, al quale sono attesi almeno 300 mila fedeli induisti. Il ministro, inoltre, ha fatto visita alla famiglia dell’ispettore della polizia statale Arshad Ahmed Khan, ucciso il 12 giugno in un attentato ad Anantnag costato la vita anche a cinque agenti della Forza di polizia centrale di riserva (Crfp).

La situazione nel Jammu e Kashmir è particolarmente tesa. Il 14 febbraio un attentato a Pulwama, rivendicato dall’organizzazione terroristica pakistana Jaish-e-Mohammed (Jem), ha provocato la morte di 40 agenti della Forza di polizia centrale di riserva. Le operazioni antiterrorismo procedono quotidianamente, con un’intensificazione dopo l’attacco: dall’inizio dell’anno sono stati uccisi più di cento presunti militanti. Lo Stato è sotto l’amministrazione straordinaria del governatore dal giugno dell’anno scorso, in seguito alla rottura della coalizione di governo tra il Partito democratico popolare (Pdp) e il Partito del popolo indiano (Bjp).

Per motivi di sicurezza le elezioni per l’assemblea legislativa statale non si sono tenute insieme a quelle per la Camera del popolo, la camera bassa del parlamento federale, diversamente da altri Stati, e la data non è ancora stata stabilita. La valutazione è stata affidata a tre osservatori speciali indipendenti: Noor Mohammad, che ha esperienza di osservatore in Afghanistan; A. S. Gill, ex ispettore generale di polizia ed ex ispettore generale della Crpf; Vinod Zutshi, già collaboratore della Commissione elettorale.

Lo scorso ottobre si sono svolte le elezioni locali, che non si tenevano dal 2005, rinviate più volte dal governo statale a causa della recrudescenza del conflitto separatista e della massiccia militarizzazione. Il voto per gli enti locali è stato boicottato dalle forze separatiste e autonomiste: Partito democratico popolare (Pdp), Conferenza nazionale del Jammu e Kashmir (Jknc) e Joint Resistance Leadership (Jrl). Tra novembre e dicembre si è votato, invece, per il rinnovo dei “panchayat”, i consigli dei villaggi o autonomie rurali. Anche in questo caso i mandati erano scaduti da tempo: le elezioni dei “panchayat”, infatti, non si tenevano dal 2011. Anche in questo caso le forze separatiste e autonomiste hanno boicottato il voto.

Il Pdp è una formazione regionalista che ha governato dal 2015 a giugno 2018; la Conferenza nazionale, partito autonomista favorevole alla permanenza nell’Unione indiana e alla riunificazione del Kashmir, è stato quasi sempre al governo statale, approvandone la Costituzione con statuto speciale e attuando la riforma fondiaria. I due partiti difendono lo statuto speciale dello Stato ovvero l’articolo 35A della Costituzione indiana, che attribuisce al Jammu e Kashmir il potere di definire i “residenti permanenti” e garantire loro diritti speciali e privilegi. Il Bjp, invece, intende abrogare l’articolo, definito nel suo programma elettorale “un ostacolo allo sviluppo dello Stato”. La costituzionalità dell’articolo è stata messa in discussione da quattro petizioni alla Corte suprema, una delle quali presentata dall’organizzazione non governativa We The Citizens, con la motivazione che il testo non è mai stato sottoposto al parlamento ed è stato recepito su ordine del presidente della Repubblica nel 1954.

Lo Stato di Jammu e Kashmir, teatro di un conflitto che, tra guerriglia pakistana e ribellioni separatiste, si trascina dal 1947, è l’unico ad autonomia speciale e comprende tre regioni: il Jammu, la valle del Kashmir e il Ladakh. Srinagar è la capitale estiva, Jammu quella invernale. È anche l’unico tra gli Stati dell’India ad avere una popolazione a maggioranza musulmana: più del 68 per cento. La lingua kashmira è la più parlata, da oltre il 53 per cento degli abitanti, anche se è l’urdu la lingua ufficiale. L’economia statale poggia sull’agricoltura e le attività collegate. Il turismo è stato compromesso dalla situazione di conflitto, ma le attrazioni sono numerose: il Jammu è celebre per i templi induisti, il Kashmir per i paesaggi montuosi, il Ladakh per le montagne e i siti buddhisti. (Inn)
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